THE SEVENTH STRANGER: quando i samurai ispirarono Simon (ep. 7)

È il 21 novembre 1983 quando esce "Seven and the Ragged Tiger", il terzo album dei Duran Duran che li consacra definitivamente nell'olimpo del pop mondiale. L'album debutta direttamente al numero uno delle classifiche britanniche e chiude con un brano che rappresenta una svolta artistica per la b...

THE SEVENTH STRANGER: quando i samurai ispirarono Simon (ep. 7)

È il 21 novembre 1983 quando esce "Seven and the Ragged Tiger", il terzo album dei Duran Duran che li consacra definitivamente nell'olimpo del pop mondiale. L'album debutta direttamente al numero uno delle classifiche britanniche e chiude con un brano che rappresenta una svolta artistica per la band: "The Seventh Stranger".

Questa traccia di 5 minuti e 24 secondi, collocata come song finale dell'album, anticipa la maturità compositiva che caratterizzerà i lavori futuri del gruppo di Birmingham. La genesi del brano è travagliata quanto affascinante. "The Seventh Stranger" nasce originariamente come una canzone intitolata proprio "Seven and the Ragged Tiger", che avrebbe dovuto dare il nome all'album.

Il pezzo venne scritto prima ancora che fosse deciso il titolo del disco, durante le sessioni di registrazione che portarono la band a viaggiare tra la Francia meridionale, gli AIR Studios di Montserrat nei Caraibi e infine Sydney, in Australia. Roger Taylor ricorda nel giugno 2025: "Seventh Stranger.

Wow, quella canzone ci ha richiesto parecchio lavoro. Eravamo nel sud della Francia, avevamo affittato gli studi mobili dei Rolling Stones per due o tre mesi.

Il tempo non era un problema. E quel brano è passato attraverso tantissime variazioni diverse, in particolare le melodie superiori".

Ma l'aspetto più intrigante di "The Seventh Stranger" sono le sue radici culturali. Simon Le Bon ha rivelato che la canzone è stata ispirata dal Capitolo 26 del "Candido" di Voltaire, dai "guerrieri erranti" (ronin) e dai film sui "Sette Samurai" di Akira Kurosawa.

Questa influenza orientale si riflette nella natura contemplativa e misteriosa del brano, che si discosta nettamente dal sound più diretto e commerciale delle altre tracce dell'album. Il ronin, figura centrale nella cultura giapponese, è il samurai senza padrone, il guerriero solitario che vaga in cerca di una nuova identità.

Questa metafora si riflette perfettamente nel testo di Le Bon, dove il protagonista osserva il mondo "attraverso gli occhi di uno straniero", cambiando nome "proprio mentre tramonta il sole", in una continua ricerca di se stesso. L'album "Seven and the Ragged Tiger" viene promosso attraverso il mastodontico "Sing Blue Silver Tour" nel 1983 e 1984, che porta i Duran Duran nei più grandi stadi del mondo.

Durante questo tour viene registrato anche l'album live "Arena". Il successo è tale che dall'album vengono estratti tre singoli che raggiungono la Top 10: "Union of the Snake" (ottobre 1983), "New Moon on Monday" (gennaio 1984) e "The Reflex", che nella versione remixata da Nile Rodgers diventa il primo numero uno americano della band nell'aprile 1984. "The Seventh Stranger" chiude l'album con la sua atmosfera notturna e cinematografica, diventando un ponte verso la fase più sofisticata della carriera dei Duran Duran.

È un brano che sfugge alle categorie del pop commerciale, avvicinandosi piuttosto al territory dell'art rock, con arrangiamenti complessi e una struttura narrativa che richiama i film d'autore.

Quello che non tutti sanno

Il titolo dell'album "Seven and the Ragged Tiger" ha un significato preciso spiegato da Simon Le Bon: "È la storia di un'avventura di una piccola squadra di commando. I Sette siamo noi - i cinque membri della band e i due manager - e la Tigre Lacera è il successo.

Sette persone che inseguono il successo. È ambizione.

Ecco di cosa si tratta". La tracklist originale dell'album conteneva solo 9 brani, con "The Seventh Stranger" come song conclusiva che durava esattamente 5:24 (in alcune fonti viene riportata come 5:21).

John Taylor suonò un basso fretless nella registrazione del brano, una scelta tecnica inusuale per gli standard pop dell'epoca, confermata dal bassista stesso in un'intervista a FretlessBass.com dove ricorda di aver usato un Aria fretless per questo pezzo insieme a "Tiger Tiger". Inoltre, durante le session australiane agli studi 301 di Sydney, si verificò una lite tra John Taylor e il produttore Alex Sadkin proprio durante il mixaggio prolungato dell'album: questo episodio viene considerato il germe che portò alla nascita del progetto parallelo The Power Station nel 1985, quando Taylor contemplò per la prima volta l'idea di lasciare i Duran Duran.