Siamo fatti così: quando il corpo umano diventava un’avventura tra globuli e neuroni
Siamo fatti così, il cartone educativo anni 80 sul corpo umano: globuli, neuroni e organi come personaggi in un'avventura scientifica.
Negli anni ’80, l’educazione non era solo tra i banchi di scuola. Bastava sedersi davanti alla televisione per imparare tutto sul corpo umano con un sorriso. “Siamo fatti così”, andato in onda per la prima volta in Italia nel 1981 su Rai Uno la domenica mattina, è stato uno di quei capolavori che ha saputo unire scienza e fantasia, lasciando un’impronta indelebile nella memoria collettiva.
Il titolo originale era Il était une fois… la Vie, parte di una serie di produzioni educative francesi create da Albert Barillé. Ma “Siamo fatti così” fu senza dubbio la più amata.
Con una sigla iconica cantata da Cristina D’Avena (pubblicata nel 1989 ma adottata anche nei passaggi precedenti), la serie spiegava il funzionamento del corpo umano attraverso personaggi animati che rappresentavano cellule, virus, globuli rossi, anticorpi, neuroni e organi. In 26 episodi da circa 26 minuti ciascuno, ogni viaggio era un tuffo in un mondo microscopico ma affascinante.
Il Maestro, l’anziano con la barba bianca e il volto rassicurante, guidava lo spettatore con la sua saggezza; i Globuli Rossi trasportavano ossigeno come piccoli operai; gli Anticorpi erano poliziotti pronti a tutto pur di fermare il temibile virus, rappresentato come un'orda di buffi ma inquietanti mostriciattoli verdi. Guardarlo da bambini significava cominciare ad avere rispetto per il proprio corpo, capire cosa fosse un’influenza o perché servissero le vaccinazioni.
Il tutto condito da un ritmo narrativo coinvolgente, musiche orchestrali suggestive, e uno stile visivo unico, che faceva apparire ogni elemento — anche i più tecnici — come parte di un'avventura grandiosa. La trasmissione avveniva spesso di domenica mattina, in quella fascia oraria tra le 9 e le 10:30, perfetta per tenerci incollati allo schermo prima del pranzo in famiglia.
Nessuno protestava: si imparava ridendo, si rifletteva con stupore. E spesso ci si ritrovava a scuola a ripetere quanto appreso, magari correggendo persino i libri.
Il messaggio era chiaro: dentro di noi c’era un universo, e bastava aprire la mente per esplorarlo.
Quello che non tutti sanno
Il cartone è stato doppiato in oltre 25 lingue e trasmesso in più di 100 paesi. In Francia, durante una crisi sanitaria, venne usato come materiale didattico ufficiale dal Ministero dell’Istruzione.
Il Maestro, personaggio simbolo della serie, ha lo stesso volto in tutte le versioni del ciclo “Il était une fois…”, anche in quelle dedicate alla storia, allo spazio e alla scienza. Inoltre, il look dei globuli rossi fu ispirato agli operai delle miniere del Nord della Francia, per rendere omaggio alla classe lavoratrice.
Infine, Albert Barillé — pacifista convinto — volle che ogni episodio trasmettesse un messaggio umanista: conoscere il proprio corpo era il primo passo per rispettarlo e prendersene cura.