Walkman: il compagno inseparabile delle nostre giornate in cuffia
C’erano una volta le cassette, le pile ricaricabili e quella sensazione magica di premere “Play” sul nostro fedele Walkman. Negli anni '80 e '90 non esisteva compagno di viaggio più fidato. Che fosse per andare a scuola, in vacanza o semplicemente per sognare a occhi chiusi nel letto, il Walkman ...
C’erano una volta le cassette, le pile ricaricabili e quella sensazione magica di premere “Play” sul nostro fedele Walkman. Negli anni '80 e '90 non esisteva compagno di viaggio più fidato.
Che fosse per andare a scuola, in vacanza o semplicemente per sognare a occhi chiusi nel letto, il Walkman era la nostra via di fuga personale, la colonna sonora della nostra adolescenza. Infilavi la cassetta, chiudevi lo sportellino con un click, abbassavi le cuffie spugnose sulle orecchie e il mondo diventava un film di cui tu eri il protagonista.
Quello che oggi è un gesto banale – ascoltare musica in movimento – allora era una rivoluzione. Per la prima volta la musica usciva dallo stereo di casa e diventava portatile, intima, personale.
Non era più condivisa, era tua. Ogni nastro aveva una storia: la compilation registrata dal tuo migliore amico, la cassetta consumata di Madonna o degli Europe, il lato B con la canzone che non volevi finisse mai.
Ogni fruscio, ogni salto del nastro era parte dell'esperienza. Ricordi quando bisognava riavvolgere la cassetta con una matita per non consumare le pile?
E la paura che il nastro si inceppasse? Eppure, c’era qualcosa di poetico in quei piccoli drammi.
Era tutto più lento, più sentito. La musica non era una playlist infinita ma una scelta.
Poche canzoni, ascoltate mille volte. Imparate a memoria.
Ogni batteria che si scaricava spegnendosi lentamente nel mezzo di una canzone diventava una piccola tragedia. Il Walkman era anche un simbolo di libertà.
Potevi essere in autobus, in spiaggia, in montagna o in cameretta, ma grazie a lui eri in un altro mondo. Bastavano due cuffie e una cassetta per evadere.
Non esistevano notifiche, distrazioni, solo tu e la musica. E in quel legame silenzioso tra le note e l’anima, c’era la magia.
Quello che non tutti sanno
Il primo modello di Walkman fu lanciato dalla Sony nel 1979, in Giappone, con il nome “TPS-L2”. Era blu e argento, aveva due jack per cuffie e un pulsante “Hot Line” che permetteva di parlare con chi era accanto senza togliere le cuffie.
Inizialmente molti pensavano che non avrebbe avuto successo: “Chi mai vorrebbe ascoltare musica da solo?” dicevano. Invece ne furono venduti oltre 400 milioni di esemplari in tutto il mondo.
Un altro dettaglio affascinante? Il termine “Walkman” è entrato nell’Oxford English Dictionary come simbolo della cultura pop, al pari di “Jeans” o “Frisbee”.
Una vera icona che ha cambiato per sempre il modo di vivere la musica.