Sui monti con Annette e l'innocenza alpina che nascondeva drammi profondi

Sui monti con Annette, il cartone anni 80 tra Alpi e drammi nascosti: l'innocenza di una bambina e i segreti sotto la neve.

Sui monti con Annette e l'innocenza alpina che nascondeva drammi profondi

Nel 1985 arrivava su Italia 1, all'interno del programma Bim Bum Bam, uno degli anime più emotivamente intensi mai trasmessi in Italia: "Sui monti con Annette". Prodotto dalla Nippon Animation nel 1983 come parte del prestigioso World Masterpiece Theater, questo cartone animato di 48 episodi sembrava inizialmente seguire le orme del più famoso "Heidi", ma si rivelò ben presto una storia molto più complessa e drammatica, capace di esplorare temi profondi come la rabbia, il senso di colpa e il perdono attraverso gli occhi di bambini.

La serie è stata trasmessa in Giappone dal 9 gennaio al 25 dicembre 1983 sul network Fuji TV con il titolo originale "Arupusu Monogatari Watashi no Annetto" (Storia delle Alpi - La mia Annette). L'anime è tratto dal romanzo per ragazzi "Tesori tra la neve" (Treasures of the snow) del 1950, scritto da Patricia Saint John, un'autrice britannica che aveva vissuto con la famiglia in un villaggio delle Alpi svizzere, esperienza che aveva ispirato la sua opera letteraria.

La storia inizia presentando Annette Barniel, una bambina di sette anni che vive con il padre Pierre e la madre Francine a Rossinière, un pittoresco paesino della Svizzera francese realmente esistente. Il suo migliore amico è Lucien, che abita con la madre e la sorella sedicenne Marie.

L'infanzia spensierata di Annette subisce una drammatica svolta quando, la vigilia di Natale, la madre Francine muore dando alla luce il fratellino Dany. Da quel momento, la bambina si assume la responsabilità di crescere il piccolo, sviluppando con lui un legame profondissimo e quasi materno.

I primi episodi della serie potrebbero effettivamente far pensare a un clone di "Heidi": ci sono le Alpi svizzere, i paesaggi montani, l'amicizia tra bambini, le scene di vita quotidiana tra scuola e lavori domestici. Ma intorno al dodicesimo episodio, con un salto temporale di cinque anni, "Sui monti con Annette" si trasforma completamente.

La storia subisce una virata drammatica che cambia radicalmente il tono dell'anime, trasformandolo da spensierato cartone alpino in un'opera dai toni oscuri e psicologicamente complessi. Il momento cruciale arriva quando Annette ha dodici anni.

Durante una lite tra Lucien e il piccolo Dany, il ragazzo afferra Klaus, l'ermellino domestico del bambino, minacciando di gettarlo in un dirupo. Nel tentativo di spaventare Dany, Lucien perde la presa facendo cadere davvero l'animale.

Il piccolo, nel disperato tentativo di salvare il suo amico animale, precipita anch'egli nel dirupo. Sopravvive fortunosamente, ma si frattura gravemente una gamba rimanendo zoppo per sempre.

Questo incidente segna il punto di non ritorno della serie. Annette, accecata dal dolore per le sofferenze del fratellino che ama più di ogni altra cosa, sviluppa un odio profondo e viscerale verso Lucien, che considera l'unico responsabile della disgrazia di Dany.

Il povero Lucien, dal canto suo, viene consumato dai sensi di colpa e si trova isolato da tutto il paese, che lo accusa di aver rovinato la vita di un bambino innocente. La serie si distingue per il realismo psicologico con cui affronta temi complessi.

Lucien arriva addirittura a meditare il suicidio, tormentato dal peso delle conseguenze del suo gesto. Gli unici a rimanergli vicino sono la madre, la sorella e, sorprendentemente, Pierre, il padre di Annette, che cerca inutilmente di convincere la figlia a perdonare l'amico.

Annette, dal canto suo, vive un conflitto interiore devastante: l'amore incondizionato per Dany si scontra con l'odio verso Lucien, portandola a comportamenti crudeli e vendicativi. La svolta emotiva della serie arriva quando Annette, spinta dal rancore, distrugge un magnifico cavallo di legno che Lucien aveva intagliato per una gara scolastica.

Questo gesto le fa finalmente comprendere la gravità delle sue azioni e l'ingiustizia del suo comportamento. Mentre Lucien non aveva mai voluto far male a Dany, lei aveva deliberatamente cercato di ferire l'amico, rendendosi conto di essere diventata peggio di colui che tanto odiava.

La redenzione arriva attraverso l'intervento di Peguin, un vecchio eremita abile intagliatore che diventa una figura paterna per Lucien, insegnandogli non solo l'arte del legno ma anche importanti lezioni di vita. Il ragazzo, nonostante tutto, non si arrende e riesce a convincere un famoso ortopedico, il Dottor Givette, a operare Dany.

L'intervento chirurgico ha successo e il bambino riacquista la piena capacità di camminare, permettendo finalmente la riconciliazione tra i due amici. La sigla italiana "Là sui monti con Annette", cantata da Cristina D'Avena su musica e arrangiamento di Giordano Bruno Martelli e testo di Alessandra Valeri Manera, divenne uno dei brani più famosi del repertorio della cantante bolognese.

Tuttavia, il tono allegro e spensierato della canzone contrastava fortemente con i temi drammatici dell'anime, creando una discrepanza che molti critici hanno evidenziato come fuorviante rispetto ai contenuti reali della serie. Il successo di "Sui monti con Annette" in Italia fu straordinario.

La serie venne replicata numerose volte da Italia 1 e successivamente da altri canali Mediaset, diventando un punto di riferimento per intere generazioni. Nel 2007 la serie è stata pubblicata in DVD dalla Dynit in 8 volumi, permettendo a nuove generazioni di scoprire questo capolavoro dell'animazione giapponese.

Quello che non tutti sanno

Il paese di Rossinière, dove è ambientata la storia, esiste davvero nella Svizzera francese ed è famoso per essere stato la dimora del celebre pittore Balthus, che vi è sepolto. L'autrice del romanzo originale, Patricia Saint John, era figlia di missionari e visse effettivamente nelle Alpi svizzere, dove raccolse le esperienze che ispirarono il suo libro.

Nel doppiaggio italiano, la voce di Annette fu affidata a Rossella Acerbo, quella di Lucien a Julian Olivieri Orioles (memorabile per la sua "r" moscia) e quella di Dany a Rita Baldini, considerate tra le migliori interpretazioni vocali dell'animazione italiana. La serie appartiene al World Masterpiece Theater, un programma che adattava classici della letteratura mondiale per ragazzi, dello stesso progetto che aveva prodotto capolavori come "Marco, dagli Appennini alle Ande" e "Anna dai capelli rossi".

Il regista Kozo Kusuba legò il suo nome al World Masterpiece Theater dirigendo altre opere della serie, dimostrando una particolare sensibilità nel trattare storie per bambini con tematiche mature. La colonna sonora originale giapponese, composta da Takeo Watanabe, attingeva pesantemente dalla musica classica occidentale, tanto che alcuni brani suonati all'organo potrebbero essere scambiati per composizioni sacre di Bach.