Postalmarket: lo shopping che arrivava nella cassetta della posta

Negli anni ’80 e ’90, prima dell’arrivo di internet e degli e-commerce, il sogno di milioni di italiani arrivava su carta patinata, tra le mani, dentro casa. Si chiamava Postalmarket ed era molto più di un semplice catalogo: era un portale magico sul mondo dei desideri. Vestiti, giochi, elettrodo...

Postalmarket:  lo shopping che arrivava nella cassetta della posta

Negli anni ’80 e ’90, prima dell’arrivo di internet e degli e-commerce, il sogno di milioni di italiani arrivava su carta patinata, tra le mani, dentro casa. Si chiamava Postalmarket ed era molto più di un semplice catalogo: era un portale magico sul mondo dei desideri.

Vestiti, giochi, elettrodomestici, profumi, regali di Natale, lingerie, articoli per la casa... tutto ordinabile con una telefonata o una cartolina. E tutto racchiuso in una pubblicazione che, per molti, aveva lo stesso fascino di una rivista patinata.

Nato nel 1959 da un’idea di Anna Bonomi Bolchini e ispirato al modello americano di Sears, Postalmarket esplose davvero negli anni ’80, diventando un fenomeno culturale e familiare. Ogni casa, dal Nord al Sud, aveva almeno una copia del catalogo sulla credenza o sotto il tavolo della cucina.

Si sfogliava con calma, si cerchiava con la penna il prodotto desiderato, si parlava in famiglia per scegliere “quel regalo per la cresima” o “quel vestito per Natale”. Ma il suo segreto era anche visivo.

Quelle pagine erano un mix di aspirazione e realtà: modelle bellissime accanto a prodotti utili, fotografie eleganti accanto a offerte di uso quotidiano. C’erano le grucce per il cambio di stagione e, nella pagina accanto, la biancheria intima di pizzo nero che faceva arrossire i ragazzini.

Postalmarket era anche il primo contatto con un’estetica più adulta, più sensuale, per chi stava crescendo. Le sezioni di lingerie erano tanto attese quanto “proibite”, passate sottobanco tra compagni di scuola con aria complice.

Il successo di Postalmarket stava nel suo linguaggio rassicurante: niente lusso sfrenato, ma sogni accessibili. Ogni articolo aveva una descrizione dettagliata, un prezzo trasparente, un codice da segnare sul modulo d’ordine.

Bastava compilare, imbustare e attendere. L’attesa era parte dell’esperienza: aspettare il postino, controllare la cassetta della posta, emozionarsi all’arrivo del pacco era un piccolo rito.

Negli anni ’90, l’arrivo della concorrenza — come il catalogo Vestro — e poi l’esplosione di internet ne rallentarono l’ascesa. L’ultima edizione cartacea storica fu pubblicata nel 2003.

Da allora, Postalmarket ha tentato più volte di rinascere, anche in forma digitale, mantenendo il suo fascino vintage.

Quello che non tutti sanno

Le edizioni natalizie di Postalmarket erano così richieste che la tiratura superava i 4 milioni di copie: in pratica, una casa su tre ne riceveva una. Tra le modelle che posavano per il catalogo ci furono anche future star come Monica Bellucci, Michelle Hunziker e Federica Moro, Miss Italia 1982.

Inoltre, l’azienda aveva un proprio call center interno già negli anni ’80, con un numero verde che riceveva oltre 10.000 chiamate al giorno nei periodi di punta. Il catalogo veniva stampato vicino a Udine e spedito da un centro logistico all’avanguardia per l’epoca, capace di evadere migliaia di ordini al giorno.

Un dettaglio curioso? Alcune famiglie conservavano il catalogo Postalmarket per anni, usandolo come libro dei sogni, anche quando gli articoli non erano più disponibili.