Ransie la strega: amori, incantesimi e segreti nell’adolescenza degli anni ’80

Ransie la strega, il cartone anni 80 sull'amore tra una strega e un umano: incantesimi, gelosie e sentimenti veri che parlano ancora oggi.

Ransie la strega: amori, incantesimi e segreti nell’adolescenza degli anni ’80

Quando Ransie la strega arrivò in Italia il 7 gennaio 1987 su Italia 1, il pomeriggio non fu più lo stesso. Gli episodi, trasmessi inizialmente ogni mercoledì e venerdì alle 17:30, catturarono il cuore di migliaia di ragazzi e ragazze, grazie a un mix irresistibile di magia, scuola, primi amori e situazioni comiche dal sapore teen.

Il titolo originale giapponese era Tokimeki Tonight ("Palpitazioni stanotte"), andato in onda in patria dal 1982 al 1983 con 34 episodi, tratto dal manga di Koi Ikeno, molto più lungo e articolato. Ransie Lupescu è una normale studentessa...

almeno in apparenza. In realtà è la figlia di un vampiro e di una lupa mannara che vivono tra gli umani sotto falsa identità.

Ransie ha un potere bizzarro e irresistibile: quando morde qualcuno, lo trasforma temporaneamente in un animale, oggetto o persona a seconda del suo pensiero del momento. La magia, però, è un problema più che un vantaggio: deve nascondere la sua vera natura, perché nel Mondo Magico è vietato innamorarsi degli esseri umani.

E lei, naturalmente, è follemente innamorata di Paul, un compagno di classe bello, sportivo e del tutto ignaro del suo segreto. La forza della serie sta nell’intreccio di mondi: da una parte la normale quotidianità scolastica con interrogazioni, gelosie e gite; dall’altra il regno del sovrannaturale popolato da creature inquietanti ma buffe, con regole ferree e minacce concrete.

L’ansia di Ransie di essere scoperta, la lotta tra cuore e dovere, l’adolescenza vissuta tra due mondi: tutto questo risuonava fortemente nei giovani spettatori dell’epoca. L’umorismo era una componente centrale.

Il padre, un vampiro severo ma goffo, la madre una lupacchiotta dal cuore tenero, e il fratellino Ronny, già in piena fase “mostruosa”, creavano gag irresistibili. Ma non mancavano momenti toccanti, con Ransie che spesso si ritrovava a riflettere sulla sua identità, sul significato dell’amore e sul desiderio di sentirsi accettata per ciò che è.

In Italia la sigla, cantata da Cristina D’Avena, divenne subito un cult, contribuendo al successo della serie e fissando nella memoria collettiva frasi come “Ransie la strega non sa che l’amore non è una magia”. E infatti non lo era: era molto di più.

Un’energia dolce e struggente, come quella che si prova tra i banchi di scuola quando si cresce, ci si innamora e si impara a essere se stessi.

Quello che non tutti sanno

Il manga originale di Tokimeki Tonight è molto più lungo e complesso rispetto all’anime: durato ben 12 anni, dal 1982 al 1994, comprende oltre 30 volumi e racconta tutta la storia d’amore tra Ransie e Paul, fino al matrimonio e alla nascita della loro figlia, Karin. Quest’ultima è la protagonista di una seconda serie, mai animata, che continua le vicende nel Mondo Magico.

Inoltre, il finale dell’anime fu inventato appositamente per la TV giapponese, poiché il manga era ancora in corso: ciò lasciò molti fan italiani spaesati, perché la serie si concludeva in modo aperto, senza una vera risoluzione. Solo chi scoprì il manga anni dopo riuscì a conoscere il destino di Ransie.