Ozzy Osbourne - Il principe delle tenebre che salvò l'heavy metal
Era il 20 settembre 1980 quando nelle radio di tutto il mondo risuonò per la prima volta il riff inconfondibile di "Crazy Train". Ozzy Osbourne, cacciato dai Black Sabbath l'anno prima per i suoi eccessi con alcol e droghe, tornava alla ribalta con un album destinato a scrivere la storia del meta...
Era il 20 settembre 1980 quando nelle radio di tutto il mondo risuonò per la prima volta il riff inconfondibile di "Crazy Train". Ozzy Osbourne, cacciato dai Black Sabbath l'anno prima per i suoi eccessi con alcol e droghe, tornava alla ribalta con un album destinato a scrivere la storia del metal: "Blizzard of Ozz".
Il disco, pubblicato dalla Jet Records, rappresentava la rinascita artistica del cantante di Birmingham. Dopo mesi di depressione in una stanza d'albergo di Los Angeles, Ozzy aveva trovato la forza di ripartire grazie all'aiuto di Sharon Arden, figlia del suo ex manager e futura moglie.
La formazione che lo accompagnava era stellare: il giovane chitarrista Randy Rhoads (ex Quiet Riot), il batterista Lee Kerslake (ex Uriah Heep), il bassista Bob Daisley (ex Rainbow) e Don Airey alle tastiere. "Blizzard of Ozz" fu un successo immediato. L'album rimase in classifica per quasi due anni consecutivi, conquistando il disco di platino negli Stati Uniti e raggiungendo alte posizioni sia nelle classifiche britanniche che americane.
I singoli "Crazy Train" e "Mr. Crowley" divennero istantaneamente dei classici, con il primo che parlava delle paure di Ozzy per il futuro del pianeta durante la Guerra Fredda.
Il tour promozionale iniziò il 12 settembre 1980 e durò un anno intero, con 121 spettacoli che portarono Ozzy in giro per l'Inghilterra e il Nord America. Durante la prima tappa britannica, la band fu accompagnata dai Budgie, mentre per il tour nordamericano si unirono i Motörhead.
L'evento clou fu l'Heavy Metal Holocaust allo stadio Vale Park il 1° agosto 1981, prima di concludere il tour negli Stati Uniti insieme ai Def Leppard il 13 settembre 1981. Il 1981 vide l'uscita del secondo album "Diary of a Madman", inciso con la stessa formazione e anch'esso un grande successo commerciale.
Il titolo richiamava l'autobiografia di Aleister Crowley, l'occultista che aveva già ispirato Ozzy per il brano "Mr. Crowley".
Ma la tragedia colpì il 19 marzo 1982, quando Randy Rhoads morì in un incidente aereo durante il tour. La perdita del giovane chitarrista, con cui aveva instaurato un profondo rapporto di amicizia, segnò profondamente Ozzy.
Nonostante il dolore, la carriera proseguì. Nel 1983 arrivò "Bark at the Moon" con il nuovo chitarrista Jake E.
Lee, che ottenne tre dischi di platino negli USA. Seguì nel 1986 "The Ultimate Sin", che raggiunse la top ten sia in Inghilterra che negli Stati Uniti, trascinato dal singolo "Shot in the Dark" che arrivò alla posizione 20 nella classifica britannica.
Gli anni '80 consolidarono definitivamente Ozzy Osbourne come il "Padrino dell'Heavy Metal" e il "Principe delle Tenebre", soprannomi che si era guadagnato per la sua musica oscura e i suoi atteggiamenti trasgressivi sul palco. La sua capacità di reinventarsi dopo l'addio ai Black Sabbath dimostrò che il metal aveva trovato in lui non solo un interprete, ma un vero innovatore del genere.
Quello che non tutti sanno
La chitarra a V asimmetrica che Randy Rhoads suonava con Ozzy fu il primo prototipo di quella che sarebbe diventata la leggendaria Jackson Randy Rhoads. Grover Jackson, proprietario del marchio Charvel, era così preoccupato che il design estremo potesse danneggiare la reputazione dell'azienda che decise di non apporre il logo Charvel sulla paletta, scrivendo semplicemente "Jackson".
Questo gesto involontario diede vita al marchio Jackson Guitars. Inoltre, il titolo "Blizzard of Ozz" gioca sull'assonanza con "The Wizard of Oz" del celebre romanzo di Lyman Frank Baum, mentre la leggenda che vuole Madonna tra le coriste di "Crazy Train" non è mai stata né confermata né smentita ufficialmente.