Ricky Martin: l’esplosione latina che infiammò gli anni ’90
A cavallo tra gli anni ’90 e 2000, pochi artisti riuscirono a catalizzare l’attenzione globale come Ricky Martin. Con il suo carisma travolgente, i suoi movimenti sensuali e quella miscela esplosiva di ritmi caraibici e pop internazionale, divenne in poco tempo un’icona mondiale. In Italia, il su...
A cavallo tra gli anni ’90 e 2000, pochi artisti riuscirono a catalizzare l’attenzione globale come Ricky Martin. Con il suo carisma travolgente, i suoi movimenti sensuali e quella miscela esplosiva di ritmi caraibici e pop internazionale, divenne in poco tempo un’icona mondiale.
In Italia, il suo volto e la sua voce entrarono nelle case di tutti a partire dal 1999, quando con Livin’ la Vida Loca conquistò radio, TV, classifiche e... cuori. Nato a San Juan, Porto Rico, nel 1971, Ricky Martin iniziò giovanissimo nel gruppo Menudo, una boy band latina celebre negli anni ’80.
Dopo una lunga gavetta tra musica e telenovelas, il grande salto arrivò con la carriera da solista. Già famoso nei Paesi latini con canzoni come María (che in Italia esplose nel 1997 diventando hit da spiaggia e da discoteca), Ricky Martin si preparava a un successo ben più grande.
Il 15 febbraio 1999, si esibì ai Grammy Awards con La Copa de la Vida, colonna sonora dei Mondiali di Francia ’98, facendo letteralmente esplodere il pubblico americano. Da quel momento, fu Ricky-mania.
Livin’ la Vida Loca, She’s All I Ever Had, Shake Your Bon-Bon, e poi Nobody Wants to Be Lonely in duetto con Christina Aguilera: ogni singolo diventava immediatamente tormentone. Con il suo look da "latin lover" moderno – giacca in pelle, sorriso smagliante e passi da ballerino consumato – Ricky Martin ridefinì l’estetica della pop star maschile.
I suoi video, coloratissimi e pieni di energia, passavano ininterrottamente su MTV e Viva, mentre i fan italiani lo seguivano anche nei passaggi televisivi su Rai e Mediaset. Le sue apparizioni al Festivalbar, a Sanremo Estate o nelle serate finali di fine anno erano sempre tra le più attese.
Ma Ricky Martin non fu solo un fenomeno da classifica: portò la cultura latina nel cuore della musica globale. Aprì la strada a un’ondata di artisti di origine ispanica, da Shakira a Enrique Iglesias, in un periodo in cui il mercato anglosassone era ancora restio a mescolare lingue e sonorità.
Con lui, il reggaeton e il pop latino iniziarono la loro ascesa anche in Europa. Negli anni successivi, ha saputo reinventarsi: teatro (memorabile il suo ruolo in Evita a Broadway), TV, impegno sociale, e una sincera apertura sulla sua vita privata, diventando un simbolo di autenticità e coraggio.
Quello che non tutti sanno
Il videoclip di Livin’ la Vida Loca, diretto da Wayne Isham, fu uno dei primi della storia a utilizzare pesantemente effetti digitali in CGI, aprendo la strada al videoclip moderno “da blockbuster”. Inoltre, Ricky Martin fu il primo artista latino a vendere oltre 10 milioni di copie di un album in inglese (Ricky Martin, 1999).
In Italia, María rimase in classifica per più di 30 settimane e fu la canzone più trasmessa dalle radio nell’estate del ’97. E un dettaglio nostalgico: durante il suo primo concerto a Milano, nel 1998, tra il pubblico c’erano anche molti ex fan dei Menudo, ormai cresciuti, che lo avevano seguito fin dall’inizio.
Da idolo teen a icona mondiale, Ricky ha davvero vissuto la “vida loca”... e ce l’ha fatta vivere anche a noi.