Quando Hulk Hogan fece esplodere l'Hulkamania in Italia

Era il 23 gennaio 1984 quando il mondo del wrestling cambiò per sempre. Al Madison Square Garden di New York, un biondone con i baffi e una bandana gialla riuscì nell'impresa che nessuno prima di lui aveva mai compiuto: liberarsi dalla micidiale presa "Camel Clutch" dell'Iron Sheik e conquistare ...

Quando Hulk Hogan fece esplodere l'Hulkamania in Italia

Era il 23 gennaio 1984 quando il mondo del wrestling cambiò per sempre. Al Madison Square Garden di New York, un biondone con i baffi e una bandana gialla riuscì nell'impresa che nessuno prima di lui aveva mai compiuto: liberarsi dalla micidiale presa "Camel Clutch" dell'Iron Sheik e conquistare il WWF Championship.

In quel preciso istante nacque l'Hulkamania, un fenomeno che avrebbe conquistato il pianeta, Italia compresa. Hulk Hogan, all'anagrafe Terry Eugene Bollea, divenne immediatamente il simbolo della World Wrestling Federation.

Con il suo fisico imponente, i caratteristici baffi biondi e la rituale distruzione della maglietta prima di ogni match, incarnava perfettamente l'eroe americano che tutti stavano aspettando. La sua celebre frase "Whatcha gonna do, brother?" divenne il grido di battaglia di milioni di bambini in tutto il mondo.

L'Italia scoprì Hogan attraverso le prime trasmissioni televisive del wrestling americano, che arrivarono nel nostro paese verso la metà degli anni '80. I bambini italiani rimasero ipnotizzati da questo gigante buono che predicava i valori della preghiera, delle vitamine e dell'allenamento. "Say your prayers, take your vitamins" era il suo mantra, e migliaia di piccoli fan lo ripetevano davanti alla TV.

Il 31 marzo 1985, alla prima edizione di WrestleMania, Hogan fece coppia con l'attore Mr. T e sconfisse "Rowdy" Roddy Piper e "Mr Wonderful" Paul Orndorff.

Questo evento segnò l'inizio della "Rock 'n' Wrestling Connection", la rivoluzione che trasformò il wrestling da sport di nicchia a fenomeno di massa. In Italia, questo si tradusse in un'esplosione di popolarità che coinvolse bambini e teenager.

Ma il momento più iconico della carriera di Hogan arrivò il 29 marzo 1987 a WrestleMania III. Davanti a 93.173 spettatori paganti al Silverdome di Pontiac, il match contro André the Giant divenne leggenda.

L'immagine di Hogan che solleva il gigante francese per scaraventarlo al tappeto con il suo celebre "body slam" è ancora oggi uno dei momenti più epici nella storia del wrestling. In Italia, quel match fu raccontato e riraccontato in ogni cortile di scuola.

Il fenomeno Hulkamania non si limitò al ring. Nel 1985 debuttò il cartone animato "Hulk Hogan's Rock 'n' Wrestling", che dal 1990 fu trasmesso anche in Italia su Italia 7 con il titolo "I campioni del wrestling".

Era la prima volta che il wrestling diventava un prodotto di intrattenimento a 360 gradi, con merchandise, giocattoli e persino album musicali. La canzone d'entrata di Hogan, "Real American", divenne un vero e proprio inno.

Le note di quella musica facevano letteralmente esplodere il pubblico, e anche in Italia i bambini la canticchiavano. Era la colonna sonora dell'ottimismo anni '80, dell'America che vinceva sempre e dell'eroe che non perdeva mai.

Hogan conquistò il WWF Championship per cinque volte consecutive, con il regno più lungo degli anni '80 che durò per 1474 giorni. Era praticamente invincibile, e questa sua caratteristica lo rese il wrestler perfetto per i bambini: sapevano sempre chi tifare e che il loro eroe avrebbe vinto alla fine.

La sua popolarità in Italia raggiunse l'apice quando apparve nel film "Rocky III" del 1982, interpretando il wrestler Thunderlips che sfidava Rocky Balboa sul ring. Vedere Hulk Hogan confrontarsi con Sylvester Stallone rese il personaggio ancora più mitico agli occhi del pubblico italiano, già innamorato del cinema americano.

Gli anni '90 portarono una svolta drammatica. Nel 1996, Hogan scioccò il mondo passando alla WCW e diventando "Hollywood" Hogan, il leader malvagio del New World Order.

Con i capelli tinti di nero e la barba, rappresentava tutto quello che aveva combattuto prima. Fu una rivoluzione che dimostrò quanto fosse grande la sua capacità di reinventarsi.

Ma per i bambini degli anni '80 italiani, Hulk Hogan rimarrà sempre l'eroe in rosso e giallo che strappava la maglietta e faceva il suo celebre "flex" dei bicipiti. Era il simbolo di un'epoca in cui credere negli eroi era ancora possibile, e il wrestling era pura magia.

Quello che non tutti sanno

Hulk Hogan ha origini italiane: suo nonno Pietro Bollea nacque nel 1886 a Cigliano, un piccolo comune di circa 4.500 abitanti in provincia di Vercelli. Il vero nome di Hogan gli fu dato in onore del personaggio dei fumetti Hulk, dopo una comparsata televisiva accanto a Lou Ferrigno, l'attore che interpretava l'Incredibile Hulk.

Hogan ha subito oltre 25 interventi chirurgici nella sua carriera, principalmente alla schiena e alle ginocchia, perdendo quasi 8 centimetri di altezza a causa dei danni alla colonna vertebrale. Il suo celebre "leg drop" (la mossa finale dove si lasciava cadere con la gamba sul petto dell'avversario) gli ha causato gravi problemi alla schiena che lo tormentano ancora oggi.

Nel 1987, la WWE produsse "The Wrestling Album", il primo disco della federazione con canzoni cantate dai wrestler, dove Hogan interpretò "Real American". Durante gli anni '80, era il wrestler che vendeva più merchandising al mondo, con gadget, magliette e action figures che superavano di gran lunga le vendite di qualsiasi altro atleta della WWE, rendendo l'Hulkamania un vero e proprio impero commerciale.