Toto e "Africa": quando il suono degli anni '80 divenne immortale

Quando nell'ottobre 1982 venne pubblicato come terzo singolo estratto dall'album "Toto IV", "Africa" iniziò una scalata che l'avrebbe portato al primo posto della Billboard Hot 100 nel febbraio del 1983. Nessuno immaginava che quel brano, inizialmente considerato dalla stessa band come un pezzo s...

Toto e "Africa": quando il suono degli anni '80 divenne immortale

Quando nell'ottobre 1982 venne pubblicato come terzo singolo estratto dall'album "Toto IV", "Africa" iniziò una scalata che l'avrebbe portato al primo posto della Billboard Hot 100 nel febbraio del 1983. Nessuno immaginava che quel brano, inizialmente considerato dalla stessa band come un pezzo secondario, sarebbe diventato uno degli inni più riconoscibili degli anni Ottanta e, quattro decenni dopo, un fenomeno virale che trascende le generazioni.

I Toto si erano formati a Los Angeles nel 1976 per iniziativa dei fratelli Porcaro, Jeff alla batteria e Steve alle tastiere, insieme al tastierista David Paich, al chitarrista Steve Lukather, al bassista David Hungate e al cantante Bobby Kimball. L'album di debutto "Toto" (1978) ottenne un buon successo, grazie anche a un singolo efficace come "Hold The Line", ma fu con "Toto IV" del 1982 che raggiunsero l'apice del successo commerciale. "Africa" fu scritta dal tastierista David Paich e dal batterista Jeff Porcaro, ma la sua genesi fu travagliata.

La band alla fine si stancò della canzone e considerò di tagliarla completamente dall'album. Paich pensò di salvare "Africa" per un disco solista ma decise contro.

Il chitarrista Steve Lukather pronunciò una frase che sarebbe rimasta storica: "Se diventa un successo, correrò nudo lungo Hollywood Boulevard", testimoniando lo scetticismo iniziale della band. Il brano venne registrato utilizzando tecnologie all'avanguardia per l'epoca.

Per mettere tutto questo ben di dio sonoro assieme, la band usò tre registratori da 24 tracce, messi in linea tramite computer, arrivando così a 69 tracce per canzone. Steve Porcaro introdusse Paich al Yamaha CS-80, un sintetizzatore analogico polifonico, e gli disse di scrivere una canzone specificamente pensata per quella tastiera.

La svolta arrivò quando Sony scoprì che la canzone stava guadagnando terreno nei club da ballo di New York, decidendo così di pubblicarla come un altro singolo. Il videoclip, diretto da Steve Barron e ambientato in una biblioteca, mostra la band che suona sopra un libro gigante intitolato "Africa", creando un'atmosfera che ha contribuito al successo del brano sui nascenti canali musicali. "Africa" rappresenta perfettamente il suono sofisticato che caratterizzava la produzione musicale degli anni '80.

Il risultato è un disco ricco, dal punto di vista sonoro, in cui le tastiere e le chitarre si intrecciano in continuazione. La canzone incarna quello che viene definito AOR (Album-Oriented Rock o Adult-Oriented Rock): un gruppo di adulti musicisti, che fa musica per i loro coetanei.

Il successo non si limitò agli anni '80. Sebbene fosse popolare negli anni '80 e '90, con la canzone certificata oro dalla RIAA nel 1991, "Africa" ha visto una rinascita di popolarità tramite i social media.

La canzone è così popolare sul web che è diventata praticamente un meme. Nel 2024, "Africa" ha superato un miliardo di riproduzioni su YouTube, diventando la prima canzone dei Toto a raggiungere questo traguardo.

L'eredità di "Africa" va oltre il mero successo commerciale. I Toto sono una band che ha rivoluzionato il pop rock degli anni '80, grazie alla loro fusione tra strumenti acustici ed elettronici.

La loro influenza si estende ben oltre questo singolo brano: collaborarono anche all'album "Thriller" di Michael Jackson, con Steve Porcaro che scrisse "Human Nature" e Steve Lukather che compose e suonò la linea di basso e la chitarra ritmica in "Beat It".

Quello che non tutti sanno

Fu Jeff Porcaro a pensare di salvare "Africa" e lo fece sull'influenza che ebbe da bambino, dei batteristi del padiglione africano alla Fiera mondiale di New York del 1964. "Avevo circa 11 anni quando si è svolta la Fiera mondiale di New York e sono andato al padiglione africano con la mia famiglia. Era la prima volta che ho assistito a qualcuno che suonava un ritmo e non si allontanava da lui, come un'esperienza religiosa, in cui si suona forte e tutti entrano in trance".

Inoltre, nel gennaio 2019, un'installazione sonora è stata allestita in un luogo non divulgato nel deserto del Namib per riprodurre la canzone in loop continuo. L'installazione è alimentata da batterie solari, permettendo alla canzone di essere riprodotta indefinitamente.

La band ha ricevuto sia elogi che critiche per il testo: mentre alcuni hanno accusato il brano di essere "quasi scioccantemente razzista" per la sua rappresentazione dell'Africa, Paich ha riferito che persone di Johannesburg e Cape Town gli hanno chiesto come sia riuscito a "descrivere" il posto "così bello", nonostante non avesse mai visitato l'Africa al momento della scrittura.