Via Verdi: un diamante italiano che brillò in tutta Europa
Erano i primi giorni di dicembre del 1985 quando dalle radio italiane iniziò a diffondersi una melodia destinata a rimanere impressa nella memoria collettiva di un'intera generazione. "Diamond" dei Via Verdi non era solo una canzone, ma il simbolo di un'epoca irripetibile in cui la musica italian...
Erano i primi giorni di dicembre del 1985 quando dalle radio italiane iniziò a diffondersi una melodia destinata a rimanere impressa nella memoria collettiva di un'intera generazione. "Diamond" dei Via Verdi non era solo una canzone, ma il simbolo di un'epoca irripetibile in cui la musica italiana sapeva conquistare l'Europa senza complessi di inferiorità. La band anconetana nasceva nel 1983 dall'incontro creativo tra il chitarrista Marco Grati e il tastierista Glauco Medori, due musicisti che avevano le idee chiare: creare qualcosa di nuovo partendo dalle radici del rock progressivo ma guardando alle sonorità emergenti del synth-pop britannico.
L'arrivo del cantante Remo Zito e del batterista Maurizio Varano completò la formazione originale, ma fu l'intuizione di Claudio Cecchetto a trasformare quattro ragazzi delle Marche in fenomeno internazionale. "Diamond" uscì in Europa il 15 dicembre 1985 e nel febbraio 1986 raggiunse la vetta delle classifiche italiane, rimanendovi per sei mesi consecutivi. Ma il vero colpo di genio fu utilizzarla come sigla di "DeeJay Television", il programma musicale di Italia 1 che andava in onda dal lunedì al venerdì dalle 14:00 alle 14:30, poi esteso a 50 minuti di durata.
Il sabato alle 24:00 e la replica domenicale alle 14:00 completavano la programmazione settimanale che accompagnava i pomeriggi degli adolescenti italiani. Il successo fu travolgente: oltre 4 milioni di copie vendute in tutto il mondo, il prestigioso Telegatto al Festival della Canzone Europea "Azzurro 1986" tenutosi al Teatro Petruzzelli di Bari, e la consacrazione come primi italiani dell'italo-disco a essere distribuiti contemporaneamente in tutta Europa.
I Via Verdi divennero il simbolo di quella generazione che ballava nei primi locali con la musica elettronica, quando i videoclip erano ancora una novità assoluta e "DeeJay Television" rappresentava l'unica finestra sulla musica internazionale. Ma il successo nascondeva fragilità insospettabili.
Dopo "Sometimes" del 1986, seconda sigla del programma di Cecchetto, e "You and Me" del 1987 che raggiunse la vetta delle classifiche vendendo 1.300.000 copie, la band iniziò a sfaldarsi. Nel 1989 uscì "Love Is A Dream", ultimo singolo prima dello scioglimento avvenuto nel 1991.
L'ultimo concerto si tenne a Roma il 19 settembre 1989 davanti a 10.000 persone, chiudendo simbolicamente un decennio irripetibile. La reunion arrivò nel 1999 dopo la partecipazione al programma "Meteore" su Mediaset, che scatenò oltre 750.000 richieste di rivedere la band sul palco.
Nel 2018 tornò anche Remo Zito, mentre oggi la formazione è completata da Francesco Popolo al basso e Simone Medori alla batteria, figlio del fondatore Glauco.
Quello che non tutti sanno
La voce femminile che sentiamo in "Diamond" non è di un membro della band, ma di Antonella Pepe, vocalist della scuderia Cecchetto e cantante dei Fun Fun insieme a Ivana Spagna. Il brano venne registrato nei Rimini Recording Studios, lo stesso luogo dove Claudio Cecchetto aveva scoperto molti altri talenti degli anni '80.
Inoltre, i Via Verdi furono il primo gruppo italiano nella storia a essere trasmesso in stereofonia televisiva: l'esperimento partì a dicembre 1986 sul canale UHF 49 di Milano durante "DeeJay Television", anche se i televisori predisposti alla ricezione del doppio audio erano ancora rarissimi. Marco Grati ha rivelato che "Diamond" nacque da una melodia che gli "ronzava in testa" e che chiamò immediatamente Glauco Medori per registrarla nei loro studi, senza immaginare che sarebbe diventata uno dei brani italiani più ascoltati al mondo su Spotify con centinaia di migliaia di ascolti ancora oggi.