Una pallottola spuntata: mini budget per un film comico senza tempo

Era il 2 dicembre 1988 quando nelle sale americane debuttava un film destinato a cambiare per sempre il panorama della commedia. "Una pallottola spuntata" non era solo l'ennesima parodia poliziesca: era il manifesto di un nuovo modo di far ridere, che trasformava un attore drammatico in leggenda ...

Una pallottola spuntata: mini budget per un film comico senza tempo

Era il 2 dicembre 1988 quando nelle sale americane debuttava un film destinato a cambiare per sempre il panorama della commedia. "Una pallottola spuntata" non era solo l'ennesima parodia poliziesca: era il manifesto di un nuovo modo di far ridere, che trasformava un attore drammatico in leggenda comica e definiva i canoni della comicità demenziale per i decenni a venire. Il geniale trio ZAZ - David Zucker, Jim Abrahams e Jerry Zucker - aveva già dimostrato la propria maestria con "L'aereo più pazzo del mondo" nel 1980, ma con "Una pallottola spuntata" raggiunsero l'apice della loro creatività.

Il film nasceva dalle ceneri di "Police Squad!", una serie televisiva del 1982 che aveva durato appena sei episodi ma aveva lasciato un'impronta indelebile negli amanti della comicità sofisticata. L'intuizione vincente era stata quella di prendere Leslie Nielsen, attore canadese nato nel 1926 e fino ad allora noto principalmente per ruoli drammatici in film come "Il pianeta proibito" e "L'avventura del Poseidon", e trasformarlo nel protagonista assoluto di una parodia spietata dei film polizieschi.

Nielsen possedeva l'arma segreta perfetta: un volto marmoreo, una voce impostata e la capacità di pronunciare le battute più assurde con serietà assoluta. Frank Drebin, tenente del dipartimento di polizia di Los Angeles e membro della squadra speciale "Police Squad!", era l'antieroe perfetto: un poliziotto dalla mascella di granito e il cervello di roccia, che riusciva a risolvere i casi più per fortuna che per bravura, lasciando dietro di sé una scia di distruzione e malintesi esilaranti.

La sua missione nel primo film era apparentemente semplice: sventare un complotto per assassinare la Regina Elisabetta II durante una visita ufficiale negli Stati Uniti. Ma la trama era solo il pretesto per un concentrato di gag visive e verbali somministrate al ritmo di una mitragliatrice.

Gli ZAZ avevano studiato meticolosamente i meccanismi della commedia classica americana, pescando dall'eredità dei Fratelli Marx e di Buster Keaton per creare una nuova forma di umorismo che mescolava slapstick, nonsense intelligente e parodia cinematografica. Il film si apriva con una sequenza destinata a rimanere nella storia: Drebin, infiltrato in un summit di terroristi internazionali a Beirut, prendeva letteralmente a pugni i grandi nemici dell'America dell'epoca - Gheddafi, Arafat, Amin, Khomeini, Castro e Gorbaciov - prima di fuggire dalla finestra.

Una scena che oggi sarebbe impossibile da realizzare, ma che allora catturava perfettamente lo spirito irriverente e politically incorrect dell'epoca. L'aspetto rivoluzionario di "Una pallottola spuntata" stava nel suo rifiuto di ammiccare al pubblico.

Le battute non erano mai sottolineate, i personaggi non si rendevano mai conto dell'assurdità delle situazioni in cui erano coinvolti. Nielsen interpretava Drebin con la stessa serietà con cui aveva affrontato i suoi ruoli drammatici, rendendo ancora più esilaranti le sue gag.

La sua faccia impassibile mentre distruggeva un ufficio o mentre si travestiva da cantante d'opera diventava essa stessa fonte di comicità. Il cast di contorno era altrettanto perfetto: Priscilla Presley nei panni della bella e ingenua Jane Spencer, George Kennedy come il capitano Ed Hocken, fedele compagno di avventure di Drebin, O.J.

Simpson nel ruolo del detective Nordberg (all'epoca ancora eroe sportivo americano), e Ricardo Montalbán come il cattivo Ludwig, elegante e sadico nell'interpretare il villain hollywoodiano per eccellenza. Le gag erano studiate nei minimi dettagli e costruite su più livelli.

C'erano quelle immediate e fisiche, come Drebin che mostrava il distintivo alla propria auto per fermarla, e quelle più elaborate che richiedevano una lunga preparazione, come la sequenza della partita di baseball dove il tenente, travestito da arbitro, doveva proteggere la Regina mentre dirigeva l'incontro con risultati catastrofici. Il ritmo era forsennato: una battuta ogni pochi secondi, gag visive nascoste negli sfondi, riferimenti cinematografici seminati ovunque.

Gli ZAZ non davano tregua al pubblico, sapendo che la velocità era fondamentale per mantenere alta l'attenzione e per non permettere alla mente di razionalizzare l'assurdità di quello che stava vedendo. Il successo fu immediato e travolgente.

Con un budget di soli 12 milioni di dollari, il film ne incassò 78,8 milioni nel solo mercato nordamericano e 140 milioni nel mondo. La critica, inizialmente perplessa, si dovette ricredere di fronte all'entusiasmo del pubblico.

Roger Ebert del Chicago Sun-Times gli assegnò tre stelle e mezzo su quattro, definendolo una delle commedie più divertenti dell'anno. "Una pallottola spuntata" non si limitò a essere un successo isolato: creò un vero e proprio genere. Il film stabilì le regole della parodia moderna, influenzando tutto ciò che sarebbe venuto dopo, da "Hot Shots!" a "Scary Movie", fino ai più recenti film di parodia.

La formula degli ZAZ - prendere un genere cinematografico, esagerarne i cliché fino all'assurdo e interpretare tutto con serietà assoluta - diventò il modello di riferimento per generazioni di comici. Nielsen divenne istantaneamente l'icona della comicità demenziale.

Il suo Drebin era allo stesso tempo imbecille e eroico, distruttivo e risolutivo, goffo e affascinante. L'attore, che aveva 62 anni al momento dell'uscita del film, vide completamente trasformata la propria carriera.

Da caratterista drammatico si trasformò nel re indiscusso della parodia, ruolo che mantenne fino alla sua morte nel 2010. Il successo del primo film portò naturalmente a due sequel: "Una pallottola spuntata 2½ - L'odore della paura" (1991) e "Una pallottola spuntata 33⅓ - L'insulto finale" (1994).

Entrambi mantennero lo stesso spirito del primo capitolo, confermando che la formula funzionava e che il pubblico non si stancava delle avventure di Frank Drebin. La trilogia stabilì alcuni dei momenti più memorabili della storia del cinema comico: l'interrogatorio al porto, la scena dell'ospedale con O.J.

Simpson, il travestimento da "Enrico Pallazzo", le innumerevoli battute diventate cult come "È una pistola in tasca o sei contento di vedermi?" che riusciva a essere allo stesso tempo omaggio e parodia di Mae West. Ma "Una pallottola spuntata" era molto più di una semplice collezione di gag.

Era un commento satirico sulla società americana degli anni '80, sui suoi miti e le sue contraddizioni. I film polizieschi parodiati rappresentavano l'America reaganiana, quella degli eroi solitari e della giustizia sommaria, che gli ZAZ smontavano pezzo per pezzo mostrandone l'assurdità intrinseca.

Quello che non tutti sanno

"Una pallottola spuntata" nasceva dalla serie TV "Police Squad!" che fu cancellata dopo soli sei episodi perché, secondo i dirigenti della ABC, "richiedeva troppa attenzione da parte del pubblico". Il personaggio di Frank Drebin era ispirato a Lee Marvin nella serie "M Squad" degli anni '50.

Leslie Nielsen, prima di diventare una star comica, aveva interpretato il cattivo in "Il pianeta proibito" (1956) e il capitano in "L'avventura del Poseidon" (1972). La sigla del film è identica a quella della serie TV e fu suonata dalla Royal Canadian Mounted Police al funerale di Nielsen nel 2010.

Il trio ZAZ aveva scoperto il talento comico di Nielsen già in "L'aereo più pazzo del mondo", dove interpretava il dottor Rumack. La scena dell'apertura con i leader mondiali nel 1988 includeva Gorbaciov ancora al potere nell'URSS, rendendo il film una perfetta fotografia geopolitica dell'epoca.

William Shatner doveva interpretare Frank Drebin, ma gli impegni con "Star Trek" lo costrinsero a rinunciare. O.J.

Simpson accettò il ruolo di Nordberg perché voleva dimostrare le sue capacità attoriali oltre lo sport. La battuta "Nice beaver!" ("Bel castoro!") mentre Drebin guarda un castoro impagliato è considerata una delle più demenziali della storia del cinema.

Il film ha venduto oltre 20 milioni di biglietti solo negli Stati Uniti, rendendolo una delle commedie di maggior successo degli anni '80. La parola "spuntata" nel titolo italiano fu scelta per mantenere l'assonanza con "nuda" del titolo originale "The Naked Gun".