Tre nipoti e un maggiordomo: la famiglia più tenera della TV degli anni ’80

Chi era bambino negli anni ’80 non può non ricordare Tre nipoti e un maggiordomo (titolo originale: Family Affair), la sitcom americana che raccontava la vita tenera e incasinata di tre fratellini rimasti orfani e accolti nell'elegante appartamento newyorkese dello zio Bill, un ricco ingegnere, e...

Tre nipoti e un maggiordomo: la famiglia più tenera della TV degli anni ’80

Chi era bambino negli anni ’80 non può non ricordare Tre nipoti e un maggiordomo (titolo originale: Family Affair), la sitcom americana che raccontava la vita tenera e incasinata di tre fratellini rimasti orfani e accolti nell'elegante appartamento newyorkese dello zio Bill, un ricco ingegnere, e del suo impassibile – ma adorabile – maggiordomo inglese Mr. French.

La serie originale andò in onda negli Stati Uniti dal 1966 al 1971, ma in Italia arrivò solo anni dopo, nel pieno boom delle repliche televisive. Fu trasmessa per la prima volta da Canale 5 nel 1981, alle 18:30 del pomeriggio, conquistando subito il pubblico con il suo tono dolce, mai urlato, e con la piccola Buffy che diventò l'idolo di una generazione.

Buffy (Anissa Jones), con le sue codine bionde e la bambola in braccio, era la vera anima dello show, insieme al fratello gemello Jody e alla sorella maggiore Cissy. Ognuno di loro portava nello show un pezzo di quotidianità vera: gelosie tra fratelli, piccoli drammi scolastici, paure notturne e risate infantili.

Ma a rendere tutto speciale era l’equilibrio tra il rigore britannico di Mr. French (Sebastian Cabot) e l’affetto un po’ goffo ma sincero dello zio Bill (Brian Keith), un uomo d'affari che impara a diventare padre.

In un periodo in cui le famiglie tradizionali erano ancora il modello dominante in TV, Tre nipoti e un maggiordomo parlava – con grande delicatezza – di affido, di ricostruzione e di nuove forme d’amore quotidiano. Per molti bambini italiani cresciuti in famiglie complesse, la serie fu un abbraccio caldo, una conferma che si può essere felici anche in modo diverso.

Il successo fu tale che Mediaset ne programmò spesso le repliche anche negli anni successivi, collocandola nella fascia pomeridiana post-scuola. Quei titoli di testa con la musica orchestrale e i ritratti in stile ovale sono diventati iconici, un marchio di fabbrica di una televisione che faceva sorridere senza bisogno di effetti speciali.

Quello che non tutti sanno

Anissa Jones, l’attrice che interpretava Buffy, divenne una vera icona negli Stati Uniti, ma la sua vita fu segnata da un destino tragico: dopo la fine della serie, scomparve dai riflettori e morì prematuramente a soli 18 anni per un’overdose. Questo evento segnò profondamente il cast e i fan della serie.

In Italia, il doppiaggio di Buffy fu affidato alla piccola Monica Ward (sorella di Luca e voce storica di Lisa Simpson), che contribuì a rendere il personaggio ancora più amato dal pubblico italiano. Inoltre, la serie fu una delle prime sitcom americane trasmesse su Canale 5 nella fase pionieristica delle TV private italiane, contribuendo a definire lo stile e la programmazione del pomeriggio televisivo anni ’80.