Raffaella Carrà: regina assoluta della TV anni '80
Gli anni Ottanta furono il decennio della definitiva consacrazione di Raffaella Carrà come regina assoluta della televisione italiana. Dopo aver dominato i sabati sera del decennio precedente, la showgirl bolognese conquistò una nuova dimensione televisiva, quella del mezzogiorno, rivoluzionando ...
Gli anni Ottanta furono il decennio della definitiva consacrazione di Raffaella Carrà come regina assoluta della televisione italiana. Dopo aver dominato i sabati sera del decennio precedente, la showgirl bolognese conquistò una nuova dimensione televisiva, quella del mezzogiorno, rivoluzionando per sempre il modo di fare televisione e aprendo una fascia oraria che fino ad allora era considerata "deserta" dal punto di vista televisivo.
Il momento cruciale arrivò nel 1983, quando la Rai decise di rispondere allo strapotere di Canale 5 nella fascia del mezzogiorno, dove Mike Bongiorno e Corrado dominavano con i loro quiz show. L'idea di creare un programma per quella fascia oraria venne a Gianni Boncompagni, il geniale regista che aveva già legato il suo nome a successi radiofonici come "Bandiera Gialla" e "Alto Gradimento" insieme a Renzo Arbore.
Inizialmente, Boncompagni e Giancarlo Magalli, che figurava tra gli autori insieme a Lianella Carell, avevano pensato a Gianni Morandi per condurre questo nuovo formato. Il cantante aveva mostrato interesse per il progetto, ma alla fine si ritirò dichiarando: "Tutti i giorni non ce la faccio".
Fu allora che Boncompagni pronunciò la frase che avrebbe cambiato la storia della televisione italiana: "Mettiamo Raffaella". Nacque così "Pronto, Raffaella?", che debuttò il 19 settembre 1983 alle ore 12:05 su Rai Uno.
Il programma rappresentò una vera e propria rivoluzione televisiva: per la prima volta una produzione originale occupava stabilmente la fascia del mezzogiorno, dal lunedì al venerdì, con una conduttrice che fino ad allora era stata identificata esclusivamente con i grandi show del sabato sera. Lo studio fu allestito come un accogliente salotto domestico, con divani colorati, piante e una scenografia che sembrava davvero l'appartamento di Raffaella.
Sullo sfondo, una grande finestra mostrava una diversa veduta di Roma per ogni puntata (150 in totale), riflettendo anche le condizioni meteorologiche della capitale. Questa scenografia "casalinga" fece scuola e divenne il modello per tutti i talk show successivi, da "Tappeto Volante" di Luciano Rispoli fino a "I Fatti Vostri".
Il successo fu immediato e straordinario. Gli ascolti superarono rapidamente i 4 milioni di spettatori, con punte che toccavano i 9 milioni e una media di 4,5 milioni.
In alcune occasioni, come durante l'intervista a Madre Teresa di Calcutta il 13 aprile 1984, si raggiunsero i 14 milioni di telespettatori, cifre oggi impensabili per qualsiasi programma televisivo. La formula vincente di "Pronto, Raffaella?" si basava sull'interazione diretta con il pubblico attraverso telefonate in diretta, lettere dei telespettatori e giochi.
Raffaella non era più solo una conduttrice, ma diventava una "padrona di casa" che invitava milioni di italiani nel suo salotto televisivo. La sua capacità di creare empatia era tale che alcune persone le attribuivano addirittura poteri miracolosi: una madre confessò in diretta che la figlia, affetta da disturbi della parola, era riuscita a pronunciare per la prima volta "Raffaella ti amo".
Il momento più iconico del programma divenne il famoso "gioco dei fagioli", ideato dallo stesso Boncompagni che, anni dopo, ammise di averlo copiato da un programma che andava in onda su Tele Libera Firenze condotto da una giovanissima Cesara Buonamici. Il meccanismo era semplicissimo: i telespettatori dovevano indovinare quanti fagioli fossero contenuti in un barattolo di vetro trasparente.
A ogni risposta sbagliata, il montepremi saliva di centomila lire, e Raffaella indicava se la cifra detta era troppo alta o troppo bassa. Il numero finale, che divenne leggendario, era 10.943.
Di puntata in puntata si creava una suspense crescente, alimentata dall'aumento del montepremi e dall'avvicinarsi al momento della soluzione finale. Wikipedia parla addirittura di una sorta di "orgasmo televisivo collettivo" quando finalmente venne rivelato il numero esatto.
Il gioco divenne un fenomeno culturale che coinvolse tutta l'Italia, tanto che ancora oggi è considerato il gioco televisivo per antonomasia di quella generazione. Il programma non mancava di momenti musicali e di spettacolo: Raffaella cantava le sigle "Fatalità" (sostituita nella seconda edizione da "Che Dolor") e si esibiva in balletti, mantenendo vivo quello spirito di varietà che l'aveva resa famosa.
Tra i collaboratori del programma figurava anche un giovane Fabio Fazio, che muoveva i primi passi come comico-imitatore, e l'uomo robot David Zed (David Kirk Traylor). Tra gli ospiti più memorabili, oltre alla già citata Madre Teresa di Calcutta, ci furono Nilde Iotti (Presidente della Camera dei deputati), che rappresentò un momento di grande prestigio istituzionale per il programma.
Particolarmente toccante fu la puntata del 24 dicembre 1984, quando Raffaella apparve visibilmente commossa dopo l'attentato al Treno Rapido 904 del giorno precedente, che aveva causato 16 morti e 267 feriti. In segno di rispetto, quel giorno i giochi telefonici furono sospesi.
Il successo di "Pronto, Raffaella?" valse alla Carrà nel 1984 il titolo di "Personaggio Televisivo femminile a livello europeo" consegnato dall'European TV Magazines Association. Il programma divenne oggetto di studio da parte di televisioni di tutto il mondo: Stati Uniti, Jugoslavia, Argentina, Francia, Spagna, Germania e altri paesi analizzarono il format, e alcuni come Germania, Spagna e Argentina ne copiarono addirittura la formula.
Raffaella condusse il programma per due stagioni, dal 1983 al 1985. L'anno successivo, il testimone passò a Enrica Bonaccorti con "Pronto, chi gioca?", che ottenne discreto successo per altri due anni.
Nel 1987, l'ultima versione "Pronto, è la Rai?" fu condotta da Giancarlo Magalli e Simona Marchini. Nel frattempo, Raffaella continuava la sua dominazione televisiva degli anni Ottanta.
Nel 1982 aveva già trionfato con "Fantastico 3", sempre in coppia con Renato Zero, raggiungendo una media di 25 milioni di spettatori e cantando la celeberrima sigla "Ballo ballo". Nel 1985-1986 condusse "Buonasera Raffaella", versione di prima serata di "Pronto, Raffaella?", con le prime dieci puntate trasmesse da Roma e le ultime cinque dagli studi della Rai Corporation di New York, visibili in tutto il Nord e Sud America grazie a Rai International.
Nella stagione successiva arrivò "Domenica In" (1986), dove Raffaella cantò sia la sigla d'apertura "Curiosità" (una delle prime sigle italiane realizzate con grafiche computerizzate) che quella di chiusura "Casa dolce casa". Fu proprio durante "Domenica In" che Raffaella visse uno dei momenti più toccanti della sua carriera televisiva, quando rese omaggio alla madre morta nel 1987 dedicandole il brano "I Thank You Life".
Il 1987 segnò una svolta importante: Raffaella lasciò la Rai per un contratto miliardario di due anni con la Fininvest di Silvio Berlusconi. La prima apparizione su Canale 5 avvenne il 27 dicembre 1987 con lo speciale "Benvenuta Raffaella", che mostrava il dietro le quinte del suo nuovo show.
Gli anni Ottanta rappresentarono quindi il periodo di massimo splendore per Raffaella Carrà, che riuscì a reinventarsi completamente passando dai fasti del varietà serale alla conquista della televisione quotidiana e familiare. La sua capacità di adattarsi ai cambiamenti del mezzo televisivo, mantenendo sempre la sua personalità unica, la consacrò definitivamente come "la regina della televisione italiana".
Quello che non tutti sanno
Il famoso gioco dei fagioli di "Pronto, Raffaella?" nascondeva un segreto che Gianni Boncompagni rivelò anni dopo: l'idea fu copiata da un programma che andava in onda su una televisione privata toscana, Tele Libera Firenze, dove era condotto da una giovanissima Cesara Buonamici, futura giornalista di Mediaset. Inoltre, Raffaella non conosceva mai in anticipo la risposta corretta del gioco per non tradirsi involontariamente durante la conduzione.
Il numero finale dei fagioli, 10.943, divenne così leggendario che ancora oggi molti italiani lo ricordano a memoria. Un'altra curiosità riguarda la scenografia: le diverse vedute di Roma che apparivano nella finestra dello studio erano tutte dipinte a mano e venivano modificate ogni giorno per riflettere le condizioni meteorologiche reali della capitale.
Il successo del programma fu tale che il termine "carrambata" (derivato dal successivo "Carramba! Che sorpresa") entrò nel vocabolario italiano comune e fu inserito nei dizionari ufficiali della lingua italiana.