Wanna Marchi, la regina delle televendite

Era il 2 gennaio 1983 quando nasceva Rete A, l'emittente di Alberto Peruzzo che avrebbe rivoluzionato il panorama televisivo italiano. E in quella stessa data iniziava un'avventura destinata a segnare per sempre la storia della televisione commerciale: il regno di Wanna Marchi, la donna che da un...

Wanna Marchi, la regina delle televendite

Era il 2 gennaio 1983 quando nasceva Rete A, l'emittente di Alberto Peruzzo che avrebbe rivoluzionato il panorama televisivo italiano. E in quella stessa data iniziava un'avventura destinata a segnare per sempre la storia della televisione commerciale: il regno di Wanna Marchi, la donna che da un piccolo paese dell'Emilia trasformò le televendite in un fenomeno di massa.

Vanna Marchi - questo il suo vero nome - era nata a Castel Guelfo di Bologna il 2 settembre 1942 da una famiglia di contadini. Figlia primogenita di Enedina Brini e Nino Marchi, dopo la morte del padre avvenuta il giorno di Natale del 1957, iniziò giovanissima a lavorare come estetista a Ozzano dell'Emilia.

Ma il destino le aveva riservato ben altro palcoscenico. Il suo debutto televisivo avvenne nel 1977 con il programma "Gran Bazar" su Telecento, condotto da Raffaele Pisu e Marisa Del Frate.

Qui iniziò a farsi notare per le chiassose televendite di prodotti dimagranti basati su micronizzato di tarassaco ed estratti di alghe. Ma il vero salto di qualità arrivò nel 1983, quando Rete A le dedicò un programma tutto suo: il "Wanna Marchi Show".

La trasmissione andava in onda ogni sera dal lunedì al venerdì alle 23, e insieme a "Accendi un'amica" componeva lo scheletro del palinsesto di Rete A per tutti gli anni Ottanta e i primi Novanta. Wanna conduceva insieme ai figli Maurizio e Stefania Nobile, proponendo al pubblico i prodotti più disparati con presunte proprietà miracolose.

Il più famoso era la crema "scioglipancia", venduta negli anni Ottanta a 100.000 lire per tre confezioni. Il suo stile comunicativo era inconfondibile: gestualità appariscente, urla, insulti e terminologie incisive che culminavano nell'iconico "D'accordo?!", diventato il suo marchio di fabbrica.

Nel 1989, cavalcando l'onda del successo, registrò persino un singolo su vinile intitolato proprio "D'accordo?!" con i Pommodores, una base synthpop che raggiunse discreta notorietà grazie a "Superclassifica Show". La popolarità era tale che RAI, Fininvest e Telemontecarlo la invitavano spesso nelle loro trasmissioni.

Nel 1990 venne persino ingaggiata come attrice nella parodia "I promessi sposi" del trio Lopez-Marchesini-Solenghi, dove interpretava un'imbonitrice che vendeva prodotti per curare la peste. Ma proprio nel 1990 iniziarono i primi problemi con la giustizia: arrestata e condannata a 1 anno e 11 mesi di reclusione per concorso in bancarotta fraudolenta per il fallimento della società "Wanna Marchi".

Nel 1994 tornò a vendere in televisione insieme alla figlia Stefania su varie emittenti locali private. La svolta definitiva arrivò nel 1996 con la costituzione della società Ascié s.r.l. di Milano, insieme alla figlia e al brasiliano Mário Pacheco do Nascimento.

Con questa società, Wanna trasformò le televendite in veri spettacoli televisivi, vendendo non più solo prodotti cosmetici ma talismani, amuleti contro il malocchio e numeri fortunati per il lotto. Il 27 novembre 2001 "Striscia la Notizia" mandò in onda lo scoop che segnò la fine di un'era.

Le indagini portarono all'arresto il 24 gennaio 2002 di Wanna Marchi, Stefania Nobile e altre cinque persone. Nel 2009 la Cassazione confermò definitivamente le condanne: oltre 9 anni di carcere per entrambe.

Quello che non tutti sanno

Il "Wanna Marchi Show" era una macchina perfetta che fatturava miliardi delle vecchie lire. La trasmissione utilizzava attori che fingevano di essere clienti soddisfatti, chiamando in diretta per tessere le lodi dei prodotti.

Questi "clienti" erano in realtà dipendenti della stessa Rete A che leggevano copioni prestabiliti. Inoltre, la Marchi aveva sviluppato un sistema di vendita piramidale: i telespettatori che acquistavano ricevevano materiale promozionale per convincere amici e parenti ad acquistare a loro volta, ottenendo piccole commissioni.

Il successo del programma era tale che Rete A arrivò a dedicare oltre l'80% del palinsesto notturno alle televendite. Elena Mazza, la storica annunciatrice di Rete A dal 1983 al 1993, raccontò anni dopo che durante le dirette del Wanna Marchi Show i centralini dell'emittente rimanevano intasati per ore, con migliaia di persone in attesa di ordinare i prodotti miracolosi.