Toni Braxton: la voce di velluto arrivata dal Maryland
Era il 1993 quando una voce da contralto assoluto, bassa, corposa e profonda, conquistò le classifiche mondiali trasformando una ragazza del Maryland nella regina dell'R&B degli anni Novanta. Toni Michelle Braxton, nata a Severn il 7 ottobre 1967, divenne un'icona globale grazie a quella particol...
Era il 1993 quando una voce da contralto assoluto, bassa, corposa e profonda, conquistò le classifiche mondiali trasformando una ragazza del Maryland nella regina dell'R&B degli anni Novanta. Toni Michelle Braxton, nata a Severn il 7 ottobre 1967, divenne un'icona globale grazie a quella particolare miscela di sensualità e vulnerabilità che caratterizzava le sue interpretazioni, vendendo oltre 70 milioni di dischi in tutto il mondo e vincendo sette Grammy Awards.
La storia di Toni inizia in un ambiente severo e rigidamente religioso. Figlia di un pastore metodista, Michael Braxton, crebbe insieme alle sue quattro sorelle (Traci, Trina, Towanda e Tamar) in una famiglia dove l'unica musica consentita era quella gospel.
I genitori avevano imposto regole ferree, tra cui il divieto assoluto di ascoltare musica secolare. Ma come molti adolescenti, Toni e le sue sorelle trovarono il modo di trasgredire: quando i genitori uscivano il sabato per fare acquisti, si incollavam alla radio per ascoltare "Soul Train", il loro programma musicale proibito.
In segreto, Toni cresceva ascoltando Stevie Wonder e Chaka Khan, mentre ufficialmente cantava nel coro della chiesa. Verso la fine degli anni Ottanta, le cinque sorelle Braxton formarono un gruppo chiamato "The Braxtons" e nel 1990 riuscirono a ottenere un contratto con la Arista Records.
Il loro singolo di debutto "Good Life" non ottenne grande successo commerciale, ma la voce unica di Toni attirò l'attenzione di due figure chiave dell'industria musicale: L.A. Reid e Babyface, che la fecero firmare immediatamente per la loro etichetta LaFace Records.
Il primo vero assaggio del talento di Toni arrivò nel 1992 con la colonna sonora del film "Il principe delle donne" (Boomerang) con Eddie Murphy. Due brani - "Give U My Heart", un duetto con Babyface, e "Love Shoulda Brought You Home", originariamente scritto per Anita Baker - divennero successi immediati nelle classifiche R&B e introdussero al mondo la voce seducente e sofisticata di Braxton.
Il 13 luglio 1993 uscì l'album di debutto eponimo "Toni Braxton", prodotto da Babyface, L.A. Reid e Daryl Simmons.
Il disco fu un trionfo immediato, raggiungendo il numero uno nella Billboard 200 e vendendo circa 10 milioni di copie in tutto il mondo. L'album venne certificato otto volte disco di platino negli Stati Uniti e lanciò ben sette singoli di successo.
Il primo grande successo fu "Another Sad Love Song", scritto da Daryl Simmons e Babyface. Il brano, caratterizzato da un sound che mescolava R&B, new jack swing e pop, divenne la carta d'identità di Toni, mostrando la sua capacità di trasformare il dolore amoroso in arte pura.
Il videoclip fu realizzato in due versioni: una in bianco e nero diretta da Antoine Fuqua e una a colori diretta da Fuqua e Ralph Ziman. Seguì "Breathe Again", che consolidò la fama della cantante come interprete di ballate struggenti.
Il vero apogeo arrivò nel giugno 1996 con "Secrets", il secondo album che vendette 15 milioni di copie in tutto il mondo. Il disco conteneva "You're Makin' Me High", primo singolo di Toni a raggiungere la vetta della Billboard Hot 100, ma fu "Un-Break My Heart" a consacrarla definitivamente come superstar globale.
Scritta da Diane Warren e prodotta da David Foster, la ballata rimase al numero uno per ben 11 settimane consecutive, diventando il singolo di maggior successo della cantante con oltre 10 milioni di copie vendute. "Un-Break My Heart", pubblicata nell'ottobre 1996, non fu solo un successo commerciale ma anche artistico. Il brano valse a Toni il Grammy Award per la "Best Female Pop Vocal Performance" nel 1997, facendo di lei la prima artista a conquistare questo riconoscimento.
La canzone raggiunse la prima posizione in Austria, Belgio, Brasile, Israele, Svezia e Svizzera, mentre in Italia arrivò al quarto posto, diventando il primo singolo di Braxton a entrare nelle classifiche del nostro paese. Il successo di "Secrets" fu accompagnato da ulteriori singoli come "I Don't Want To-I Love Me Some Him" e "How Could an Angel Break My Heart", quest'ultimo in collaborazione con il sassofonista Kenny G.
Tuttavia, la pressione della fama iniziò a farsi sentire. Toni si trovò a gestire non solo il successo mondiale, ma anche problemi di salute che l'avrebbero accompagnata per tutta la carriera.
Negli anni successivi, nonostante album come "The Heat" del 2000 (che conteneva "He Wasn't Man Enough", il suo ultimo grande successo mondiale), la popolarità di Toni iniziò a declinare. La cantante affrontò problemi finanziari, divorzi e soprattutto la diagnosi di lupus eritematoso sistemico nel 2010, malattia autoimmune che aveva già colpito altri membri della sua famiglia.
Nonostante le difficoltà, Toni continuò a registrare e esibirsi. Nel 2014 collaborò nuovamente con Babyface per l'album "Love, Marriage & Divorce", che vinse il Grammy Award come miglior album R&B.
Dal 2006 al 2008 si esibì regolarmente al prestigioso Flamingo di Las Vegas, dimostrando di essere ancora una performer di primo livello. La sua influenza sull'R&B degli anni Novanta fu fondamentale: se TLC e Mary J.
Blige rappresentavano l'anima hip-hop/soul della decade, Toni Braxton incarnava la sofisticazione matura, quella musica che ascoltavi "quando abbassavi le luci". La sua voce contralto, descritta da lei stessa come "densa come un milkshake", e la sua capacità di bilanciare hip-hop/R&B e adult contemporary, la resero un'artista unica e riconoscibile.
Quello che non tutti sanno
Prima di diventare una stella, Toni Braxton lavorò come insegnante di musica e pianista per pagare gli studi. Inoltre, il suo impegno sociale va oltre la musica: dopo aver scoperto che suo figlio Diesel, nato nel 2003, era affetto da autismo, divenne portavoce dell'associazione Autism Speaks.
Nel 2015 fu prodotto un film biografico per la televisione intitolato "Toni Braxton: Unbreak My Heart", diretto da Vondie Curtis-Hall e trasmesso dal network Lifetime. Un particolare curioso riguarda "Un-Break My Heart": Toni incise anche una versione in spagnolo della canzone, chiamata "Regresa A Mi", che fu successivamente reinterpretata dal gruppo Il Divo nel 2004.
Nel 2006 Toni collaborò proprio con Il Divo per l'inno ufficiale dei mondiali di calcio "The Time of Our Lives". Infine, la cantante è stata protagonista di un reality show familiare, "Braxton Family Values", che ha documentato la vita delle cinque sorelle Braxton dal 2011, mostrando al pubblico il lato più intimo di questa dinastia musicale del Maryland.