​Piedone: il gelato a forma di piede che fece impazzire i bambini

Era il 1981 quando sui cartelloni di latta dei bar italiani comparve una delle creazioni più bizzarre e geniali della storia del gelato confezionato: il Piedone di Eldorado. Un gelato dalla forma inequivocabile di piede umano che, nonostante l'associazione poco appetitosa, conquistò immediatament...

​Piedone: il gelato a forma di piede che fece impazzire i bambini

Era il 1981 quando sui cartelloni di latta dei bar italiani comparve una delle creazioni più bizzarre e geniali della storia del gelato confezionato: il Piedone di Eldorado. Un gelato dalla forma inequivocabile di piede umano che, nonostante l'associazione poco appetitosa, conquistò immediatamente il cuore dei bambini italiani.

Il Piedone era uno stecco di gelato alla vaniglia e fragola a forma di enorme piede, con la consistenza cremosa al gusto di fragola che invitava a mangiarlo cominciando dalle dita. La forma era perfettamente riconoscibile: cinque dita ben definite, l'arco plantare, il tallone, tutto riprodotto con precisione quasi anatomica ma in versione rosa confetto.

L'idea di creare un gelato a forma di piede poteva sembrare folle, eppure fu un successo straordinario. I bambini erano affascinati dalla possibilità di "leccare un piede" senza scandalo, anzi con l'approvazione dei genitori.

Era una trasgressione innocente, un gioco gustoso che trasformava il momento del gelato in un'esperienza divertente e un po' ribelle. Ne furono proposte diverse versioni: con un lato ricoperto di cioccolato o variegato all'amarena con l'alluce ricoperto.

Oltre al gusto classico dei primi anni '80, negli anni successivi fu un trionfo anche il Piedone con il ditone al cioccolato e quello con un vortice alla fragola di una tonalità più intensa. La pubblicità era memorabile quanto il prodotto stesso.

Lo spot più conosciuto degli anni '90 mostrava un gruppetto di bambini accompagnati da Eldoleo, il simpatico leone della Eldorado, che cantavano: "destra o sinistra e viceversa, quale piede è il più estroverso? È Piedone il gelatone col cacao sul ditone.

Gioca, gioca, mangia, mangia, mangia e gioca col Piedone!" Il Piedone vantava strisce pubblicitarie disegnate da Jacovitti, il celebre fumettista italiano creatore di Cocco Bill. Erano presenti anche le pubblicità cartacee degli anni '80 sulle pagine del giornalino Topolino, dove il gelato a forma di piede conquistava l'attenzione dei giovani lettori.

Il prezzo era accessibile: costava circa 350 lire, una cifra ragionevole per un gelato che offriva non solo gusto ma anche divertimento. Era perfetto per le merende estive, le gite al mare, i pomeriggi in oratorio: ovunque ci fossero bambini con voglia di dolce e di gioco.

Nonostante il successo, molti bambini non riuscivano mai a finirlo completamente, forse per le dimensioni generose o per l'eccessiva fragolosità che dopo un po' portava alla nausea. Ma questo non diminuiva il fascino del prodotto, anzi aggiungeva una sfida personale al piacere del consumo.

La scomparsa del Piedone arrivò con la fine dell'era Eldorado. Dal 1998 l'azienda fu incorporata nel marchio Algida, di proprietà Unilever, e molti dei prodotti più creativi e bizzarri scomparvero dai freezer italiani.

Il Piedone tentò un ritorno nel 2015, ma se ne persero presto di nuovo le tracce.

Quello che non tutti sanno

L'azienda Eldorado fu fondata nel 1952 a Milano dal commendatore Gino Zanetti e divenne famosa per essere stata la prima a sponsorizzare una vettura da corsa non legata al mondo automobilistico: la Maserati "Eldorado" guidata da Stirling Moss nel 1958. Il simbolo dell'azienda, inizialmente un cowboy, dopo l'acquisizione Unilever divenne il leone Eldoleo, disegnato prima da Guido Silvestri (Silver, creatore di Lupo Alberto) e poi rifatto da Guido Cavazzano.

Eldorado fu anche la prima azienda a far debuttare Topo Gigio nel Carosello televisivo nel 1958 per pubblicizzare il gelato Camillino. Il Piedone divenne così iconico che ancora oggi è considerato uno dei gelati più originali mai creati, simbolo di un'epoca in cui l'industria dolciaria osava sperimentare forme e concetti che oggi sembrerebbero impensabili.