Sanremo anni ’80: l’esplosione del pop, dei look e della TV a colori

Gli anni ’80 sono stati il decennio in cui il Festival di Sanremo è esploso in una nuova era. Dopo il periodo più classico degli anni ’60 e le incertezze degli anni ’70, Sanremo torna a dettare legge in fatto di musica, costume e televisione. L’arrivo della TV a colori e il boom delle emittenti p...

Sanremo anni ’80: l’esplosione del pop, dei look e della TV a colori

Gli anni ’80 sono stati il decennio in cui il Festival di Sanremo è esploso in una nuova era. Dopo il periodo più classico degli anni ’60 e le incertezze degli anni ’70, Sanremo torna a dettare legge in fatto di musica, costume e televisione.

L’arrivo della TV a colori e il boom delle emittenti private trasformano il Festival in uno show nazional-popolare seguito da milioni di italiani, con picchi d’ascolto che sfiorano il 90%. Nel 1980, il Festival si sposta dal Casinò al Teatro Ariston, che diventerà la sua sede storica.

A condurlo, quell’anno, è Claudio Cecchetto, che presenta al pubblico una giovane promessa: Toto Cutugno, che vince con Solo noi. Da lì in avanti è un susseguirsi di successi memorabili, esibizioni leggendarie e mode che si impongono grazie a una sola apparizione sul palco.

Sanremo negli anni ’80 lancia vere e proprie icone: Alice con Per Elisa (1981), Riccardo Fogli (1982), Tiziana Rivale (1983), Al Bano e Romina Power, Eros Ramazzotti che vince le Nuove Proposte nel 1984 con Terra promessa, Luca Barbarossa, Fiordaliso, Anna Oxa, Loretta Goggi, Umberto Tozzi e Raf. Le canzoni diventano tormentoni già dalla prima sera e si diffondono nelle radio e nelle piazze italiane, ben prima che esistessero i social network o i talent show.

Il Festival è anche spettacolo visivo: i look di quegli anni fanno scuola, tra capelli cotonati, spalline imbottite, abiti scintillanti e colori fluo. Indimenticabile Donatella Rettore con il suo stile punk-pop, oppure Mia Martini che torna in scena nel 1989 con Almeno tu nell’universo, accolta da una standing ovation.

Sanremo è anche scandali e colpi di scena: nel 1987 Zucchero non vince nonostante un’esibizione da brividi con Si sta facendo notte, ma il suo album venderà milioni di copie. Nel 1989, il Festival cambia volto con la conduzione di quattro presentatori d’eccezione: Rosita Celentano, Paola Dominguin, Danny Quinn e Gianmarco Tognazzi.

Un’edizione “famigerata”, con una scenografia avveniristica ma tempi lunghissimi e interviste surreali. I presentatori simbolo del decennio sono Pippo Baudo e Mike Bongiorno, veri padroni di casa che sanno gestire sia la tensione della gara che le gaffe in diretta.

Pippo Baudo, in particolare, diventa sinonimo stesso di Sanremo, rilanciando il Festival nel 1984 e firmando alcune delle edizioni più amate.

Quello che non tutti sanno

Durante gli anni ’80, molti artisti internazionali calcarono il palco di Sanremo… ma in playback! Era infatti prassi comune che le “guest star” straniere si esibissero finti, per motivi tecnici e contrattuali.

Tra questi: Queen, Duran Duran, Spandau Ballet, Elton John, Whitney Houston e i Depeche Mode. Inoltre, alcune canzoni scartate da Sanremo sono diventate cult: Vacanze romane dei Matia Bazar fu rifiutata nel 1982 e poi ammessa nel 1983, diventando un classico.

E infine, il Festival del 1986 fu l’unico della storia ad avere il voto segreto delle giurie, che fu rivelato solo alla fine… e generò polemiche furiose!