Ricchi e Poveri: da quartetto di successo a trio leggendario
C’è stato un tempo in cui bastavano quattro voci armoniose, un sorriso sincero e melodie che sapevano di casa per scalare le classifiche e conquistare milioni di cuori. I Ricchi e Poveri sono stati questo e molto di più: il gruppo che dagli anni ’70 agli anni ’90 ha rappresentato l’Italia del sog...
C’è stato un tempo in cui bastavano quattro voci armoniose, un sorriso sincero e melodie che sapevano di casa per scalare le classifiche e conquistare milioni di cuori. I Ricchi e Poveri sono stati questo e molto di più: il gruppo che dagli anni ’70 agli anni ’90 ha rappresentato l’Italia del sogno, del romanticismo spensierato, delle gite domenicali in macchina con la radio accesa.
Il loro debutto avviene nel 1967, a Genova, in piena esplosione beat. Il gruppo originario era composto da Angela Brambati, Angelo Sotgiu, Franco Gatti e Marina Occhiena: due donne e due uomini, un equilibrio vocale che sarebbe diventato iconico.
Nel 1970 calcano per la prima volta il palco del Festival di Sanremo con “La prima cosa bella”, brano divenuto un classico immortale. Classificati secondi, conquistano tuttavia il pubblico in modo definitivo.
Negli anni successivi, i Ricchi e Poveri diventano una presenza costante nei programmi musicali della RAI, da “Canzonissima” a “Fantastico”. Il loro look sempre sorridente, le coreografie semplici ma coinvolgenti e quella capacità di far cantare tutti, dai nonni ai bambini, li rendono parte della famiglia italiana.
Ma è negli anni ’80 che raggiungono l’apice della popolarità. Nel 1981, dopo l’abbandono di Marina Occhiena per dissidi interni, il trio formato da Angela, Angelo e Franco partecipa di nuovo a Sanremo con un brano che diventerà leggenda: “Sarà perché ti amo”.
Ritmo irresistibile, testo semplice ma emozionante, e una melodia che diventa colonna sonora di un’epoca. È il trionfo: primi in classifica, dischi venduti in tutta Europa, successi anche in America Latina e Russia.
A seguire, hit come “Mamma Maria”, “Voulez-vous danser”, “Made in Italy” e “Se m’innamoro” (Sanremo 1985, primo posto) confermano il gruppo come simbolo di un’Italia che vuole ballare, ridere, amare. Le loro canzoni sono presenti nei juke-box dei bar, nelle feste scolastiche, nei villaggi turistici.
E non è raro sentire una voce accennare un “Dimmi quando tu verrai, dimmi quando, quando, quando...” in ogni angolo d’Italia. La forza dei Ricchi e Poveri sta nella loro capacità di unire generazioni.
Hanno sempre cantato l’amore in tutte le sue sfumature, con testi accessibili e sonorità internazionali, pur restando profondamente italiani. Anche chi non li ha mai amati li conosce, li ha ascoltati almeno una volta, li ha canticchiati senza volere.
Negli anni ’90, pur senza più l’exploit degli anni precedenti, continuano a incidere dischi, a partecipare a trasmissioni e a esibirsi in tour anche all’estero, dove conservano un grande seguito.
Quello che non tutti sanno
Nel 2020, in occasione del Festival di Sanremo, i Ricchi e Poveri tornano in formazione originale dopo 39 anni di separazione, con Marina Occhiena che rientra nel gruppo per un'esibizione-evento. Il momento è storico: i fan di vecchia data si commuovono, e la loro esibizione diventa virale.
Inoltre, pochi ricordano che “Sarà perché ti amo” fu originariamente rifiutata da altri artisti e registrata quasi per caso, diventando poi una delle canzoni italiane più conosciute al mondo, tradotta in spagnolo, francese e portoghese. Il brano “Mamma Maria” fu particolarmente amato nei Paesi dell’Est, tanto che negli anni ’80 fu utilizzato persino in spot televisivi sovietici.