Silvan: l’illusionista elegante che fece della magia un’arte da prima serata
Negli anni ’70, ’80 e ’90, la parola “magia” in Italia aveva un solo volto: quello di Silvan. Con il suo sguardo penetrante, i gesti raffinati e quella voce calma e sicura, Silvan portava in TV un mondo fatto di illusioni, mistero e stupore, trasformando ogni apparizione in un evento. Non era sol...
Negli anni ’70, ’80 e ’90, la parola “magia” in Italia aveva un solo volto: quello di Silvan. Con il suo sguardo penetrante, i gesti raffinati e quella voce calma e sicura, Silvan portava in TV un mondo fatto di illusioni, mistero e stupore, trasformando ogni apparizione in un evento.
Non era solo un prestigiatore: era un gentiluomo della magia, capace di affascinare intere famiglie davanti alla televisione, unendo eleganza e spettacolo come nessun altro. Silvan, all’anagrafe Aldo Savoldello, nasce a Venezia nel 1937.
Inizia a esibirsi giovanissimo, ma il grande pubblico lo conosce a partire dagli anni ’60 grazie alla trasmissione La grande magia di Silvan, per poi conquistare definitivamente l’Italia negli anni ’70 e ’80 con le sue partecipazioni fisse nei varietà Rai come Domenica In, Fantastico, Studio Uno, Superclassifica Show e tanti altri. Le sue esibizioni non erano solo numeri di prestigio: erano vere coreografie dell’illusione, curate nei minimi dettagli, con assistenti in abiti scintillanti, musiche teatrali e finali sempre sorprendenti.
Chi ha vissuto quegli anni ricorda benissimo i suoi giochi iconici: la donna segata in due, gli oggetti che sparivano nel nulla, le carte che volavano, le levitazioni e i cambi di costume istantanei. Ma anche le predizioni impossibili, gli anelli che si univano, i fazzoletti che diventavano colombe.
E soprattutto, il suo stile inconfondibile: smoking nero, mani guantate, sorriso controllato. Silvan non urlava, non faceva battute sguaiate: lasciava parlare la magia.
Il suo celebre saluto “Sim Sala Bim!” è diventato parte del linguaggio popolare, così come il modo in cui porgeva il cappello al pubblico con una leggera inclinazione. Negli anni, ha ricevuto riconoscimenti internazionali, tra cui due premi Merlin Award (l’Oscar della magia), ed è stato proclamato “Miglior illusionista del mondo” più volte dalla International Magicians Society.
Per i bambini degli anni ’80 e ’90, vederlo in TV era un’esperienza quasi mistica. In un’epoca senza effetti speciali digitali, la magia accadeva davvero: sul palco, davanti agli occhi increduli degli spettatori.
Non c’era trucco, non c’era inganno — o almeno così volevamo crederlo. Silvan ha saputo unire due mondi: la magia classica dei grandi teatri e il mezzo televisivo, portando il prestigio dentro le case degli italiani, e facendo della figura del mago qualcosa di rispettato, affascinante e mai ridicolo.
Quello che non tutti sanno
Silvan è laureato in psicologia e da sempre studioso di comunicazione e suggestione. Questo gli ha permesso di perfezionare non solo la tecnica, ma anche la gestione del pubblico e del tempo scenico.
È anche Cavaliere della Repubblica Italiana e ha scritto diversi libri sull’arte magica, tra cui il prezioso La magia di Silvan, diventato una vera bibbia per gli aspiranti illusionisti. E ancora: è stato ospite a Las Vegas, Tokyo, Londra e Monte Carlo, calcando i palcoscenici più prestigiosi del mondo — ma ha sempre scelto di tornare in Italia, dove ha costruito la sua leggenda, una colomba alla volta.