ThunderCats: i felini spaziali che ruggirono sui pomeriggi Rai
ThunderCats, i guerrieri felini anni 80 su Rai: Lion-O, Panthro e la Spada dell'Omens nell'anime che fece rugire una generazione.
Nel 1989, su Rai Due, faceva il suo debutto italiano una delle serie animate più iconiche della seconda metà degli anni '80: ThunderCats. Prodotta dalla Rankin/Bass Productions e animata dalla giapponese Pacific Animation Corporation (che nel 1989 sarebbe diventata Walt Disney Animation Japan), la serie aveva già conquistato l'America dal 1985 al 1988 con 130 episodi divisi in quattro stagioni dal formato particolare.
La storia seguiva le avventure di un gruppo di alieni umanoidi felini provenienti dal pianeta Thundera, costretto all'evacuazione a causa della sua imminente distruzione. I ThunderCats, una sorta di nobiltà thunderiana, si imbarcarono su una flotta di astronavi per cercare una nuova casa, ma durante il viaggio furono attaccati dai loro nemici storici: i mutanti di Plun-Darr.
La maggior parte delle navi venne distrutta, ma l'astronave ammiraglia riuscì a sopravvivere grazie al potere dell'Occhio di Thundera, una gemma mistica incastonata nella Spada dei Presagi. Durante il lungo viaggio verso la "Terza Terra" (che altro non era che il nostro pianeta in un futuro lontano), l'anziano Jaga si sacrificò per pilotare l'astronave mentre gli altri rimanevano in animazione sospesa nelle capsule criogeniche.
Al risveglio, i ThunderCats si ritrovarono su un mondo popolato da creature fantastiche e governato da leggi magiche, dove dovettero affrontare nuovi nemici e cercare di ricostruire la loro civiltà. Il protagonista era Lion-O, giovane principe dei ThunderCats che aveva dodici anni quando partì da Thundera ma, a causa di un malfunzionamento della sua capsula, si risvegliò nel corpo di un adulto pur mantenendo la mente di un ragazzino.
Brandendo la Spada dei Presagi, Lion-O poteva invocare il potere dell'Occhio di Thundera e chiamare in aiuto i suoi compagni con il grido di battaglia "Thunder, Thunder, Thunder, ThunderCats Hoooo!". Al suo fianco combattevano Tygra, l'architetto e secondo in comando con il potere dell'invisibilità; Panthro, il meccanico e guerriero più forte del gruppo; Cheetara, la velocista con poteri telepatici; i gemelli WilyKit e WilyKat, adolescenti acrobati esperti in esplosivi; e il fedele Snarf, creatura pelosa che fungeva da balia e cuoco del gruppo.
Insieme affrontavano le minacce della Terza Terra, dal malvagio stregone Mumm-Ra (che viveva nella piramide di Giza) ai mutanti di Plun-Darr guidati da Slithe, Monkian e Jackalman. La prima stagione del 1985 constava di 65 episodi di 22 minuti, seguita da un film TV "ThunderCats – HO!" nel 1986.
Le stagioni successive adottarono un formato diverso: 20 episodi ciascuna, con i primi cinque che formavano un'unica storia suddivisa. La produzione costò 15 milioni di dollari solo per la prima stagione, una cifra enorme per l'epoca che si rifletteva nella qualità dell'animazione giapponese.
Quello che non tutti sanno
La Pacific Animation Corporation che animò ThunderCats era stata fondata nel 1985 proprio per questo progetto e divenne in seguito lo studio Walt Disney Animation Japan, responsabile di capolavori come "La Bella e la Bestia". Lion-O era effettivamente un bambino di 12 anni intrappolato nel corpo di un adulto, il che rende retrospettivamente imbarazzanti le sue interazioni romantiche con Cheetara.
La Rankin/Bass tentò di replicare il successo creando spin-off con la stessa formula: i SilverHawks nel 1985 (eroi cyborg nello spazio) e i TigerSharks nel 1987 (guerrieri acquatici), entrambi trasmessi in Italia su Rai Due. Mumm-Ra aveva un cane di nome Ma-Mutt che appariva sporadicamente negli episodi.
La serie ispirò action figure della LJN che includevano "gimmick" speciali: Lion-O aveva occhi che si illuminavano, Panthro aveva pugni rotanti e Cheetara poteva "correre" se trascinata. Il videogioco "ThunderCats: The Lost Eye of Thundera" del 1987 fu uno dei primi tie-in multipiattaforma, uscendo per Commodore 64, Amiga, Atari ST, ZX Spectrum e Amstrad CPC.
La serie originale non ebbe mai un vero finale: l'ultimo episodio lasciava aperte tutte le questioni narrative, preparando il terreno per possibili continuazioni che non arrivarono mai a causa della chiusura della Rankin/Bass nel 1988.