Scooby-Doo: misteri, panini giganti e amicizie che non invecchiano mai
Scooby-Doo, il cartone anni 80 sempre attuale: il grande danese fifone, i panini e i misteri da risolvere con gli amici di sempre.
Chi non ha mai gridato almeno una volta “Scooby-Dooby-Doo!” cercando di imitare la voce roca e tenera del cane più fifone della TV? Scooby-Doo è un’icona assoluta, capace di attraversare decenni, mode e generazioni rimanendo sempre sé stesso: un mix di brivido, risate e un’irresistibile voglia di risolvere misteri.
La serie originale, intitolata Scooby-Doo, Where Are You!, fece il suo debutto negli Stati Uniti il 13 settembre 1969, prodotta dalla Hanna-Barbera. In Italia arrivò solo nel 1970 in alcune emittenti locali, per poi affermarsi negli anni ’80 grazie a Italia 1, diventando un appuntamento fisso del pomeriggio tra cartoni e merenda.
L’idea alla base era semplice e geniale: un gruppo di ragazzi adolescenti – Fred, Daphne, Velma, Shaggy – e il loro cane parlante Scooby, a bordo del furgone Mystery Machine, girano l’America indagando su fenomeni paranormali, che alla fine si rivelano sempre truffe ben congegnate da parte di criminali in maschera. Ogni episodio si chiudeva con l’immancabile smascheramento del colpevole e la celebre battuta: “...e ci sarei riuscito, se non fosse stato per quei ragazzi impiccioni!”.
Fred era il leader, calmo e riflessivo; Daphne, la bella del gruppo, spesso nei guai ma sempre pronta a collaborare; Velma, la mente razionale e intelligente; Shaggy, fifone e perennemente affamato, era l’anima comica insieme al suo inseparabile compagno Scooby. I due erano capaci di divorare interi buffet pur di affrontare un fantasma!
Le loro gag, i loro urletti e il modo in cui si cacciavano nei guai erano la parte più amata dai più piccoli. Negli anni, Scooby-Doo è stato rilanciato in tantissime versioni: I 13 fantasmi di Scooby-Doo (1985), A Pup Named Scooby-Doo (1988), What's New, Scooby-Doo? (2002), film animati e perfino live action.
Eppure, lo spirito della serie è sempre rimasto fedele all’originale: raccontare il mistero in chiave buffa, unendo paura e risate in un equilibrio perfetto. La colonna sonora, con le sue chitarre pop e cori allegri, ha segnato le giornate dei pomeriggi in TV.
Molti bambini degli anni ’80 impararono per la prima volta cos’era un enigma, una trappola o un piano ingegnoso proprio grazie a Scooby e amici. Il cartone non insegnava solo a ridere, ma anche a ragionare, a essere curiosi, a non fermarsi alle apparenze.
E forse è proprio questo il segreto della sua longevità: in fondo, chi non ha mai desiderato far parte di una gang di amici, girare il mondo e risolvere misteri in compagnia di un cane buffo e delizioso?
Quello che non tutti sanno
Il nome completo di Scooby è in realtà "Scoobert Doo". L’ispirazione per il personaggio venne dal classico cane Alano (Great Dane), ma con un dettaglio comico: i produttori lo resero impacciato e fifone, andando contro l'immagine forte e nobile tipica della razza.
Il nome “Scooby-Doo” fu ispirato da Frank Sinatra! Più precisamente da un’improvvisazione di Sinatra nella canzone “Strangers in the Night”, in cui canticchia “dooby-dooby-doo”.
Inoltre, il primo doppiatore originale di Scooby fu Don Messick, già celebre per la voce di Ranger Smith in Yoghi. In Italia, la voce storica di Scooby fu quella di Enzo Consoli.
Infine, ogni personaggio del gruppo fu creato per rappresentare un archetipo classico: Fred il leader, Daphne la ragazza attraente, Velma la cervellona, Shaggy il codardo… e Scooby, l’amico fedele e imprevedibile. Proprio come in ogni gruppo perfetto.