Yuppies: il sogno milanese degli anni ’80 tra successo, soldi e superficialità

Nel pieno degli anni ’80, quando l’Italia guardava con ammirazione e un pizzico di invidia al modello americano, arrivò nelle sale un film che fotografò con ironia e precisione quel momento storico. Yuppies – I giovani di successo, diretto da Carlo Vanzina, uscì nei cinema il 6 marzo 1986 e diven...

Yuppies: il sogno milanese degli anni ’80 tra successo, soldi e superficialità

Nel pieno degli anni ’80, quando l’Italia guardava con ammirazione e un pizzico di invidia al modello americano, arrivò nelle sale un film che fotografò con ironia e precisione quel momento storico. Yuppies – I giovani di successo, diretto da Carlo Vanzina, uscì nei cinema il 6 marzo 1986 e divenne subito un cult generazionale.

Era il ritratto perfetto di una categoria emergente, tutta italiana, che prendeva ispirazione dallo stile di vita statunitense: lo yuppie, ovvero lo Young Urban Professional, giovane rampante, ambizioso, vestito Armani, che parlava di business, fitness e status symbol. Il film segue le vicende intrecciate di quattro protagonisti — tutti simboli di quell’epoca — interpretati da Christian De Sica, Jerry Calà, Ezio Greggio e Massimo Boldi, ciascuno rappresentante una diversa sfaccettatura dello yuppismo all’italiana.

Tra cellulari enormi, Porsche cabrio, uffici panoramici e party esclusivi, i quattro vivono immersi in un mondo fatto di apparenze, cinismo e continue fughe dalle responsabilità. Girato tra Milano, Cortina e Monte Carlo, Yuppies racconta una generazione che corre veloce, vive di pubbliche relazioni, sogna di “sfondare” e si misura in base al conto in banca.

Ma lo fa con uno stile leggero, comico, quasi farsesco. Le gag si susseguono a ritmo serrato, con situazioni paradossali e battute memorabili che ancora oggi riecheggiano nelle serate nostalgiche.

Il merito dei fratelli Vanzina fu quello di cogliere al volo lo spirito di un’epoca dorata e superficiale, senza giudicarla apertamente ma rendendola visibile a tutti. Il pubblico riconobbe quei personaggi: li aveva visti nei bar alla moda, nei nuovi uffici open space, nei locali di tendenza.

Era la Milano da bere, che strizzava l’occhio a Wall Street ma con l’ironia di chi sa che, sotto sotto, si stava giocando. Il successo fu clamoroso: incassi da record (oltre 7 miliardi di lire al botteghino) e un seguito, Yuppies 2, uscito pochi mesi dopo, a Natale dello stesso anno.

Una rarità per il cinema italiano dell’epoca. Non solo: Yuppies fu uno dei primi film a inserire la pubblicità e il brand come parte integrante della narrazione, in un gioco di specchi tra finzione e marketing.

Quello che non tutti sanno

Il personaggio interpretato da Christian De Sica era ispirato a un noto pubblicitario realmente esistente nella Milano dell’epoca, famoso per le sue frasi ad effetto e la vita mondana. Durante le riprese a Cortina, pare che molte delle comparse nei locali fossero veri frequentatori VIP della stagione invernale, tanto che diverse scene furono improvvisate sul momento.

Inoltre, Yuppies fu uno dei primissimi film italiani a mostrare l’uso del telefono cellulare portatile (i famosi “mattoni”), considerato all’epoca un vero status symbol. E infine, Carlo Vanzina dichiarò che il film era nato da una sfida con il fratello Enrico: “riuscire a raccontare i nuovi ricchi italiani senza usare né la politica né la retorica” — solo con uno specchio e tanta ironia.