Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo: la magia fragile di Rina

L'incantesimo tra i petali del tempo, l'anime raro anni 80 su Rina: magia fragile in una serie che pochi ricordano ma tutti amano.

Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo: la magia fragile di Rina

Era il 1º settembre 1998 quando Italia 1 mandò in onda il primo episodio di uno degli anime più poetici e meno convenzionali trasmessi nel pomeriggio Mediaset: Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina. Dietro a questo titolo lungo e affascinante si nascondeva Magic Knight Rayearth, una serie prodotta nel 1994 dallo studio giapponese Tokyo Movie Shinsha e tratta dal manga delle celebri CLAMP.

In Italia, però, l’adattamento fu pesantemente modificato, al punto da cambiarne anche nomi e dialoghi, rendendolo un prodotto ibrido tra shōjo sentimentale e fantasy eroico. Il cartone racconta la storia di tre ragazze adolescenti – Rina (Hikaru), Marina (Umi) e Anemone (Fuu) – che, durante una gita scolastica alla Tokyo Tower, vengono trasportate magicamente nel mondo incantato di Cefiro.

Lì scoprono di essere state scelte come "Cavalieri Magici" per salvare la Principessa Emeraude, misteriosamente prigioniera del malvagio sacerdote Zagato. Ma niente è come sembra: la missione che all’inizio appare lineare si complica fino a diventare una riflessione tragica su libero arbitrio, amore e destino.

L’anime fondeva generi in apparenza opposti: il "magical girl", con incantesimi e trasformazioni, e il fantasy epico alla Final Fantasy, con spade, mostri e mecha (sì, proprio robot magici!). Una miscela unica per l’epoca, soprattutto per un pubblico italiano abituato a cartoni più "puri" nei toni.

L’evoluzione psicologica delle protagoniste, il mondo che cambia in base alla volontà e ai sentimenti di chi lo abita, e la drammaticità degli ultimi episodi lasciarono un segno profondo nei cuori di chi seguiva la serie dopo scuola, intorno alle 16:00. Le musiche malinconiche e la sigla italiana, dolce e onirica, rafforzavano il senso di sospensione tra due mondi: quello magico di Cefiro e quello reale del Giappone moderno.

Nonostante le censure e i tagli, Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo rimase impresso per la forza delle emozioni che sapeva trasmettere: l’amicizia profonda tra le ragazze, il senso di responsabilità e la scoperta che a volte, anche salvare qualcuno… può significare distruggerlo.

Quello che non tutti sanno

Il titolo italiano fu scelto per evocare un tono poetico e romantico, ma si allontanava molto dall’originale giapponese. La serie completa è composta da 49 episodi divisi in due stagioni: la prima (20 episodi) fu trasmessa integralmente, mentre la seconda (dal tono più oscuro e maturo) venne fortemente tagliata e censurata, rendendo difficile comprendere alcuni snodi narrativi.

Inoltre, nel manga originale la Principessa Emeraude non è solo prigioniera: è proprio lei ad aver evocato le ragazze per essere… uccisa. Questo twist narrativo fu uno dei più controversi e coraggiosi mai proposti in un'opera per ragazzi.

Magic Knight Rayearth è anche uno dei pochi anime a fondere elementi di mecha, un genere solitamente maschile, in un contesto tutto al femminile, anticipando molte tendenze dell’animazione moderna.