Wonder Woman: l'amazzone americana dei nostri pomeriggi
Era il 1977 quando una figura statuaria in costume stellato irruppe nei nostri salotti, trasformando per sempre il concetto di eroina televisiva. Lynda Carter, con i suoi capelli corvini e quegli occhi che sembravano contenere tutta la determinazione del mondo, diede vita a Diana Prince alias Won...
Era il 1977 quando una figura statuaria in costume stellato irruppe nei nostri salotti, trasformando per sempre il concetto di eroina televisiva. Lynda Carter, con i suoi capelli corvini e quegli occhi che sembravano contenere tutta la determinazione del mondo, diede vita a Diana Prince alias Wonder Woman, l'amazzone di Paradise Island che combatteva il crimine nella società moderna.
Il telefilm, nato dalle pagine dei fumetti DC Comics, arrivò in Italia negli anni '80 portando con sé una ventata di novità assoluta. Per la prima volta vedevamo una donna forte, indipendente, capace di tenere testa a qualsiasi criminale senza perdere mai la sua femminilità.
Diana Prince lavorava come agente governativo, ma quando il dovere chiamava, bastava un elegante piroetta accompagnata da luci dorate per trasformarsi nella guerriera amazzone più famosa del piccolo schermo. Ogni episodio era un concentrato di azione, effetti speciali per l'epoca rivoluzionari e quella colonna sonora epica che ancora oggi ci fa venire i brividi.
Il lazo della verità, i braccialetti deflettori e l'aereo invisibile divennero parte dell'immaginario collettivo di una generazione cresciuta sognando eroi e giustizia. Lynda Carter non interpretava semplicemente Wonder Woman: la incarnava completamente.
La sua presenza scenica, la capacità di alternare momenti di tenerezza a scene d'azione mozzafiato, fecero di questo telefilm un fenomeno che andava ben oltre l'intrattenimento. Wonder Woman rappresentava l'emancipazione femminile in un'epoca in cui le donne in televisione erano spesso relegata a ruoli marginali.
Quello che non tutti sanno
Lynda Carter fu scelta tra oltre 2000 candidate dopo mesi di provini. L'attrice, che aveva vinto il titolo di Miss World USA nel 1972, dovette imparare le arti marziali e seguire un allenamento fisico intensivo per sei mesi prima delle riprese.
La famosa piroetta di trasformazione nacque per caso: durante una delle prime prove, Carter inciampò e girò su se stessa, ma l'effetto piacque talmente tanto ai produttori che decisero di mantenerlo. Il costume originale pesava oltre 3 chili a causa dei rinforzi metallici, e Carter doveva indossare una versione alleggerita per le scene d'azione.
La serie influenzò profondamente la moda dell'epoca: le vendite di stivali rossi aumentarono del 300% negli Stati Uniti durante la messa in onda.