Tango: il pallone che hanno calciato tutti, almeno una volta

Chiunque abbia calciato un pallone negli anni ’80, sogna ancora il Tango. Non era solo una sfera da calcio, era il pallone. Iconico, elegante, con quei disegni neri che sembravano danzare sulla sua superficie bianca, il Tango è stato l’oggetto del desiderio di una generazione cresciuta tra cortil...

Tango: il pallone che hanno calciato tutti, almeno una volta

Chiunque abbia calciato un pallone negli anni ’80, sogna ancora il Tango. Non era solo una sfera da calcio, era il pallone.

Iconico, elegante, con quei disegni neri che sembravano danzare sulla sua superficie bianca, il Tango è stato l’oggetto del desiderio di una generazione cresciuta tra cortili, campetti sterrati e partite infinite dopo scuola. Prodotto da Adidas, fu lanciato per i Mondiali di Argentina 1978, ma la sua leggenda si consolidò nell’arco di tutto il decennio successivo.

Il nome “Tango” evocava la passione e la poesia del ballo argentino, ma anche quella del calcio, vissuto come arte. Il design era rivoluzionario per l’epoca: 20 pannelli decorati da “trigoni” neri che, una volta uniti, creavano l’illusione di 12 cerchi perfetti.

Un capolavoro grafico, che dava l’idea di movimento anche da fermo. Per noi bambini e ragazzi, significava distinguere il “vero” pallone da quello del discount.

Il Tango “vero” era pesante, resistente e soprattutto rotondo: non schiacciato, non ovale, ma perfettamente sferico. Un lusso.

Fu protagonista di ben tre edizioni della Coppa del Mondo: Argentina '78 (con il Tango Durlast), Spagna '82 (con il Tango España) e Messico '86 (con il Tango México Azteca, primo completamente sintetico). Lo si vedeva nei cartoni animati giapponesi, da Holly e Benji a Palla al centro per Rudy, e lo si sognava durante le partite trasmesse su Rai 1 e Rai 2.

Quando i piedi di Platini, Zico, Rummenigge e Maradona lo accarezzavano, sembrava quasi un oggetto magico. Nei pomeriggi d’estate, chi possedeva un Tango era un re.

Era il tempo in cui il pallone non si comprava online, ma si ammirava dietro la vetrina del negozio sportivo sotto casa. Magari ci voleva una paghetta intera o il regalo della cresima per permetterselo.

Ma poi lo si conservava come una reliquia, pulito, gonfio, usato solo per le partite importanti.

Quello che non tutti sanno

Il Tango fu il primo pallone della storia a essere pensato come oggetto di design oltre che funzionale. L’idea dei “trigoni” fu talmente geniale da ispirare i modelli Adidas per oltre 20 anni, con evoluzioni come il Tango Mundial, il Tango Europa e il Tango Rosario, usato in moltissime competizioni giovanili italiane.

Il Tango Azteca del 1986 fu anche il primo pallone completamente resistente all’acqua, con strati sintetici termosaldati: una rivoluzione per i campi bagnati e fangosi. E ancora oggi, i collezionisti si contendono gli esemplari originali su siti di aste internazionali, con alcune versioni che raggiungono migliaia di euro.

Un vero pezzo di storia del calcio e della nostra infanzia.