TG L'Una: il magico rotocalco della domenica

Il 24 ottobre 1976, alle 13:00 di una domenica d'autunno, su Rai 1 iniziava una piccola rivoluzione televisiva. "TG L'Una, quasi un rotocalco per la domenica" faceva il suo debutto, destinato a diventare uno dei programmi più amati e longevi della televisione italiana, accompagnando le domeniche ...

TG L'Una: il magico rotocalco della domenica

Il 24 ottobre 1976, alle 13:00 di una domenica d'autunno, su Rai 1 iniziava una piccola rivoluzione televisiva. "TG L'Una, quasi un rotocalco per la domenica" faceva il suo debutto, destinato a diventare uno dei programmi più amati e longevi della televisione italiana, accompagnando le domeniche degli italiani per ben 17 anni, fino al 27 giugno 1993. Il programma nacque dalla geniale intuizione di Alfredo Ferruzza, che importò dalla radio il formato di "Speciale GR", trasformandolo in un contenitore televisivo unico nel suo genere.

Cinquanta minuti di puro approfondimento domenicale, interrotti alle 13:30 da una breve edizione del TG1 di soli 10 minuti, caratterizzata da una sigla inedita con segnali morse e la dicitura "notizie". Alla conduzione si alternarono, domenica dopo domenica, alcuni dei volti più autorevoli del giornalismo Rai: Paolo Cavallina, Enzo Stinchelli, Elio Sparano, Carmelo Freni, Romano Battaglia, Giuseppe Vannucchi, Claudio Angelini e Giuseppe Breveglieri, che curò il programma dal 1987 dopo l'addio di Ferruzza.

Ognuno di loro portava il proprio stile e la propria competenza, creando un mosaico di personalità che rendeva ogni puntata diversa dalle altre. Ma TG L'Una non era solo informazione: era spettacolo, cultura, intrattenimento intelligente.

Il programma riusciva a far convivere l'intervista al premio Nobel Carlo Rubbia con quella a Bud Spencer, il confronto politico con Giovanni Spadolini con lo show di Heather Parisi. Tra gli ospiti più memorabili sfilarono Andy Warhol, Rudolf Nureyev, Luciano Pavarotti, Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Domenico Modugno e persino Giulio Andreotti.

Particolarmente memorabile rimase la puntata dell'8 marzo 1981, che vide come ospiti l'attrice Lilli Carati e il compositore d'avanguardia Karlheinz Stockhausen, un accostamento che solo TG L'Una poteva permettersi, dimostrando la sua capacità di spaziare dal pop alla cultura alta senza soluzione di continuità. Le sigle del programma divennero veri e propri fenomeni di costume.

I pupazzi di Maria Perego, la creatrice di Topo Gigio, davano vita a Trip e Birabira, una coppia di bambini impegnati in tenere scenette mute di flirt e giochi, integrate talvolta da disegni animati. Dal 1977 al 1981 la colonna sonora fu "Ad Libitum" di Daniel Vangarde, seguita nel 1981 dal breve intermezzo di Rondò Veneziano.

Il momento più magico arrivò con la stagione 1982-1983, quando entrò in scena "Lady Di" di Richard Clayderman. Questo brano, diventato la sigla più iconica del programma, trasformava ogni domenica in un piccolo rito familiare.

Le note delicate del pianoforte di Clayderman, accompagnate dalle evoluzioni dei pupazzi della Perego, creavano un'atmosfera unica che ancora oggi, a distanza di decenni, evoca ricordi indelebili nelle famiglie italiane. Nel 1983-1984 fu la volta di "Bollicina" di Stefano Mainetti, mentre l'anno successivo arrivò "Greece" di Stephen Schlaks, che vide l'inserimento di cartoni animati dei fratelli Gavioli nella cornice dei pupazzi.

Per gli ultimi anni della trasmissione venne utilizzata la parte conclusiva di "Un americano a Parigi" di George Gershwin, chiudendo il cerchio con un classico intramontabile. TG L'Una rappresentava il meglio del servizio pubblico: informazione di qualità, cultura accessibile, intrattenimento intelligente.

Era un programma che sapeva parlare a tutti senza abbassare il livello, che riusciva a rendere interessante qualsiasi argomento, dalla politica internazionale alle curiosità di costume. Un esperimento televisivo che oggi sarebbe impensabile, ma che allora funzionava perfettamente, catalizzando l'attenzione di milioni di telespettatori ogni domenica.

Il programma chiudeva con quella "Lady Di" che era diventata il suo marchio di fabbrica, mentre i pupazzi di Trip e Birabira salutavano il pubblico con le loro tenerissime scenette. Era il segnale che la domenica stava per finire, che il lunedì si avvicinava, ma che si era assistito a qualcosa di speciale, di unico nel panorama televisivo italiano.

Non tutti sanno che Il logo del programma (la scritta "tG l'una") inizialmente presentava lo stesso carattere del marchio del TG1, ma successivamente se ne distaccò per creare un'identità visiva autonoma. Daniel Vangarde, compositore della sigla "Ad Libitum", era il padre di Thomas Bangalter, futuro membro dei Daft Punk. "Bollicina" del 1983 aveva tra gli autori Stefano D'Orazio dei Pooh.

Il brano "Greece (Hold On Tight)" di Stephen Schlaks vedeva l'artista stesso al pianoforte durante le riprese. Maria Perego creò i pupazzi Trip e Birabira specificamente per TG L'Una, utilizzando la stessa tecnica innovativa che aveva reso famoso Topo Gigio: pupazzi animati da operatori vestiti di nero su fondo scuro, una rivoluzione tecnica per l'epoca.

Paolo Cavallina, uno dei conduttori storici, era anche scrittore e aveva pubblicato il romanzo "Estate al mare" nel 1943. Il programma durò esattamente 16 anni, 8 mesi e 4 giorni, diventando una delle trasmissioni più longeve nella storia della televisione italiana.

La sua chiusura nel 1993 segnò la fine di un'epoca in cui la televisione sapeva ancora essere davvero educativa senza annoiare.