Sampei: il ragazzo con la canna da pesca e il cuore da samurai

Sampei, il cartone sulla pesca amato negli anni 80: il ragazzo col cappello di paglia, i fiumi giapponesi e il cuore da samurai.

Sampei: il ragazzo con la canna da pesca e il cuore da samurai

In un'epoca dominata da robottoni giganti e supereroi spaziali, nel 1982 arrivò sugli schermi italiani un personaggio rivoluzionario: Sampei, un ragazzo di circa tredici anni con la grande passione per la pesca che cerca sempre di apprendere il maggior numero di tecniche e segreti per diventare un perfetto pescatore. Con il suo cappello di paglia sdrucito, le ciabatte ai piedi e una canna da pesca sempre in mano, questo giovane protagonista conquistò il cuore di una generazione intera, dimostrando che non servivano laser o trasformazioni per diventare eroi.

La serie televisiva è stata realizzata dalla Nippon Animation nel 1980 per un totale di 109 episodi e in Italia è stato trasmesso per la prima volta nel 1982 su Retequattro e su varie emittenti locali. Il cartone, tratto dal manga di 65 volumi creato da Takao Yaguchi nel 1973, portò nelle case italiane una filosofia completamente diversa da quella degli anime di combattimento: quella della pazienza, del rispetto per la natura e della crescita interiore.

Sampei Mihira non era il classico ragazzino prodigio dei cartoon giapponesi. Non aveva poteri speciali, non pilotava robot giganti, non salvava il mondo.

La sua unica arma era una canna da pesca e il suo campo di battaglia erano i laghi, i fiumi e i torrenti del Giappone. Eppure, episodio dopo episodio, questo giovane pescatore riuscì a insegnare valori profondi a chi lo seguiva: il rispetto dell'ambiente e la sua difesa dalle distruzioni selvagge degli industriali e dei costruttori, l'amore per la natura e la possibilità di riscatto per chi ha sbagliato.

Accanto a Sampei, due figure fondamentali accompagnavano le sue avventure: il nonno Ippei, saggio mentore che lo aveva iniziato ai segreti della pesca, e Gyoshin Ayukawa, il misterioso maestro con una cicatrice sull'occhio destro. Quest'ultimo, doppiato in Italia dalla voce inconfondibile di Massimo Lopez, rappresentava l'emblema del pescatore perfetto: un samurai dei tempi moderni che aveva fatto della pesca una disciplina zen.

Il successo di Sampei in Italia fu straordinario e duraturo. Negli anni novanta viene riproposto da Videomusic e TMC, quest'ultima all'interno del programma Zap Zap con una nuova sigla ed intitolato Sampei, il nostro amico pescatore.

Europa 7, dal 1998 al 2005, lo propone come programma di punta. La sigla italiana, interpretata dai Rocking Horse, divenne un tormentone generazionale: "Sampei, Sampei pescatore, grandi orecchie a sventola sorriso di sole Sampei" risuonava nelle case di tutta Italia, accompagnando i pomeriggi di migliaia di bambini.

Quello che rendeva unico questo cartone era la sua capacità di trasformare la pesca in una metafora di vita. La pesca diventa quindi un duello tra samurai.

Sampei indossa un cappello di paglia come quello dei suoi antenati e al fianco non ha una katana, bensì la sua fida canna da pesca. Ogni sfida con un pesce diventava una lezione di umiltà, ogni sconfitta un'opportunità di crescita, ogni vittoria un momento di rispetto verso l'avversario.

Gli episodi più memorabili vedevano Sampei confrontarsi con pesci leggendari, spesso in competizioni che duravano intere puntate. Il giovane protagonista non vinceva sempre: anzi, le sue sconfitte erano altrettanto importanti delle vittorie, perché insegnavano che non sempre vincere è la cosa migliore, bisogna infatti imparare a saper perdere e ammettere la superiorità degli avversari quando necessario.

L'anime aveva anche un forte messaggio ecologico, anni prima che la sensibilità ambientale diventasse mainstream. Sampei viaggiava attraverso un Giappone rurale che stava lentamente scomparendo, minacciato dall'industrializzazione selvaggia.

I suoi luoghi di pesca erano oasi di pace dove la natura regnava sovrana, e il ragazzo diventava inconsapevolmente un guardiano di questi tesori naturali.

Quello che non tutti sanno

Takao Yaguchi, il fumettista giapponese che nel 1973 aveva creato il manga Tsurikichi Sanpei, è morto il 20 novembre 2020, all'età di 81 anni. L'autore aveva trasformato la sua personale passione per la pesca in un'opera che avrebbe conquistato il mondo.

Nel manga originale, i dettagli tecnici sulla pesca erano così precisi e accurati che molti lettori giapponesi utilizzavano i fumetti come veri e propri manuali per imparare nuove tecniche. Nel 2009 uscì un lungometraggio live action diretto da Yōjirō Takita ed intitolato Tsurikichi Sanpei, il quale funge da remake dell'anime.

Inoltre, furono realizzati tre videogiochi basati sulla serie, tutti usciti esclusivamente in Giappone per computer MSX2 tra il 1988 e il 1989. La serie ebbe un impatto così profondo sulla cultura giapponese che molte delle tecniche di pesca mostrate nell'anime influenzarono realmente le pratiche dei pescatori del Sol Levante.