Papà Gambalunga: il mistero che commosse una generazione

Papà Gambalunga, il toccante cartone anni 80: la storia di Judy e del suo misterioso benefattore che commosse una generazione.

Papà Gambalunga: il mistero che commosse una generazione

Il 16 aprile 1991, alle 7:55 del mattino, su Italia 1 iniziava una delle storie più toccanti mai trasmesse dalla televisione italiana. "Papà Gambalunga", l'anime della Nippon Animation prodotto nel 1990, arrivava nelle case degli italiani portando con sé 40 episodi da 24 minuti che avrebbero fatto piangere intere famiglie fino al 16 luglio dello stesso anno. La serie, parte del prestigioso progetto World Masterpiece Theater, era tratta dal romanzo epistolare "Daddy Long Legs" del 1912 di Jean Webster, un classico della letteratura americana che racconta la storia di Jerusha "Judy" Abbott, un'orfana dal talento straordinario per la scrittura.

Ambientata negli Stati Uniti degli anni '20, precisamente dal 1924 al 1927, la storia iniziava nell'orfanotrofio John Greer, dove Judy viveva sotto la rigida direzione della signora Lippett. Il destino di Judy cambiava radicalmente quando un misterioso membro del consiglio dell'istituto, colpito dal suo talento letterario, decideva di diventare suo tutore anonimo.

L'unico indizio della sua identità era un'ombra proiettata sul muro: una figura alta e sottile con gambe lunghissime, cilindro e bastone. Da qui il soprannome "Papà Gambalunga" che Judy affibbiava al suo benefattore, conosciuto ufficialmente solo come John Smith.

Con una borsa da viaggio contenente i suoi pochi effetti personali, Judy veniva catapultata dal misero orfanotrofio al prestigioso college femminile "Abramo Lincoln" nel New Jersey, frequentato dall'alta borghesia americana. L'unica condizione posta dal misterioso tutore era che Judy gli scrivesse lettere mensili per raccontargli i suoi progressi negli studi e nella vita.

Al college, Judy stringeva amicizie profonde con le compagne di stanza Sally McBright e Julia Pendleton, quest'ultima proveniente da una ricca famiglia dell'alta società. È proprio attraverso Julia che Judy conosceva Jervis Pendleton, il fratello maggiore di cui si innamorava perdutamente, ignara che lui fosse proprio il suo misterioso Papà Gambalunga.

La serie raggiungeva momenti di grande intensità emotiva: le difficoltà economiche nascoste dietro una facciata di nobiltà inventata, l'amore non corrisposto (apparentemente) per Jervis, le lettere piene di affetto e riconoscenza scritte al tutore sconosciuto. Ogni episodio era una lezione di vita, crescita e determinazione, con Judy che eccelleva negli studi letterari fino a vedere pubblicato il suo racconto "Dalla mia torre" sul giornale del college.

Il character design di Shūichi Seki, già autore di capolavori come "Peline Story" e "Lucy May", si ispirava direttamente alle illustrazioni originali di Jean Webster, dando a Judy le caratteristiche trecce che la rendevano immediatamente riconoscibile. La regia di Kazuyoshi Yokota sapeva alternare momenti di leggerezza a scene di profonda commozione, creando un'atmosfera unica che distingueva questa serie da tutti gli altri anime dell'epoca.

Il gran finale, nell'episodio 40 "Piacere di conoscerti Papà Gambalunga", rivelava la verità: Jervis Pendleton era il misterioso tutore, e il loro amore poteva finalmente essere dichiarato. La scena dell'incontro, quando Judy scopriva l'identità del suo benefattore, rimaneva impressa nella memoria di tutti gli spettatori.

La sigla italiana, cantata da Cristina D'Avena su musiche di Carmelo Carucci e testi di Alessandra Valeri Manera, diventava immediatamente un classico: "Papà, papà Gambalunga, Gambalunga, tu per Judy sei davvero importante...". Un inno all'affetto filiale e al mistero che accompagnava ogni puntata, rendendo ancora più toccante l'attesa della rivelazione finale.

Papà Gambalunga rappresentava il perfetto equilibrio tra intrattenimento e valori educativi, mostrando come la determinazione, lo studio e la gentilezza potessero cambiare il destino di una persona. Era la dimostrazione che anche da una situazione di svantaggio si poteva emergere, grazie all'impegno personale e, talvolta, all'aiuto di un angelo custode dalle gambe lunghe.

Non tutti sanno che Il romanzo originale era classificato come "college girl literature", un genere dell'Ottocento e inizio Novecento specificamente indirizzato alle ragazze adolescenti per ispirarle nel loro percorso di vita. L'anime aggiungeva numerose scene non presenti nel libro, molte delle quali erano citazioni dirette dal film del 1955 con Fred Astaire, come la scena in cui Judy canta e disegna per i bambini dell'orfanotrofio.

La datazione precisa della storia (1924-1927) era resa possibile dalla presenza dei festeggiamenti per Charles Lindbergh nell'ultimo episodio e dalla proiezione di un film sonoro di Buster Keaton. Il nome "Judy Abbott" fu scelto prendendo "Judy" da una lapide di un cimitero e "Abbott" dall'elenco telefonico, esattamente come nel romanzo originale.

La serie otteneva ascolti record quando veniva replicata: nel 2022 è tornata in onda su Italia 1 nel contenitore "Latte e Cartoni" ottenendo risultati superiori persino a "Lovely Sara". Il doppiaggio italiano vedeva Debora Magnaghi prestare la voce a Judy, la stessa doppiatrice di Memole e Sandy dai mille colori.

L'anime rimane una delle serie più richieste per l'uscita in home video, ma in Italia non è mai stata pubblicata ufficialmente in DVD, diventando un vero oggetto del desiderio per i collezionisti.