Subbuteo: quando un dito bastava per sentirsi in Coppa dei Campioni

Negli anni ’80, prima che la PlayStation entrasse nelle case, il calcio si giocava sul tappeto verde del Subbuteo. Bastava un tavolo, due mani agili e tanta fantasia per trasformarsi in Platini, Zico o Paolo Rossi. Il Subbuteo non era solo un gioco: era un rito, una passione, una sfida all’ultimo...

Subbuteo: quando un dito bastava per sentirsi in Coppa dei Campioni

Negli anni ’80, prima che la PlayStation entrasse nelle case, il calcio si giocava sul tappeto verde del Subbuteo. Bastava un tavolo, due mani agili e tanta fantasia per trasformarsi in Platini, Zico o Paolo Rossi.

Il Subbuteo non era solo un gioco: era un rito, una passione, una sfida all’ultimo colpo di dito. Ogni partita era una finale, ogni gol era esultanza vera, ogni caduta di un omino era una tragedia da VAR… prima ancora che il VAR esistesse.

Inventato in Inghilterra nel 1947 da Peter Adolph, il Subbuteo arrivò in Italia negli anni ’60 ma esplose letteralmente tra la fine dei ’70 e tutti gli anni ’80, diventando un must per bambini, adolescenti e anche adulti. Il gioco consisteva in piccole miniature di calciatori montate su basi semisferiche che scivolavano sul tappetino simulando un campo da calcio.

I giocatori venivano "schiccherati" con le dita per passare, tirare, dribblare, difendere. Ogni set aveva le sue regole “da catalogo”, ma ogni casa ne aveva una versione personale: si giocava con le porte fissate con lo scotch, con i pali storti, con i portieri attaccati a una bacchetta di plastica e con le squadre spesso incomplete (“Dove sono finiti i difensori della Juve?” – “Mio fratello li ha persi sotto il divano”).

Ma andava bene così. L’importante era giocare.

Il catalogo delle squadre era vastissimo: dalle grandi italiane alle formazioni più esotiche, dalle nazionali storiche alle repliche dei club inglesi, con maglie fedelmente riprodotte. E poi c’erano i veri collezionisti, quelli che dipingevano a mano i giocatori, creavano stadi in cartone, installavano riflettori, tribune e persino telecronisti in miniatura.

Subbuteo univa abilità manuale, strategia e immaginazione. Bastava una schicchera ben data per sentire il boato del pubblico (anche se era solo nella tua testa).

E poi i tornei con gli amici, le giornate intere passate a “scaldare il dito”, i litigi per i gol fantasma o per il fallo non visto. Era molto più di un gioco da tavolo: era un microcosmo che rifletteva la nostra passione per il calcio.

In quegli anni, fiorirono veri e propri club, campionati ufficiali, classifiche e tornei regionali. La Federazione Italiana Sportiva Calcio Tavolo (FISCT) venne fondata nel 1973, ma fu negli anni ’80 che raggiunse il suo apice, con migliaia di tesserati e tornei in ogni città.

Il Subbuteo era ovunque: nei negozi di giocattoli, nei supermercati, nei cataloghi delle riviste, e anche nei regali di Natale. Poi, con l’avvento dei videogiochi e delle console, il Subbuteo sbiadì, ma non morì.

Ancora oggi esiste una comunità attiva di appassionati che restaurano pezzi, organizzano eventi vintage e tengono viva la fiamma. Perché chi ha amato davvero il Subbuteo, sa che nessun joystick potrà mai restituire l’emozione di quel gol al volo fatto col dito.

Quello che non tutti sanno

La parola “Subbuteo” deriva dal nome latino del falco lodolaio (Falco subbuteo), scelto da Peter Adolph perché la Football Association gli rifiutò la registrazione del marchio “Hobby Football”. In Italia, le squadre più vendute negli anni ’80 erano Juventus, Milan e Inter, ma anche il Bari e l’Avellino andarono fortissimo in alcune regioni.

Esisteva un mitico “Subbuteo Club Italia” che organizzava campionati nazionali e produceva una rivista per soli abbonati. Inoltre, nel 1985 venne commercializzato un rarissimo Stadio Subbuteo Deluxe Edition, completo di spalti, luci e altoparlanti funzionanti: oggi è un pezzo da collezione che può valere oltre 1.000 euro.

E attenzione: alcuni giocatori professionisti di calcio da tavolo negli anni ’80 venivano sponsorizzati da marchi sportivi veri come Diadora e Lotto.