Wishing Well - Terence Trent D'Arby (1987)
Il pozzo dei desideri soul più audace degli anni Ottanta, scritto in uno stato di semi-veglia e diventato l'inno di una generazione. Una canzone nata dall'incontro tra un ex-pugile americano ribelle e la scena musicale londinese, capace di scalare le classifiche mondiali con un groove irresistibi...
Il pozzo dei desideri soul più audace degli anni Ottanta, scritto in uno stato di semi-veglia e diventato l'inno di una generazione. Una canzone nata dall'incontro tra un ex-pugile americano ribelle e la scena musicale londinese, capace di scalare le classifiche mondiali con un groove irresistibile e una voce che mescolava passato e futuro della musica nera.
Nel 1987, quando "Wishing Well" esplose nelle radio di tutto il mondo, pochi conoscevano la straordinaria storia dell'uomo dietro quella voce magnetica. Terence Trent D'Arby - oggi conosciuto come Sananda Maitreya - era un ex-campione di pugilato dei Golden Gloves della Florida che aveva abbandonato i ring per inseguire un sogno musicale in Europa.
La sua seconda vita iniziò proprio con questo brano, scritto insieme al bassista Sean Oliver in uno stato di "semi-sonno e semi-veglia". La canzone faceva parte dell'album d'esordio "Introducing the Hardline According to Terence Trent D'Arby", un titolo che già tradiva l'ego smisurato del giovane artista.
Durante la promozione, Terence non esitò a paragonare il suo lavoro a "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" dei Beatles, scatenando polemiche e attenzione mediatica.
Ma quella sfacciataggine, considerata da molti arroganza, si rivelò una strategia vincente quando l'album vendette un milione di copie nei primi tre giorni. "Wishing Well" non era nemmeno il primo singolo estratto dall'album - quello era stato "If You Let Me Stay", un successo nel Regno Unito ma poco notato in America. Fu con il secondo estratto che Terence conquistò definitivamente il mercato americano, dopo una scalata durata ben diciassette settimane, una delle più lunghe degli anni Ottanta insieme a "Sweet Dreams" degli Eurythmics.
Il brano si distingueva per un sound che fondeva soul classico, funk moderno e pop commerciale. La produzione, curata da Martyn Ware degli Heaven 17 insieme allo stesso Terence, creava un equilibrio perfetto tra eleganza elettronica e calore organico.
Il groove era sostenuto da una batteria possente e cristallina, ornata da chitarre blues scintillanti e sintetizzatori evocativi che creavano un'atmosfera sognante. La voce di Terence era il vero protagonista del brano: potente come quella di James Brown, sensuale come Sam Cooke, moderna come Prince.
Riusciva a passare dal falsetto celestiale alle grida gutturali, dai sussurri vulnerabili agli acuti drammatici, dimostrando una versatilità tecnica ed emotiva che ricordava i grandi maestri del soul pur mantenendo una personalità distintiva. Il testo, apparentemente semplice ma ricco di immagini poetiche, parlava di amore giovanile attraverso metafore surreali come "lacrime di farfalla" e "lacrime di coccodrillo".
Le parole sembravano flussi di coscienza romantici, perfetti per catturare l'immaginazione degli ascoltatori senza mai risultare banali. Il celebre fischio melodico che attraversava il brano si trasformò immediatamente in un marchio di fabbrica indimenticabile.
Il video musicale, diretto da Vaughan Arnell, mostrava Terence in concerto alternando scene in bianco e nero con immagini di una coppia di innamorati. Le sue movenze sceniche, il look eccentrico e il carisma naturale lo resero immediatamente riconoscibile su MTV, allora all'apice della sua influenza culturale.
La rotazione pesante dell'emittente musicale fu fondamentale per il successo del brano. Il 18 maggio 1988, "Wishing Well" raggiunse la vetta della Billboard Hot 100, rimanendoci per una settimana.
Contemporaneamente dominava anche la classifica R&B americana, dimoststrando l'appeal trasversale del brano. Nel Regno Unito si fermò al quarto posto, ma fu comunque un successo significativo che contribuì a mantenere l'album in cima alle classifiche per nove settimane non consecutive.
Il successo internazionale fu travolgente: numero uno in Olanda e Canada, top ten in Australia, Svizzera e numerosi altri paesi. "Wishing Well" divenne il biglietto da visita perfetto per un artista che sembrava destinato a dominare la scena musicale per anni. La certificazione oro della RIAA negli Stati Uniti sigillò il trionfo commerciale.
L'impatto culturale andò oltre i numeri di vendita. La canzone influenzò profondamente la nascente scena neo-soul, anticipando artisti come Maxwell e D'Angelo.
Ben Greenman del New Yorker attribuì a Terence e a brani come "Wishing Well" il merito di aver "portato la musica soul negli anni Ottanta", aggiornando il genere senza tradirne l'essenza. Il successo valse a Terence il Grammy Award per Best Male R&B Vocal Performance nel 1989, anche se perse quello per Best New Artist contro Jody Watley.
La sua esibizione della canzone alla cerimonia dei Grammy rimane uno dei momenti più memorabili della storia del premio, con una performance che confermò le sue eccezionali doti di intrattenitore dal vivo. Paradossalmente, "Wishing Well" rappresentò sia l'apice che l'inizio del declino per Terence Trent D'Arby.
Il successo planetario creò aspettative impossibili da soddisfare, e i suoi album successivi, pur di qualità, non riuscirono mai a replicare l'impatto del debutto. La sua personalità esuberante, inizialmente un vantaggio, divenne gradualmente un ostacolo quando il pubblico iniziò a stancarsi delle sue provocazioni.
Negli anni successivi, la canzone ha continuato a vivere di vita propria, apparendo in compilation, colonne sonore e persino nel videogioco "Grand Theft Auto: Vice City". È diventata un classico della musica degli anni Ottanta, un brano che continua a far ballare e sognare le nuove generazioni, mantenendo intatto il suo fascino originale.
Quello che non tutti sanno
"Wishing Well" fu scritta da Terence insieme a Sean Oliver, ex-bassista della band Rip Rig & Panic in cui militava anche Neneh Cherry. Oliver morì tragicamente nel 1990 a soli 27 anni per anemia falciforme, senza mai vedere un altro grande successo.
Il verso "I want to be your midnight rambler" è un chiaro omaggio ai Rolling Stones, band che Terence considerava tra i suoi maestri insieme ai bluesmen di Chicago. Durante la registrazione, Terence suonò personalmente la maggior parte degli strumenti, dimostrando di essere un vero polistrumentista.
La canzone fu inizialmente rifiutata da diverse etichette britanniche che non capivano come classificare l'artista, considerandolo "un altro Michael Jackson o Prince" senza cogliere la sua originalità. Il fischio caratteristico del brano fu aggiunto quasi per caso durante una delle ultime sessioni di registrazione e divenne immediatamente l'elemento più riconoscibile della canzone.
Negli anni 2000, Terence ha legalmente cambiato il suo nome in Sananda Maitreya, dichiarando che "Terence Trent D'Arby era morto" e tutta la sua discografia è stata ufficialmente rinominata nel 2021.