Take That: la boy band che ha fatto innamorare una generazione
Negli anni ’90, se c’era una boy band capace di far battere il cuore a milioni di adolescenti in tutta Europa, quella era senza dubbio i Take That. Nati nel 1990 a Manchester per volontà del manager Nigel Martin-Smith, il gruppo originale era formato da cinque ragazzi: Gary Barlow, Mark Owen, How...
Negli anni ’90, se c’era una boy band capace di far battere il cuore a milioni di adolescenti in tutta Europa, quella era senza dubbio i Take That. Nati nel 1990 a Manchester per volontà del manager Nigel Martin-Smith, il gruppo originale era formato da cinque ragazzi: Gary Barlow, Mark Owen, Howard Donald, Jason Orange e il più estroso e imprevedibile, Robbie Williams.
Il loro primo singolo, Do What U Like, uscì nel 1991, ma fu solo con It Only Takes a Minute che cominciarono a scalare le classifiche britanniche. Da lì fu un’ascesa fulminea: nel 1992 arrivò il primo album Take That & Party e un’esplosione di successo che culminò con Everything Changes nel 1993, e soprattutto con Nobody Else nel 1995, che conteneva il celebre brano Back for Good, arrivato primo in classifica in ben 31 Paesi.
I Take That divennero sinonimo di romanticismo adolescenziale: poster nelle camere, coretti urlati nelle camerette, lacrime versate per ogni esibizione televisiva. In Italia conquistarono un pubblico vastissimo, partecipando anche al Festivalbar nel 1994.
Le loro apparizioni a Top of the Pops, CD:UK e MTV erano appuntamenti imperdibili per i fan. Ma tutto cambiò nel 1995, quando Robbie Williams lasciò il gruppo.
I Take That continuarono brevemente in quattro, ma la magia sembrava spezzata: nel 1996 annunciarono lo scioglimento ufficiale. La notizia gettò nel panico milioni di fan.
In Inghilterra fu addirittura istituita una linea telefonica di supporto psicologico per consolare i più affranti. Nel 2005, contro ogni previsione, arrivò il ritorno (senza Robbie) con l’album Beautiful World, che vendette milioni di copie e riportò la band in cima alle classifiche.
Nel 2010 Robbie rientrò nel gruppo per l’album Progress, uno dei dischi più venduti del decennio in UK. Anche Jason Orange rimase fino al 2014, per poi lasciare definitivamente la formazione, ridotta da allora a trio: Gary, Mark e Howard.
Oggi i Take That sono considerati icone della musica pop. Il loro stile si è evoluto, ma l’impatto emotivo delle loro ballate resta intatto.
Brani come Patience, Rule the World e Greatest Day sono diventati inni generazionali, capaci ancora oggi di unire fan di ogni età in un coro nostalgico e potente.
Quello che non tutti sanno
Nel 1994 i Take That registrarono un videoclip in esclusiva solo per l’Italia per il brano Sure, ambientato in una tipica casa italiana e trasmesso per la prima volta a Superclassifica Show. Gary Barlow, autore di gran parte dei loro successi, scrisse Back for Good in appena 15 minuti, durante una serata piovosa.
E fu proprio Back for Good a sancire il successo mondiale della band, entrando nella Billboard Hot 100 americana, impresa rara per una boy band britannica all’epoca. Inoltre, Robbie Williams si esibì per la prima volta da solista al Party in the Park del 1996, pochi mesi dopo aver lasciato il gruppo, eseguendo una cover di Freedom di George Michael, quasi a voler lanciare un messaggio di indipendenza artistica.