Supercar: il bolide volante degli anni Ottanta
La fantascienza automobilistica degli anni Ottanta trovò la sua massima espressione in "Supercar", serie televisiva britannica prodotta da Gerry Anderson che trasformò un'automobile in un sogno tecnologico irraggiungibile. Trasmessa in Italia dal 1983, la serie conquistò immediatamente il pubblic...
La fantascienza automobilistica degli anni Ottanta trovò la sua massima espressione in "Supercar", serie televisiva britannica prodotta da Gerry Anderson che trasformò un'automobile in un sogno tecnologico irraggiungibile. Trasmessa in Italia dal 1983, la serie conquistò immediatamente il pubblico con la sua miscela perfetta di avventura, tecnologia futuristica e azione mozzafiato.
La protagonista assoluta era un'automobile nera dalle linee aerodinamiche perfette, dotata di capacità che sfidavano ogni legge della fisica. Questa vettura straordinaria poteva volare, viaggiare sott'acqua, resistere alle esplosioni e raggiungere velocità supersonica.
Il suo design elegante e minimalista anticipava di decenni l'estetica delle auto sportive moderne, con quella caratteristica forma a cuneo che sembrava tagliare l'aria anche da ferma. Mike Mercury, il pilota protagonista interpretato da Graydon Gould, incarnava l'eroe perfetto degli anni Ottanta: coraggioso, tecnologicamente preparato e sempre pronto ad affrontare missioni impossibili.
Insieme al giovane Jimmy Gibson e al Professor Popkiss, formava un team di eroi moderni che utilizzava la tecnologia per combattere il crimine e salvare vite umane. Ogni episodio presentava situazioni limite dove Supercar dimostrava nuove capacità straordinarie.
L'auto poteva trasformarsi in sottomarino per esplorazioni marine, diventare un velivolo supersonico per inseguimenti aerei, o resistere a temperature estreme durante missioni di soccorso. La sua versatilità illimitata alimentava la fantasia di milioni di spettatori che sognavano di possedere un mezzo così prodigioso.
La serie utilizzava la tecnica della "Supermarionation", marchio di fabbrica di Gerry Anderson, che combinava marionette elaborate con effetti speciali all'avanguardia. Questa tecnologia permetteva di creare sequenze d'azione spettacolari impossibili da realizzare con attori in carne e ossa, dando vita a inseguimenti mozzafiato e scene di volo che lasciavano il pubblico senza fiato.
La sigla italiana, con la sua melodia epica e le parole che descrivevano le capacità straordinarie del veicolo, è rimasta impressa nella memoria di generazioni intere. "Supercar, Supercar, vola tra le nuvole e va" diventò un ritornello che accompagnava i sogni di bambini e adulti affascinati da questo prodigio tecnologico.
Quello che non tutti sanno
Il design di Supercar fu ispirato dalle concept car americane degli anni Cinquanta, in particolare dalla Ford FX-Atmos del 1954. La costruzione del modello utilizzato nelle riprese richiese oltre sei mesi di lavoro e costò l'equivalente di tre automobili di lusso dell'epoca.
Inoltre, molte delle "tecnologie" mostrate nella serie, come i sistemi di navigazione satellitare e i computer di bordo con comandi vocali, sarebbero diventate realtà solo trent'anni dopo nelle automobili di serie.