Pollyanna: il gioco della felicità che insegnò a sorridere anche nei momenti più bui
Pollyanna, la bambina del sorriso nei cartoni anni 80: il gioco della felicità e i valori che questa serie ha trasmesso a una generazione.
Nell'estate del 1987, precisamente dal 12 giugno al 26 settembre, Italia 1 trasmise per la prima volta una serie animata destinata a lasciare un segno indelebile nel cuore di migliaia di bambini e adulti. Pollyanna, dodicesimo titolo del prestigioso World Masterpiece Theater della Nippon Animation, portava sugli schermi italiani una filosofia di vita rivoluzionaria: il "gioco della felicità", un modo speciale di affrontare le avversità trovando sempre un motivo per sorridere.
La serie, composta da 51 episodi di 24 minuti ciascuno, era stata prodotta in Giappone nel 1986 e trasmessa su Fuji TV dal 12 gennaio al 28 dicembre dello stesso anno. Basata sui romanzi "Pollyanna" e "Pollyanna cresce" di Eleanor H.
Porter (rispettivamente del 1913 e del 1915), l'anime si inseriva perfettamente nella tradizione del World Masterpiece Theater di adattare i grandi classici della letteratura per ragazzi. La protagonista è Pollyanna Whittier, una bambina di otto anni che vive insieme al padre John, pastore della chiesa locale, in un piccolo villaggio tra le montagne.
La sua infanzia è segnata dalla perdita precoce della madre, ma grazie agli insegnamenti paterni ha imparato il "gioco della felicità": un particolare modo di vedere la vita sempre in positivo, nonostante le avversità. Il padre le ha spiegato che il Signore vuole che tutti siano felici, dato che nella Bibbia la parola "gioia" e i suoi derivati compaiono ben 600 volte.
La tragedia colpisce nuovamente quando, nel secondo episodio, anche il padre muore per un infarto, lasciando Pollyanna completamente orfana. Dopo un breve periodo trascorso presso una premurosa coppia di compaesani, la bambina riceve una lettera dalla zia paterna Miss Polly Harrington, che si offre di accoglierla nella sua casa a Beldingsville.
L'accoglienza, però, è tutt'altro che calorosa: la zia aveva sempre detestato il cognato perché aveva spinto la sorella Jenny in una vita modesta contro il volere della famiglia benestante. Miss Polly Harrington è una donna fredda e austera, abituata a una vita ordinata e priva di emozioni.
La sua grande casa vittoriana rispecchia il suo carattere: tutto è perfetto ma privo di calore umano. Tuttavia, la piccola Pollyanna, con la sua innata capacità di trovare il lato positivo in ogni situazione, inizia lentamente a sciogliere il ghiaccio che circonda il cuore della zia.
Il processo di trasformazione non è immediato né facile. Pollyanna deve adattarsi a regole rigide, orari precisi e a un'atmosfera completamente diversa da quella familiare e amorevole in cui era cresciuta.
Ma la sua filosofia del "gioco della felicità" diventa contagiosa: quando le viene assegnata una stanzetta fredda e spoglia nella soffitta, invece di lamentarsi, Pollyanna si rallegra per la splendida vista che ha dalla finestra. Gradualmente, la bambina conquista non solo la zia, ma anche Nancy, la fedele cameriera di casa Harrington, e tutti gli abitanti del paese.
La sua capacità di vedere il bene in ogni persona e situazione trasforma la vita di chi la circonda. Tra i personaggi più significativi c'è il dottor Thomas Chilton, ex fidanzato di zia Polly, con cui la donna aveva rotto ogni rapporto dopo una discussione proprio riguardo al padre di Pollyanna.
Un altro personaggio fondamentale è John Pendelton, un uomo burbero e solitario che vive isolato da dieci anni dopo essere stato rifiutato da Jenny Harrington, la madre di Pollyanna. Quando Pollyanna lo incontra ferito nel bosco e si prende cura di lui, tra i due nasce un'amicizia speciale.
Pendelton trova nella bambina l'affetto che gli mancava e arriva persino a chiederle di essere adottata da lui, ma Pollyanna, pur affezionatissima, rifiuta perché ha già la sua zia. Fondamentale è anche l'amicizia con Jimmy Bean, un orfano che diventa il migliore amico di Pollyanna.
Jimmy viene poi adottato dal signor Pendelton, creando una famiglia alternativa basata sull'affetto reciproco piuttosto che sui legami di sangue. Nella loro amicizia si riflette uno dei temi centrali della serie: l'importanza dei rapporti umani autentici oltre le convenzioni sociali.
Il momento più drammatico della serie arriva quando Pollyanna, correndo per annunciare una bella notizia, viene investita da un'automobile e perde l'uso delle gambe. Per la prima volta, nemmeno il "gioco della felicità" sembra funzionare: la bambina cade in una profonda depressione, scoprendo cosa significhi davvero la disperazione.
È il dottor Chilton a ridare speranza, riuscendo a trovare il dottor Ames, un chirurgo di Boston specializzato in questo tipo di operazioni. Durante la convalescenza a Boston, Pollyanna viene affidata a Ruth Carew, una donna ricca ma profondamente depressa per la scomparsa del nipotino Jamie Kent.
Anche in questa situazione difficile, la bambina riesce a portare la sua luce, aiutando Ruth a ritrovare la gioia di vivere e a adottare James, un bambino orfano. La scoperta che Jimmy Bean è in realtà il vero Jamie Kent, nipote di Ruth, aggiunge un tocco di destino alla storia, anche se Jimmy decide di rimanere con il signor Pendelton.
L'operazione del dottor Ames, nonostante le scarse probabilità di successo (solo il 20%), riesce perfettamente, permettendo a Pollyanna di tornare a camminare. Il suo ritorno a Beldingsville è un trionfo: l'intera comunità si è mobilitata per sostenerla, dimostrando quanto la sua filosofia di vita abbia trasformato tutti.
Il doppiaggio italiano, curato presso lo Studio P.V. di Milano sotto la direzione di Enrico Carabelli, fu di altissima qualità. La voce di Pollyanna era interpretata da Dania Cericola, mentre zia Polly era doppiata da Paola Tovaglia.
Una particolarità dell'edizione italiana è che l'intera serie diventa un flashback narrato dalla voce adulta di Pollyanna, elemento assente nell'originale giapponese. La sigla italiana "Pollyanna", interpretata da Cristina D'Avena su testo di Alessandra Valeri Manera e musiche di Carmelo Carucci, divenne immediatamente un classico.
Con i suoi versi "Pollyanna che sa che in ogni viso nascosto c'è un sorriso e lo conquisterà", catturava perfettamente l'essenza del personaggio e della serie. Pollyanna non era semplicemente un cartone animato, ma una vera e propria lezione di vita.
In un'epoca in cui molte produzioni per ragazzi si limitavano all'intrattenimento, questa serie affrontava temi profondi come la perdita, il dolore, la resilienza e la capacità di trasformare la sofferenza in crescita personale. Il "gioco della felicità" non era un'ingenua forma di ottimismo, ma una scelta consapevole di cercare sempre un elemento positivo anche nelle situazioni più difficili.
La serie ebbe un impatto culturale così profondo che nel 1978 due psicologi, Margaret Matlin e David Stang, coniarono il termine "sindrome di Pollyanna" per descrivere la tendenza a ricordare eventi piacevoli più accuratamente di quelli spiacevoli. Questo dimostra quanto il personaggio avesse trasceso la dimensione dell'intrattenimento per diventare un riferimento psicologico e culturale.
Quello che non tutti sanno
Nell'anime l'età di Pollyanna fu ridotta rispetto al romanzo originale per renderla più giovane e innocente: nei libri di Eleanor H. Porter la protagonista inizia la storia a undici anni, mentre nella serie animata ne ha solo otto.
Questo espediente fu utilizzato anche in altre produzioni del World Masterpiece Theater come "Cantiamo insieme" e "Papà Gambalunga". Inoltre, il famoso episodio degli arcobaleni creati dai ciondoli di vetro dell'abat-jour nella casa del signor Pendelton non esisteva nel romanzo originale, ma fu aggiunto dagli sceneggiatori giapponesi per sottolineare visivamente il tema della trasformazione della tristezza in bellezza.
Infine, Pon Pon, l'inseparabile scoiattolo di Pollyanna, era un'invenzione completamente originale dell'anime, creato per aggiungere un elemento di tenerezza e per rappresentare il legame speciale della protagonista con la natura, tema ricorrente nelle produzioni della Nippon Animation.