Starsky & Hutch: 93 episodi ad alta intensità

Era il 15 marzo 1979, giovedì sera alle ore 20:40, quando Rai 2 (allora chiamata TV2) trasmise per la prima volta "Neve d'agosto", quarto episodio della prima stagione di quella che sarebbe diventata una delle serie poliziesche più iconiche degli anni Settanta e Ottanta. Starsky & Hutch, creata d...

Starsky & Hutch: 93 episodi ad alta intensità

Era il 15 marzo 1979, giovedì sera alle ore 20:40, quando Rai 2 (allora chiamata TV2) trasmise per la prima volta "Neve d'agosto", quarto episodio della prima stagione di quella che sarebbe diventata una delle serie poliziesche più iconiche degli anni Settanta e Ottanta. Starsky & Hutch, creata da William Frederick Blinn e prodotta dal duo Aaron Spelling-Leonard Goldberg, arrivava finalmente nelle case italiane dopo aver conquistato l'America dal 1975 al 1979 sulla rete ABC.

La serie, composta da 93 episodi di circa 48 minuti ciascuno più un pilot di 90 minuti, portava sugli schermi italiani le avventure di David Michael Starsky e Kenneth "Hutch" Hutchinson, due detective della nona stazione di polizia di Bay City, città immaginaria della California. Paul Michael Glaser e David Soul incarnavano perfettamente questa coppia di poliziotti dalle personalità opposte ma complementari: Starsky, bruno riccioluto e impulsivo, reduce dal Vietnam e amante dei fast food, affiancato dall'elegante Hutch, biondo intellettuale dalle maniere raffinate e salutista convinto.

Il vero terzo protagonista della serie era però la leggendaria Ford Gran Torino del 1975, rossa fiammante con strisce bianche saettate sui fianchi, soprannominata "pomodoro a strisce" e identificata dal codice radio "Zebra 3". Questa vettura, di cui Starsky era gelosissimo, divenne rapidamente un'icona pop, tanto che la Ford nel 1976 produsse una serie limitata di 1000 esemplari identici a quello del telefilm.

La programmazione italiana su Rai 2 nel giovedì sera si rivelò vincente, conquistando immediatamente il pubblico con le sue dosi equilibrate di azione, ironia e sentimento. Le sgommate mozzafiato, gli inseguimenti adrenalinici e la forte amicizia tra i due protagonisti crearono un mix irresistibile che fece scuola nel genere poliziesco televisivo.

Il cast di supporto, con il burbero capitano Harold Dobey (Bernie Hamilton) e l'indimenticabile informatore Huggy Bear (Antonio Fargas), proprietario del bar "The Pits", completava un universo narrativo ricco e affascinante. La serie contribuì anche al lancio delle scarpe Adidas Vintage SL 76, modello celeste con strisce bianche indossato da Starsky, che divennero un must have dell'epoca.

Il successo fu tale che numerose star hollywoodiane fecero apparizioni come guest star: da Danny DeVito a Joan Collins, da Melanie Griffith a Kim Cattrall, future icone del piccolo e grande schermo. La colonna sonora giocò un ruolo fondamentale nel successo della serie.

Se la prima stagione utilizzava il tema più drammatico di Lalo Schifrin, dalla seconda stagione fu adottato il celeberrimo "Gotcha!" composto dal sassofonista Tom Scott, che divenne immediatamente riconoscibile e iconico, tanto da essere successivamente reinterpretato dal James Taylor Quartet.

Quello che non tutti sanno

Paul Michael Glaser odiava profondamente la Ford Gran Torino, definendola "un'auto per bambini" e sostenendo che due poliziotti sotto copertura non avrebbero mai dovuto usare un veicolo così appariscente. Durante le riprese più pericolose, gli attori venivano sostituiti dalle controfigure Charlie Picerni (per Glaser) e Gary Epper (per Soul).

La serie dovette affrontare crescenti critiche per la violenza eccessiva, costringendo gli sceneggiatori a ridurre le scene d'azione dalla terza stagione in poi, contribuendo paradossalmente al declino della popolarità. Il vero nome dell'attore che interpretava Hutch era David Richard Solberg, figlio di un ministro luterano, ed era stato ingaggiato dai Chicago White Sox come lanciatore prima di dedicarsi alla recitazione.

Nel doppiaggio italiano, Manlio De Angelis prestò la voce a Starsky mentre Cesare Barbetti doppiò Hutch. La Ford non riuscì a fornire alla produzione le Chevrolet Camaro inizialmente richieste, portando alla scelta della Gran Torino che divenne leggendaria.

La serie finale fu scritta prima del previsto quando Paul Michael Glaser decise di abbandonare durante la quarta stagione per dedicarsi ad altri progetti artistici.