Rod Stewart: voce roca e fascino rock negli anni Ottanta
Una chioma bionda inconfondibile, una voce graffiata e sexy, e quella capacità unica di trasformare ogni canzone in un inno alla vita: Rod Stewart ha attraversato i decenni reinventandosi continuamente, ma gli anni Ottanta lo vedono protagonista di una delle fasi più brillanti della sua carriera....
Una chioma bionda inconfondibile, una voce graffiata e sexy, e quella capacità unica di trasformare ogni canzone in un inno alla vita: Rod Stewart ha attraversato i decenni reinventandosi continuamente, ma gli anni Ottanta lo vedono protagonista di una delle fasi più brillanti della sua carriera. Il rocker scozzese diventa icona globale del pop-rock, conquistando nuove generazioni con hit indimenticabili.
Il decennio si apre con "Passion" (1980), album che segna una svolta verso sonorità più moderne e radiofoniche. Rod Stewart dimostra la sua capacità di adattarsi ai tempi senza perdere la propria identità artistica.
La sua voce roca e inconfondibile si sposa perfettamente con le produzioni più sofisticate dell'epoca, creando un sound maturo e accessibile. Il vero trionfo arriva nel 1983 con "Baby Jane", brano che conquista le classifiche europee e riporta Rod Stewart ai vertici del successo commerciale.
La canzone, con quel ritmo trascinante e il video coloratissimo in stile anni Ottanta, dimostra come l'artista scozzese riesca a cavalcare le tendenze dell'epoca mantenendo il proprio stile distintivo. "Tonight I'm Yours" (1981) e "Body Wishes" (1983) consolidano la sua presenza nelle hit parade mondiali. Rod Stewart sperimenta con i sintetizzatori e le drum machine, senza mai tradire quella vena rock'n'roll che lo ha reso famoso.
Brani come "Young Turks" e "What Am I Gonna Do" mostrano un artista maturo capace di parlare a diverse generazioni simultaneamente. La metà degli anni Ottanta lo vede protagonista di uno dei comeback più spettacolari della storia del rock con "Do Ya Think I'm Sexy?" rinnovata in chiave dance, seguita da nuovi successi come "Some Guys Have All the Luck" e "Infatuation".
La sua presenza scenica rimane magnetica: concerti esplosivi dove la sua energia contagiosa trasforma ogni performance in una festa collettiva. Rod Stewart degli anni Ottanta rappresenta l'evoluzione perfetta del rock star: da ribelle degli anni Settanta a showman consumato, capace di riempire stadi e di far cantare intere generazioni.
I suoi video musicali diventano piccoli eventi televisivi, caratterizzati da quella teatralità british e da un humour sottile tipicamente scozzese. La sua capacità di interpretare ballad romantiche si alterna a momenti di puro rock'n'roll, dimostrando una versatilità artistica che pochi suoi contemporanei possiedono.
Rod Stewart rimane fedele al proprio pubblico storico mentre conquista nuovi fan, un equilibrio difficilissimo da mantenere nel mondo della musica pop.
Quello che non tutti sanno
Rod Stewart ha una passione smodata per il calcio e il modellismo ferroviario: nella sua villa possiede una ricostruzione in scala perfetta di una stazione ferroviaria americana degli anni Quaranta, alla quale lavora personalmente da decenni. La sua voce roca caratteristica è dovuta a un'operazione alle corde vocali subita in gioventù, che paradossalmente ha contribuito a creare quel timbro inconfondibile.
Durante gli anni Ottanta, Rod Stewart era famoso per i suoi concerti pre-partita negli stadi, dove spesso calciava palloni da calcio tra il pubblico durante le performance. Inoltre, ha venduto oltre 250 milioni di dischi in tutto il mondo, rendendolo uno degli artisti più venduti della storia.
Un dettaglio curioso: Rod Stewart ha sempre scritto i suoi testi a mano con una penna stilografica, considerando la scrittura a computer "troppo fredda" per esprimere emozioni autentiche.