Terence Trent D'Arby: l'esplosione soul che illuminò gli anni '80 e poi sparì

Nel luglio del 1987, quando "Introducing the Hardline According to Terence Trent D'Arby" arrivò nei negozi, il mondo della musica pop non era preparato a quello che stava per accadere. Un milione di copie vendute in soli tre giorni, primo posto nelle classifiche di mezzo mondo, paragoni immediati...

Terence Trent D'Arby: l'esplosione soul che illuminò gli anni '80 e poi sparì

Nel luglio del 1987, quando "Introducing the Hardline According to Terence Trent D'Arby" arrivò nei negozi, il mondo della musica pop non era preparato a quello che stava per accadere. Un milione di copie vendute in soli tre giorni, primo posto nelle classifiche di mezzo mondo, paragoni immediati con Prince e Michael Jackson.

Quel giovane afroamericano di venticinque anni, con i dreadlocks e un fascino magnetico, sembrava destinato a dominare il decennio. Invece, la sua parabola si rivelò una delle più affascinanti e misteriose degli anni Ottanta.

Terence Trent Howard nasce a Manhattan il 15 marzo 1962 da Frances Howard e cresce senza conoscere il padre biologico. Il patrigno James Benjamin Darby, un vescovo pentecostale, gli darà il cognome che diventerà celebre con l'aggiunta di un apostrofo per renderlo più artistico.

Cresciuto in una famiglia religiosa che gli proibiva di ascoltare musica pop, il suo primo approccio alla musica fu attraverso il coro della scuola e i gospel in chiesa. A diciotto anni si arruola nell'esercito americano e viene di stanza in Germania, nel vecchio reggimento di Elvis Presley.

È qui che la sua vita musicale prende forma: durante il servizio militare forma una band chiamata The Touch, con cui nel 1984 pubblica l'album "Love On Time", un lavoro a cavallo tra synth-funk e boogie che ottiene poco successo ma mostra le sue indubbie doti vocali. Nel 1985 viene congedato con disonore per diserzione, dopo essersi allontanato dalla base senza permesso.

Trasferitosi a Londra nel 1986, Terence inizia a lavorare al progetto che cambierà la sua vita. L'incontro con Martyn Ware degli Heaven 17 si rivela decisivo: il produttore rimane folgorato da una demo che arriva sulla sua scrivania. "Era un nastro un po' grezzo, ma le canzoni erano incredibili e la voce era incredibile," racconterà Ware anni dopo.

La Columbia Records decide di puntare su di lui. "Introducing the Hardline According to Terence Trent D'Arby" esce nel luglio 1987 nel Regno Unito e in autunno negli Stati Uniti. L'album è una raccolta di brani rock, pop e rhythm and blues che si mostra originale per la capacità di modernizzazione pop di alcuni andamenti molto soul.

Le hit sono immediate e travolgenti: "If You Let Me Stay" raggiunge il numero 7 nel Regno Unito, "Wishing Well" arriva al numero 4 in patria e al numero 1 negli Stati Uniti nel maggio 1988, "Sign Your Name" conquista il numero 2 britannico. Il successo è planetario e senza precedenti: l'album debutta al primo posto nel Regno Unito e vi torna per altre sette settimane in momenti diversi.

Le vendite totali superano i 14 milioni di copie in tutto il mondo. Terence conquista dischi di platino negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito.

Ai Grammy del 1988 vince come Best R&B Vocal Performance, Male e ottiene nomination per Album of the Year, Song of the Year per "Wishing Well" e Best New Artist. Ma insieme al successo arriva anche la controversia.

In una sfacciata campagna di marketing, Terence paragona il suo album di debutto a "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" dei Beatles, dichiarando che è "il più importante nella storia della musica pop" dopo il capolavoro dei Fab Four.

Le sue dichiarazioni provocatorie lo rendono famoso quanto le sue canzoni, ma iniziano anche a creare un'immagine di artista arrogante e megalomane. Il secondo album "Neither Fish nor Flesh" del 1989 segna l'inizio del declino.

Più sperimentale e autoriale, viene apprezzato dalla critica ma ignorato dal grande pubblico, vendendo solo due milioni di copie. Le incomprensioni con la Columbia Records si fanno sempre più evidenti: Terence accusa la casa discografica di essere interessata solo all'immagine degli artisti "vendibili" piuttosto che al talento.

Nel 1993 esce "Symphony or Damn", diviso in due parti "Confrontation" e "Reconciliation", che riporta momentaneamente D'Arby ai fasti del primo album con singoli come "She Kissed Me" e "Delicate". Ma il successo commerciale non torna più ai livelli del debutto.

Il quarto album "Vibrator" del 1995 viene considerato incolore e segna la definitiva rottura con la Columbia. Nel 1995, in seguito a una serie di sogni ricorrenti, l'artista decide di reinventarsi completamente.

Cambia nome in Sananda Maitreya, dichiarando che "Terence Trent D'Arby era morto. Ha guardato la sua sofferenza mentre moriva di una morte nobile.

Dopo un dolore intenso, ho meditato per un nuovo spirito, una nuova volontà, una nuova identità." Dal 4 ottobre 2001, Sananda Maitreya diventa sia il suo nome legale che artistico. Oggi vive a Milano con la moglie Francesca Francone, architetto e presentatrice TV, e i loro due figli.

Continua a produrre musica in modo indipendente con il nome Sananda Maitreya, avendo pubblicato oltre una dozzina di album negli ultimi due decenni. Nel 2021, l'intera discografia che vedeva il nome Terence Trent D'Arby è stata ufficialmente rinominata con Sananda Maitreya.

Quello che non tutti sanno

Terence Trent D'Arby scrisse "Wishing Well" in uno stato tra il sonno e la veglia, come raccontò lui stesso: "Mi piaceva la sensazione delle parole." Il celebre fischio della canzone, che divenne uno degli hook più riconoscibili degli anni '80, non era originariamente previsto nel brano. Inoltre, nel 1999 fu brevemente ingaggiato dagli INXS per sostituire il defunto Michael Hutchence in occasione dell'apertura dei Giochi Olimpici di Sydney 2000, dimostrando la stima che i suoi colleghi musicisti nutrivano per lui.

Un aneddoto curioso riguarda le sue eccentriche richieste in studio: pretese dalla Columbia Records di immergere un pianoforte in una piscina alle tre di notte per registrarne la differenza di suono rispetto a una normale stanza asciutta. Questa e altre pretese artistiche contribuirono al deterioramento dei rapporti con la casa discografica.

La sua canzone "Frankie and Johnny" fu utilizzata come colonna sonora nel film "Paura d'amare" del 1991, e nel 1984 aveva anche recitato nel film tedesco "Schulmädchen '84".