Peline Story: il coraggio di una bambina tra povertà, viaggi e speranza

Peline Story, il cartone anni 80 sulla bambina coraggiosa: viaggio tra povertà, speranza e determinazione che commosse una generazione.

Peline Story: il coraggio di una bambina tra povertà, viaggi e speranza

Era il 21 settembre 1981 quando su Rai 1, ogni pomeriggio alle 17:00, arrivò Peline Story, un anime giapponese che commosse profondamente i bambini italiani cresciuti tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80. Prodotto dalla Nippon Animation nel 1978, Perrine Monogatari faceva parte del prestigioso progetto World Masterpiece Theater, che portò sullo schermo i grandi classici della letteratura per ragazzi.

La serie, composta da 53 episodi, è ispirata al romanzo En Famille (1893) della scrittrice francese Hector Malot, lo stesso autore da cui fu tratto anche Remi – Le sue avventure. Protagonista della storia è Peline (Perrine nell’originale), una ragazzina di 13 anni dai capelli castani e dallo sguardo profondo, che intraprende un viaggio doloroso e avventuroso insieme alla madre malata e al fedele asinello Palikare.

Dopo la morte del padre, un ingegnere francese morto in India, madre e figlia iniziano un lungo cammino verso Maraucourt, nel nord della Francia, dove vive il nonno di Peline, un uomo ricchissimo e severo, che però non ha mai accettato il matrimonio del figlio con una straniera. Peline, per paura di essere respinta, decide di non rivelare subito la propria identità.

È l’inizio di un racconto emozionante fatto di fatiche, rinunce, incontri, malattie e piccole gioie quotidiane. Peline affronta tutto con coraggio, si adatta ai lavori più umili, sopporta la fame, il freddo e la solitudine, ma non perde mai la sua dignità e la dolcezza.

Ogni episodio è una prova di resistenza e intelligenza, e la sua trasformazione da ragazzina sperduta a giovane lavoratrice capace e stimata è un messaggio forte e ispirante per ogni spettatore. La serie è lenta, poetica, struggente, lontana anni luce dai ritmi frenetici dei cartoni moderni.

Eppure, proprio per questo, colpisce nel profondo. I paesaggi europei disegnati con cura, la colonna sonora malinconica e la voce di Peline (doppiata in italiano da una giovanissima Emanuela Rossi) contribuiscono a creare un’atmosfera indimenticabile.

Peline Story è anche un’opera di denuncia sociale: mostra la durezza del lavoro operaio, l’ingiustizia delle classi sociali, il valore dell’identità e della memoria familiare. Ma soprattutto celebra la forza femminile e la capacità di scegliere il momento giusto per mostrarsi davvero: quando finalmente Peline rivelerà al nonno chi è, non lo farà da bisognosa, ma da persona completa e autonoma.

Quello che non tutti sanno

Il personaggio di Peline fu ispirato dalla figura reale di una giovane ragazza indiana adottata da una famiglia francese, che Malot conobbe durante un viaggio e che lo colpì per il portamento fiero e gentile. Inoltre, l’anime fu uno dei pochi dell’epoca a rappresentare la morte con cruda delicatezza: la scena della morte della madre (episodio 13) lasciò un segno indelebile nei bambini italiani, al punto che molti genitori scrissero lettere alla Rai preoccupati per l’impatto emotivo.

Infine, Peline è uno dei rarissimi casi in cui la protagonista non ha un antagonista vero e proprio: la sua lotta è tutta interiore, contro la fame, la paura e il pregiudizio. Una scelta narrativa coraggiosa e moderna.