Voltron i cinque leoni robot che formavano un colosso d'acciaio

Voltron, il robot combinato anni 80: cinque leoni che si uniscono in un colosso d'acciaio nell'anime che incantò i bambini italiani.

Voltron i cinque leoni robot che formavano un colosso d'acciaio

Era il 22 settembre 1982 quando su Canale 5, alle ore 18:00, qualcosa di magico accadde sui teleschermi italiani. Non si trattava del solsolito robot invincibile, ma di "Golion", un guerriero meccanico formato da cinque leoni che si univano per formare un colosso d'acciaio.

I bambini italiani non sapevano ancora che stavano assistendo alla nascita di quello che sarebbe diventato uno dei miti robotici più duraturi degli anni Ottanta. La serie originale giapponese "Hyakujūō Goraion" (letteralmente "Golion, re delle cento bestie") era stata prodotta dalla Toei Animation nel 1981 per un totale di 52 episodi.

In Italia arrivarono inizialmente solo i primi 26 episodi, trasmessi da Canale 5 fino al marzo 1983, con il titolo originale "Golion" e la storica sigla "Go, go, it's time to go!" cantata da Rocco Reitano. La storia era ambientata in un futuro cupo: cinque esploratori spaziali terrestri tornano sulla Terra dopo una lunga missione per trovarla devastata da una guerra nucleare e occupata dagli alieni del pianeta Galra, guidati dal malvagio Re Tay Bazaal.

Catturati e ridotti in schiavitù, i cinque eroi - Akira, Takashi, Tsuyoshi, Isamu e Hiroshi - riescono a fuggire e si rifugiano sul pianeta Althea, dove la principessa Fara rivela loro il segreto di Golion. Il robot non era un semplice mezzo di trasporto: era un essere leggendario diviso in cinque leoni meccanici come punizione per la sua arroganza.

Solo unendo le forze, i cinque piloti potevano risvegliare il potere del grande guerriero. Ogni leone aveva una personalità distinta: il Leone Nero (testa e torso), il Leone Rosso (braccio destro), il Leone Verde (braccio sinistro), il Leone Blu (gamba destra) e il Leone Giallo (gamba sinistra).

Nel 1983, mentre l'Italia si appassionava a Golion, negli Stati Uniti la World Events Production stava creando qualcosa di rivoluzionario. Acquistarono i diritti di "Golion" e di un'altra serie, "Dairugger XV", fondendole in un unico progetto: "Voltron: Defender of the Universe".

Non si limitarono a tradurre: ricrearono completamente la storia, cambiarono i nomi dei personaggi e censurarono le scene più violenate per adattarle al pubblico americano. Quando "Voltron" arrivò in Italia il 14 aprile 1986 su Euro TV alle ore 18:00, all'interno del contenitore "Tivulandia", molti spettatori non sapevano di vedere la stessa storia già trasmessa quattro anni prima.

I personaggi avevano nuovi nomi: Keith al posto di Akira, Lance invece di Isamu, la principessa Aurora (Allura) al posto di Fara. Anche il malvagio imperatore era diventato Zarkon invece di Tay Bazaal.

Euro TV trasmise tutti i 52 episodi corrispondenti alla serie Golion originale, completando finalmente la saga che Canale 5 aveva lasciato a metà. La nuova versione americana era tecnicamente superiore: il montaggio era più fluido, la colonna sonora più epica, ma aveva perso parte dell'anima drammatica dell'originale giapponese, dove i personaggi potevano morire davvero e la guerra aveva conseguenze reali.

Il fenomeno Voltron esplose definitivamente negli anni successivi. I giocattoli dei cinque leoni componibili divennero il sogno di ogni bambino del decennio.

La Matchbox prima, e poi la Panosh Place, produssero serie di action figure e veicoli che riempirono le camerette di una generazione. La frase "Form Voltron!" diventò un grido di battaglia universale nei cortili di tutta Italia.

Il successo fu tale che nel 1984 la Toei Animation produsse altri 20 episodi di Golion esclusivamente per il mercato occidentale, portando il totale della serie americana a 124 episodi divisi in tre stagioni. La leggenda continuò con sequel, remake e reboot fino ai giorni nostri, culminando con "Voltron: Legendary Defender" di Netflix nel 2016.

Quello che non tutti sanno

La serie originale Golion era molto più violenta della versione americana: nel primo episodio moriva addirittura uno dei protagonisti principali, Takashi (Sven in Voltron), trafitto da una spada laser. Gli americani trasformarono la sua morte in un ferimento e lo fecero riapparire in seguito.

Il nome "Voltron" deriva dalla combinazione di "volt" (voltaggio) e "electron" (elettrone), scelto per dare un'idea di potenza elettrica. Ogni leone aveva un suono distintivo durante la trasformazione: questi effetti sonori furono creati modificando i ruggiti reali di leoni africani registrati allo zoo di San Diego.

La sequenza di unione dei leoni durava esattamente 52 secondi nella versione americana, mentre in Golion variava tra 45 e 60 secondi a seconda dell'episodio. Il doppiatore italiano di Keith/Akira era Ermanno Ribaudo, la stessa voce di Luke Skywalker in Guerre Stellari.

La Bandai ha venduto oltre 40 milioni di giocattoli Voltron/Golion in tutto il mondo tra il 1982 e il 1990, rendendolo uno dei robot giocattolo più venduti della storia.