Sweet Dreams - Eurythmics (1983)

Era il 21 gennaio 1983 quando uscì quello che sarebbe diventato l'inno di una generazione. "Sweet Dreams (Are Made of This)" degli Eurythmics non era solo una canzone: era la metamorfosi artistica di due anime ferite che trasformarono la fine di un amore in un capolavoro immortale. Annie Lennox e...

Sweet Dreams - Eurythmics  (1983)

Era il 21 gennaio 1983 quando uscì quello che sarebbe diventato l'inno di una generazione. "Sweet Dreams (Are Made of This)" degli Eurythmics non era solo una canzone: era la metamorfosi artistica di due anime ferite che trasformarono la fine di un amore in un capolavoro immortale. Annie Lennox e Dave Stewart avevano appena chiuso i conti con i Tourists, band che non era mai riuscita a sfondare, e parallelamente avevano posto fine alla loro relazione sentimentale.

Ma dalla cenere di quelle due sconfitte nacque qualcosa di magico. La genesi del brano è leggendaria quanto la canzone stessa.

Dave Stewart era riuscito a farsi prestare 5.000 sterline dalla banca per investire in una nuova avventura musicale. Insieme ad Annie affittarono un appartamento a Chalk Farm, nel quartiere di Camden, trasformandolo in un mini-studio di registrazione.

Acquistarono un Drum Computer MC5 per circa 2.000 sterline, ma far funzionare quella tecnologia agli inizi degli anni Ottanta non era semplice. Annie era completamente depressa, raggomitolata sul pavimento in posizione fetale dopo le delusioni accumulate.

Fu in quel momento di sconforto totale che accadde il miracolo. Dave iniziò a sperimentare con il sintetizzatore, cercando disperatamente qualche input musicale che potesse risollevare le loro sorti.

All'improvviso gli uscì un ritmo e un riff che catturarono l'attenzione di Annie. La Lennox balzò in piedi dal pavimento e si mise al secondo sintetizzatore: dall'interazione tra i due nacque l'embrione di "Sweet Dreams".

Era come se la musica avesse il potere di resuscitare le anime morte. Il testo nacque dall'improvvisazione di Annie, che cercò di tradurre in parole lo stato di abbattimento morale in cui entrambi versavano.

La canzone parlava di sogni infranti e di ricerca disperata di senso in un mondo che sembrava non offrire speranza. Ma Dave Stewart pensò che fosse troppo deprimente e aggiunse la strofa "Hold your head up" per trasmettere anche un messaggio di positività e resilienza.

Era il perfetto equilibrio tra nichilismo e speranza. La casa discografica RCA inizialmente non voleva pubblicare la canzone come singolo.

I dirigenti sostenevano che, non avendo un ritornello tradizionale, non sarebbe mai diventata un successo commerciale. Si sbagliavano clamorosamente: "Sweet Dreams" divenne il più grande successo del duo, raggiungendo il numero due nel Regno Unito e il primo posto nella Billboard Hot 100 americana.

Il cambio di rotta avvenne grazie a un DJ di Cleveland che iniziò a passarla spesso, generando richieste crescenti da parte degli ascoltatori. Il videoclip, diretto da Chris Ashbrook nel gennaio 1983, rivoluzionò l'immaginario pop dell'epoca.

Annie Lennox appariva con i capelli corti arancioni e indossava un completo nero da uomo, creando un'immagine androgina che sfidava ogni convenzione. Nelle sue parole: "Volevo essere l'opposto del cliché della cantante femminile.

Volevo essere forte come un uomo, uguale a Dave". Il video includeva anche una mucca che vagava per lo studio, idea surreale di Dave Stewart ispirata a Salvador Dalí e Luis Buñuel. "Sweet Dreams" consacrò definitivamente gli Eurythmics alla fama mondiale e MTV contribuì enormemente al successo trasmettendo il video in rotazione pesante.

L'America non aveva mai visto una star pop femminile come Annie Lennox, con quella sua estetica androgina così dirompente. La canzone divenne un simbolo degli anni Ottanta, un inno che parlava di resilienza mascherata da vulnerabilità, di sogni che resistono alle delusioni della vita.

Quello che non tutti sanno

Durante le riprese del video, trasportare la mucca nello studio londinese richiese di trovare un edificio con un ascensore abbastanza grande per l'animale. Annie Lennox ricordò sempre quell'esperienza come una delle più surreali della sua vita.

Molti ascoltatori fraintendono il testo: in un sondaggio Spotify del 2013, tantissimi credevano che Annie cantasse "sweet dreams are made of cheese" (i sogni sono fatti di formaggio) invece di "sweet dreams are made of this". La canzone è stata inserita nella Grammy Hall of Fame nel 2020 e nella lista delle 500 migliori canzoni di Rolling Stone al numero 356.

Marilyn Manson registrò una cover nel 1995 che divenne il suo primo grande successo. Durante la registrazione dovevano sempre aspettare che la segheria al piano di sotto spegnesse le macchine per poter incidere le parti vocali.

Dave Stewart sopravvisse a un'operazione per un polmone perforato poco prima della creazione del brano, vivendo quel periodo come una seconda possibilità nella vita.