Pasadenas: soul, stile e armonie che hanno segnato la fine degli anni ’80

Nel panorama musicale britannico della fine degli anni ’80, mentre imperversavano i synth-pop e l’elettronica da classifica, arrivò un gruppo che riportò in auge l’eleganza del soul e del funk più raffinato: i Pasadenas. Cinque ragazzi di Reading — Andrew Banfield, Michael Milliner, David Milline...

Pasadenas: soul, stile e armonie che hanno segnato la fine degli anni ’80

Nel panorama musicale britannico della fine degli anni ’80, mentre imperversavano i synth-pop e l’elettronica da classifica, arrivò un gruppo che riportò in auge l’eleganza del soul e del funk più raffinato: i Pasadenas. Cinque ragazzi di Reading — Andrew Banfield, Michael Milliner, David Milliner, Aaron Brown e Hamish Seelochan — conquistarono il cuore del pubblico europeo con una proposta musicale retrò ma incredibilmente moderna per l’epoca, fatta di armonie vocali sofisticate, ritmi caldi e un’estetica che sembrava uscita da una Motown rivisitata in chiave anni ’80.

Il loro primo singolo, Tribute (Right On), pubblicato nel maggio del 1988, fu un omaggio dichiarato ai grandi della soul music come Marvin Gaye, Aretha Franklin e Otis Redding. Non solo scalò rapidamente le classifiche britanniche arrivando al numero 5, ma divenne anche un piccolo fenomeno europeo.

Il brano aveva un groove irresistibile, arrangiamenti curati e un video musicale in cui lo stile – giacche sartoriali, cappelli e movimenti coreografici – era protagonista quanto la musica stessa. Nel novembre dello stesso anno uscì l’album di debutto To Whom It May Concern, che ottenne il disco di platino nel Regno Unito.

Tra i brani più noti, oltre a Tribute, spiccano Riding on a Train (un altro classico da top ten) e Enchanted Lady, perla soul dal sapore cinematografico. L’intero album rappresentava un vero manifesto: riportare il soul al centro della scena pop, in un’epoca dominata dalle produzioni sintetiche.

I Pasadenas si distinguevano anche per l’eclettismo. Sapevano passare dalla dance sofisticata al soul malinconico, con arrangiamenti orchestrali e cori vocali sempre al centro.

Ogni performance dal vivo era un concentrato di classe e sentimento, e la loro immagine fu curata nei minimi dettagli, al punto da diventare icone di stile per chi cercava una via alternativa all'estetica vistosa degli anni '80. Nel 1990 pubblicarono Elevate, album che segnò però un leggero calo di popolarità rispetto all'exploit iniziale, nonostante la qualità musicale restasse alta.

Il gruppo tentò anche la strada delle cover nel 1992 con Yours Sincerely, interpretando classici come Let's Stay Together di Al Green, ma il successo commerciale non fu quello sperato. Nonostante il declino mediatico nei '90, i Pasadenas restano una gemma nascosta per gli amanti della black music europea: un gruppo che riuscì, in pochi anni, a creare un ponte tra il soul degli anni '60 e '70 e la sensibilità pop degli anni '80.

Quello che non tutti sanno

Il singolo Tribute (Right On) non fu solo un successo radiofonico: venne inciso in diverse versioni per il mercato europeo, tra cui una versione remixata appositamente per l’Italia, dove raggiunse le prime posizioni delle classifiche dance. Inoltre, il gruppo scelse di non inserire alcun sintetizzatore digitale nei brani del loro primo album, preferendo strumenti veri e registrazioni analogiche per mantenere intatta l’anima soul originale.

Andrew Banfield, frontman del gruppo, si esibì con Prince in un’improvvisazione notturna durante un aftershow privato nel 1989, un evento di cui esistono solo registrazioni bootleg circolate per anni tra i collezionisti.