Rockfeller: quando un corvo spagnolo conquistò l'Italia degli anni '80
Era il 1984 quando da oltre i Pirenei arrivò una delle meteore più sorprendenti della televisione italiana. Il corvo Rockfeller, animato dal ventriloquo spagnolo José Luis Moreno, sbarcò sui nostri schermi grazie a Raffaella Carrà che lo aveva notato nella televisione iberica e lo volle nel suo p...
Era il 1984 quando da oltre i Pirenei arrivò una delle meteore più sorprendenti della televisione italiana. Il corvo Rockfeller, animato dal ventriloquo spagnolo José Luis Moreno, sbarcò sui nostri schermi grazie a Raffaella Carrà che lo aveva notato nella televisione iberica e lo volle nel suo programma "Pronto, Raffaella?" nel 1983.
José Luis Moreno, madrileno classe 1947, aveva alle spalle un percorso incredibile: laurea in medicina con specializzazione in neurochirurgia, diploma in pianoforte e violoncello al Conservatorio Reale di Madrid nel 1967, e l'arte del ventriloquio appresa dallo zio Wenceslao Centeno, noto negli Stati Uniti come "Señor Wences". Il successo fu immediato e travolgente.
Rockfeller divenne ospite fisso di Fantastico 5 nel 1984, trasmesso dal Teatro delle Vittorie di Roma il sabato sera, poi partecipò al Dopofestival del Festival di Sanremo dello stesso anno e l'anno successivo calcò addirittura il palco dell'Ariston come concorrente con "La pappa non mi va". La sua presenza si estese a Domenica In su Rai 1, Pentatlon, Odiens e Finalmente Venerdì su Canale 5 tra il 1985 e il 1989.
Il personaggio era un corvo antropomorfo in frac con cilindro nero, che nelle prime apparizioni mostrava un enorme farfallino bianco al collo e l'interno del becco rosa. Successivamente aggiunse il nastrino bianco intorno al cilindro, eliminò il farfallino e l'interno del becco venne ricolorato di rosso.
Il nome richiamava volutamente il miliardario americano John D. Rockefeller, perfetto per un'epoca in cui Dallas e Dynasty dominavano gli ascolti.
Le sue battute irriverenti e il celebre gestaccio accompagnato da "Prendi questo, Pippo!" diretto a Pippo Baudo conquistarono milioni di telespettatori. Il fenomeno esplose nel 1984 con il primo 45 giri italiano contenente la canzoncina omonima, seguita da "Il Corvo Kra-Kra-Krai" scritta da Pippo Caruso e Bruno Broccoli.
Il brano "Rockfeller" entrò in classifica vendendo 350.000 copie, mentre "La pappa non mi va" del 1985 ne vendette 300.000. Le registrazioni musicali vedevano Moreno affiancato dal coro dei Piccoli Cantori di Torre Spaccata, con Antonella Bucci e Federica Rossi, e molte canzoni divennero sigle di Domenica In.
Il merchandising fu imponente: pupazzi di stoffa, gomma e plastica invadevano i negozi di giocattoli di tutta Italia. La popolarità di Moreno cominciò a diminuire dopo il 1985, tanto che decise di proseguire la sua carriera in America Latina per poi tornare in Spagna.
Si ritirò dall'attività di ventriloquo dedicandosi alla produzione televisiva, gestendo la Miramón Mendi e l'Alba Adriatica. Riapparve nostalgicamente nel 2011 a "I Migliori Anni" con Carlo Conti e nel 2013 al Festival di Sanremo con Fabio Fazio.
Non tutti sanno che José Luis Moreno veniva costantemente accusato di non essere un autentico ventriloquo perché muoveva spesso la bocca in modo evidente e usava strategicamente il microfono fisso per nascondere i movimenti delle labbra. Oltre a Rockfeller, Moreno aveva creato altri personaggi: Monchito, un bambino dalla voce stridula che si spacciava per figlio illegittimo del corvo, e Onorio (Macario in Spagna), un contadino baffuto con gambe pelose che furono oggetto di molte battute.
La storia di Moreno ha avuto un epilogo drammatico: nel 2021 è stato arrestato a Madrid con l'accusa di truffa, riciclaggio e associazione a delinquere per un'appropriazione indebita di oltre 50 milioni di euro attraverso 700 società mercantili, con sospetti di coinvolgimento nel riciclaggio di denaro proveniente dal traffico di droga.