Ryo: quando un maggiolino Volkswagen conquistò il futuro

Ryo e il suo maggiolino Volkswagen anni 80: un'auto parlante, un ragazzo coraggioso e storie che hanno appassionato l'Italia.

Ryo: quando un maggiolino Volkswagen conquistò il futuro

Nel panorama degli anime degli anni '80, dominato da robottoni giganti e supereroi spaziali, nel 1996 arrivò finalmente in Italia un cartone animato che mescolava fantascienza, azione e una buona dose di ironia: "Ryo, un ragazzo contro un impero". Questo anime, prodotto dalla Tatsunoko Productions nel 1983 in 50 episodi, portava sugli schermi italiani una storia tanto originale quanto affascinante, che combinava viaggi nel tempo, amnesia e una vecchia Volkswagen maggiolino in un futuro distopico.

La serie è stata trasmessa per la prima volta dal network giapponese Fuji TV a partire dal gennaio 1983 e in Italia da Italia 1 a partire dal 1996. Il titolo originale era "Mirai Keisatsu Urashiman", che letteralmente significa "Urashiman il poliziotto del futuro", ma la versione italiana scelse di puntare sul nome del protagonista e sul conflitto centrale della storia.

La trama si apriva con una sequenza d'azione mozzafiato: un ragazzo sta guidando la sua automobile ad alta velocità per le strade di Tokyo durante una notte tempestosa, inseguito dalla polizia. L'auto del ragazzo, dopo una brusca svolta viene catturata da un'anomalia spaziotemporale: dal 1983 il giovane si ritrova nell'anno 2050.

Questo incipit cinematografico catapultava immediatamente lo spettatore in una storia ricca di mistero e tensione. Durante il viaggio nel tempo, il ragazzo ha perduto completamente la memoria e non ha idea di chi sia o da dove provenga.

In questa Tokyo del futuro, ribattezzata Neo-Tokyo, ben presto si trova inseguito dalle forze paramilitari dell'impero di "Neocrime", una potente organizzazione criminale guidata da Ludwig, a sua volta agli ordini dell'enigmatico "Supremo". Il capo dell'organizzazione è infatti convinto che il ragazzo, a causa del "salto" temporale, possieda il segreto dell'eterna giovinezza.

Il ragazzo assume quindi il nome di Ryo Urashima ed entra a far parte della "Megapolizia", un corpo d'élite che utilizza armature ad alta tecnologia per il potenziamento del corpo, e comincia a combattere l'impero di "Neocrime". Ma ecco il dettaglio che rendeva unico questo anime: invece delle potenti automobili volanti dell'epoca, Ryo utilizzava una vecchia Volkswagen "maggiolino", anacronistica quanto efficace, con la quale intraprendeva le sue missioni.

Ad accompagnare Ryo nelle sue avventure c'erano due personaggi fondamentali: Claudio, un ufficiale di polizia con il quale aveva instaurato un profondo rapporto di amicizia, e Sophia, una ex-suora disillusa ma dal cuore grande. L'unità era gestita dall'ispettore Gondo Toru, figura paterna che aveva accolto il misterioso ragazzo dal passato.

Un tocco di dolcezza era dato da Myaa, il gatto che aveva fatto il viaggio nel tempo insieme a Ryo ed era uno dei pochi legami con il suo passato perduto. La forza di "Ryo, un ragazzo contro un impero" stava nella sua capacità di bilanciare elementi drammatici e comici.

Da una parte c'era il mistero dell'identità perduta del protagonista e la lotta contro un'organizzazione criminale spietata, dall'altra momenti di pura ironia legati alle disavventure di un ragazzo degli anni '80 catapultato in un futuro ipertecnologico. Il contrasto tra la semplicità del maggiolino Volkswagen e le auto volanti del 2050 era emblematico di questo approccio.

L'anime affrontava anche temi profondi come l'identità, la memoria e il senso di appartenenza. Ryo, privato del suo passato, doveva costruire una nuova identità nel futuro, trovando una famiglia nella squadra di polizia e una missione nella lotta contro il crimine.

La ricerca delle proprie origini era un filo conduttore che attraversava tutta la serie, creando suspense e momenti di grande emotività. La produzione della Tatsunoko, studio famoso per capolavori come "Gatchaman" e "Hurricane Polymar", si distingueva per un'animazione di qualità e un design dei personaggi curato.

Le sequenze d'azione erano dinamiche e spettacolari, mentre i momenti più intimi erano resi con delicatezza e attenzione ai dettagli. In Italia, la sigla "Ryo, un ragazzo contro un impero", con musica di Valeriano Chiaravalle, testo di Alessandra Valeri Manera e interpretata da Marco Destro, divenne rapidamente popolare tra i giovani spettatori.

Il brano riusciva a catturare perfettamente lo spirito avventuroso e misterioso della serie.

Quello che non tutti sanno

L'anime venne trasmesso in diversi paesi europei con titoli completamente diversi: in Germania e Svezia come "Rock 'n Cop", in Finlandia come "Rocki-kyttä" e in Francia come "Super Durand". La Saban Entertainment aveva preparato un adattamento americano intitolato "Rock 'n Cop", ma questa versione non fu mai trasmessa negli Stati Uniti, anche se venne utilizzata come base per i doppiaggi nordeuropei.

La serie fu scritta da Hirohisa Soda, lo stesso sceneggiatore che aveva lavorato a capolavori come "Armored Trooper Votoms" e "Mobile Suit Zeta Gundam". Un dettaglio curioso è che il personaggio di Ryo non aveva la patente di guida nel 1983, eppure si ritrovava a guidare nel futuro un maggiolino che divenne il suo marchio di fabbrica.

La Tatsunoko Productions aveva inserito questo elemento proprio per sottolineare l'ironia di un ragazzo che, senza esperienza di guida legale, si ritrovava a essere uno dei migliori piloti della polizia del futuro.