Telegatti: la TV italiana in abito da gala
Era il maggio 1984 quando per la prima volta i riflettori si accesero sul palco del Teatro Manzoni di Milano, e la prima edizione del Gran Premio Internazionale dello Spettacolo venne trasmessa su Canale 5 il 30 maggio. Mike Bongiorno, con la sua eleganza da signore della TV, guidava quella che s...
Era il maggio 1984 quando per la prima volta i riflettori si accesero sul palco del Teatro Manzoni di Milano, e la prima edizione del Gran Premio Internazionale dello Spettacolo venne trasmessa su Canale 5 il 30 maggio. Mike Bongiorno, con la sua eleganza da signore della TV, guidava quella che sarebbe diventata la notte più glamour dell'anno televisivo italiano.
Dal 1984 la premiazione venne trasmessa in differita o in diretta su Canale 5 col titolo Gran Premio Galà della TV, trasformando quello che era nato nel 1971 come semplice concorso della rivista TV Sorrisi e Canzoni in un evento che per 25 anni avrebbe fatto battere il cuore agli italiani. L'idea geniale era stata dei grafici di Sorrisi: individuarono nel gatto l'animale domestico per eccellenza, "domestico" come la televisione che premiava.
La statuetta dorata, alta 15 centimetri più sette di piedistallo e del peso di 1,8 chilogrammi, realizzata in bronzo placcato oro zecchino, divenne il simbolo del sogno di ogni artista italiano. Mike Bongiorno, che condusse le prime edizioni insieme a vallette come Fabrizia Carminati e Gabriella Carlucci, sapeva di essere parte di qualcosa di storico.
La magia iniziava già dal red carpet, quando sfilavano i protagonisti della stagione televisiva italiana e prestigiosi volti della scena internazionale, alternata alle immagini che avevano caratterizzato l'anno appena terminato. E quella sigla! "Sorrisi is Magic", canzone scritta dai La Bionda ed eseguita da Luca Jurman, diventò la colonna sonora dei sogni di una generazione che credeva ancora nella TV come spettacolo totale.
Gli italiani aspettavano quella notte tutto l'anno. Dall'edizione del 1986 venne assegnato un Telegatto a uno dei lettori della rivista TV Sorrisi e Canzoni, estratto a sorte, in rappresentanza di tutti coloro che avevano votato.
Era democrazia pura: il pubblico sceglieva i suoi beniamini con le cartoline della rivista, e dalla sua nascita e per tutti gli anni 90 fu una trasmissione di grande successo. Le locations milanesi si susseguivano: prima il teatro Manzoni, poi il Ventaglio Nazionale e infine il MazdaPalace, sempre nel periodo di maggio-giugno.
Era un rito che univa l'Italia davanti al televisore, quando vedere Michael Jackson, Robert De Niro o Paul McCartney sul palco dei Telegatti valeva quanto un Oscar. Le star internazionali facevano la fila per ricevere quel gattino dorato, simbolo dell'affetto del pubblico italiano.
Ma il tempo cambia tutto. Nel decennio successivo l'attenzione del pubblico cominciò a scemare.
Dopo una momentanea sospensione nel 2005, l'edizione 2006 cambiò la tradizione dei Telegatti, non più legati solo alla televisione ma anche alla musica, al cinema e allo sport. Nel 2009, per volere di Piersilvio Berlusconi, la serata non fu più realizzata, chiudendo un'epoca irripetibile della TV italiana.
Quello che non tutti sanno
L'idea di realizzare una statuetta a forma di micio fu dell'allora direttore Dario Baldi, che prese ispirazione dal proprio animale domestico, Bolla. Il modello in platino veniva assegnato solamente in occasioni eccezionali e come riconoscimento a carriere eccellenti.
Un dettaglio curioso riguarda l'origine televisiva: il premio nacque come risposta al già esistente Premio regia televisiva trasmesso da Rai 1, in quella guerra degli ascolti che caratterizzò gli anni '80. Nel 2022 venne ufficializzato il ritorno della premiazione, ma senza la serata di gala: il premio viene assegnato in vari momenti dell'anno ed è costruito in plastica riciclata in tre colori.
Ma i veri Telegatti, quelli che facevano sognare, restano per sempre quelli dell'epoca d'oro, quando bastava una statuetta dorata per far brillare gli occhi di un'intera nazione.