Tele+ : la rivoluzione della TV italiana a pagamento
Per chi è cresciuto negli anni ’80 e ’90, l’arrivo di Tele+ segnò un confine tra due epoche: prima, l’offerta televisiva era limitata ai canali in chiaro; poi, all’improvviso, fu possibile vedere il calcio senza interruzioni pubblicitarie, film in anteprima, eventi esclusivi e addirittura... i Si...
Per chi è cresciuto negli anni ’80 e ’90, l’arrivo di Tele+ segnò un confine tra due epoche: prima, l’offerta televisiva era limitata ai canali in chiaro; poi, all’improvviso, fu possibile vedere il calcio senza interruzioni pubblicitarie, film in anteprima, eventi esclusivi e addirittura... i Simpson in versione originale. Era nata la pay TV in Italia, e con lei una nuova forma di intrattenimento domestico.
La storia inizia nel 1990, quando Tele+ si affaccia sul mercato come la prima televisione italiana a pagamento, suddivisa inizialmente in due canali: Tele+1, dedicato a cinema e intrattenimento, e Tele+2, pensato per lo sport. A questi si aggiunse in seguito Tele+3, con programmazione culturale e contenuti più “di nicchia”.
La vera rivoluzione arrivò nel 1993, quando Tele+ Digitale introdusse il decoder satellitare: un oggetto misterioso per molti all’inizio, ma destinato a entrare nelle case di chi voleva “qualcosa in più” dalla TV. Il calcio fu il grande cavallo di battaglia: la Serie A in diretta, senza filtri e con telecronache nuove, più vicine al linguaggio degli appassionati.
Per la prima volta si poteva scegliere di seguire tutta la partita della propria squadra del cuore. Le famose “partite della domenica” cambiarono volto, e i bar iniziarono ad affollarsi di clienti davanti allo schermo a pagamento.
Ma anche il cinema ebbe un ruolo centrale: Tele+ trasmetteva film in prima visione assoluta, spesso a pochi mesi dall’uscita nelle sale, e interi cicli dedicati ai grandi registi. Memorabili le maratone notturne di Woody Allen, Kubrick o Hitchcock, così come la possibilità di vedere film senza censure e con audio originale.
Per molti adolescenti degli anni ’90 fu un modo per scoprire il vero volto del cinema. Non mancavano nemmeno le serie TV internazionali, i documentari e i contenuti per bambini, in un mix che fece di Tele+ un vero precursore di quella che oggi chiamiamo "streaming on demand".
Era anche il tempo in cui si “aspettava” un film, si controllava il palinsesto settimanale, si registravano i titoli su VHS e si custodivano come piccoli tesori. Nel 2003, dopo oltre un decennio di attività, Tele+ cessò di esistere come marchio autonomo: si fuse con Stream TV e nacque Sky Italia.
Ma per chi l’ha vissuta, Tele+ resterà sempre legata a un periodo magico: quello in cui bastava un decoder grigio e una smart card per spalancare le porte di un mondo nuovo.
Quello che non tutti sanno
Il primo evento trasmesso in assoluto da Tele+ fu la cerimonia degli Oscar del 1991, in diretta e in lingua originale: un’anteprima assoluta per il pubblico italiano. Il primo film in onda fu L'attimo fuggente.
Inoltre, per aggirare le resistenze iniziali del mercato, Tele+ lanciò una campagna pubblicitaria memorabile con lo slogan “La TV che non c’era”, accompagnata da spot futuristici con musiche elettroniche e voci sussurrate. E ancora: il primo decoder digitale di Tele+ costava circa 600.000 lire, e molti italiani lo acquistarono a rate pur di avere accesso alle partite di Serie A, in particolare dopo l’esclusiva ottenuta per i diritti del Milan e della Juventus nel 1994.