Trio Lopez Marchesini Solenghi: l'alchimia comica che ha segnato un'epoca
Quando Massimo Lopez, Anna Marchesini e Tullio Solenghi si incontrarono negli anni '80, nessuno poteva immaginare che sarebbero diventati il gruppo comico più amato della televisione italiana. Una comicità surreale, tempi perfetti e quella capacità unica di trasformare qualsiasi situazione in una...
Quando Massimo Lopez, Anna Marchesini e Tullio Solenghi si incontrarono negli anni '80, nessuno poteva immaginare che sarebbero diventati il gruppo comico più amato della televisione italiana. Una comicità surreale, tempi perfetti e quella capacità unica di trasformare qualsiasi situazione in una risata contagiosa: questa era la magia del Trio.
L'avventura iniziò nel 1982 con la trasmissione radiofonica "Helzapoppin" su Radio 2, un programma che prese il nome dal celebre musical del 1938. Il successo fu così straordinario che la Rai prolungò le puntate da 13 a 52, con gli italiani che non perdevano neanche un episodio trasmesso ogni sabato mattina.
Il salto verso la televisione avvenne nel 1985 con "Il Tastomatto" su Rai 2, al fianco di Pippo Franco. Fu proprio in questo varietà che nacquero molti degli sketch che li resero immortali: le parodie dei telegiornali, degli spot pubblicitari e dei quiz televisivi.
Nello stesso anno ricevettero il premio come "Rivelazione dell'anno" grazie alla loro presenza fissa a "Domenica In", allora condotta da Mino Damato. Il 1986 segnò l'anno della consacrazione con "Fantastico 7", il varietà del sabato sera che raccoglieva i più alti ascolti del weekend.
Durante lo show recitarono uno sketch satirico che scatenò un vero incidente diplomatico: presero in giro la vendita di armi americane all'Iran nell'ambito dello scandalo Irangate, con Solenghi nei panni dell'Ayatollah Khomeini, Lopez come Ronald Reagan e la Marchesini nel ruolo della madre del leader iraniano. L'incidente si chiuse solo dopo due mesi di tensione diplomatica, con Romano Prodi che anni dopo confessò loro: "Il vostro è stato lo sketch più costoso della storia della televisione".
Furono ospiti fissi al Festival di Sanremo per tre edizioni consecutive: 1986, 1987 e 1989. Ma il vero capolavoro arrivò nel 1990 con "I Promessi Sposi", la parodia del romanzo manzoniano che andò in onda su Rai 1 per cinque mercoledì consecutivi, ottenendo ascolti record con punte di 17 milioni di spettatori.
Il teatro fu sempre il loro primo amore: "Allacciare le cinture di sicurezza" del 1987 e "In principio era il trio" del 1990 riempirono i teatri di tutta Italia, confermando la loro versatilità artistica. Nel 1994 il Trio si sciolse pacificamente, con ciascuno che desiderava intraprendere una carriera solista.
Massimo Lopez ammise anni dopo: "Sono stato un po' io il responsabile di questa divisione... non avevo lo stesso entusiasmo di prima, capivo che volevo continuare con la tv".
Il loro ultimo grande momento insieme fu nel 2008, per celebrare i 25 anni della loro nascita artistica, con lo speciale "Non esiste più la mezza stagione" su Rai 1, trasmesso in tre puntate (8, 15 e 22 marzo) che richiamarono quasi 5 milioni di spettatori. Nel luglio 2016 Anna Marchesini ci lasciò prematuramente, ma dal 2018 Solenghi e Lopez hanno ripreso a esibirsi insieme, riproponendo anche alcuni pezzi del passato.
Dal 2019 sono ospiti regolari di "Che tempo che fa" condotto da Fabio Fazio.
Quello che non tutti sanno
Il nome "Helzapoppin" della loro prima trasmissione radiofonica non fu scelto a caso: era un omaggio al musical americano "Hellzapoppin'" del 1938 e all'omonimo film del 1941 di Henry C. Potter.
Tullio Solenghi e Massimo Lopez si conobbero giovanissimi alla Scuola del Teatro Stabile di Genova, quando Solenghi aveva appena 17 anni. Il loro primo incontro artistico avvenne nel 1970 quando Solenghi debuttò in "Madre Coraggio e i suoi figli" di Bertolt Brecht.
Nel 1994 Tullio Solenghi scrisse un libro sulla loro esperienza intitolato "Uno e Trino", giocando sul doppio significato religioso e sul fatto di essere in tre. Infine, durante il famoso incidente diplomatico iraniano, ricevettero minacce di morte da "un'imprecisata legione islamica" e furono costretti a una settimana di "bocche cucite e coprifuoco forzato".