Otto bastano: quando la famiglia Bradford conquistò l'America

Nel 1977 la televisione americana accolse una famiglia rivoluzionaria che avrebbe ridefinito il concetto di nucleo familiare tradizionale. "Otto bastano" (Eight Is Enough) portava nelle case americane e successivamente italiane la storia di Tom Bradford, giornalista vedovo che cresceva da solo ot...

Otto bastano: quando la famiglia Bradford conquistò l'America

Nel 1977 la televisione americana accolse una famiglia rivoluzionaria che avrebbe ridefinito il concetto di nucleo familiare tradizionale. "Otto bastano" (Eight Is Enough) portava nelle case americane e successivamente italiane la storia di Tom Bradford, giornalista vedovo che cresceva da solo otto figli con energie, problemi e personalità completamente diverse. Dick Van Patten interpretava il patriarca Tom Bradford con quella miscela di fermezza e tenerezza tipica dei padri televisivi anni Settanta.

Dopo la morte della moglie Joan, il personaggio affrontava la sfida quotidiana di gestire una famiglia numerosa mantenendo equilibrio tra carriera giornalistica e responsabilità genitoriali. La sua capacità di affrontare ogni crisi familiare con saggezza e umorismo lo rese un modello paterno ammirato da milioni di spettatori.

La casa dei Bradford diventava teatro di continue avventure generazionali. Ogni figlio rappresentava una fase diversa della crescita: dai capricci infantili di Nicholas alle prime cotte adolescenziali di Elizabeth, dai problemi universitari di David alle ribellioni giovanili di Tommy.

Questa varietà permetteva alla serie di affrontare tematiche universali che coinvolgevano famiglie di ogni estrazione sociale. L'arrivo di Abby, la seconda moglie interpretata da Betty Buckley, portò nuove dinamiche familiari.

La sua integrazione nella famiglia Bradford non fu immediata: i figli più grandi mostrarono inizialmente resistenza verso questa nuova figura materna, creando situazioni drammatiche e comiche che esploravano la complessità delle famiglie ricomposte. La serie affrontava problematiche sociali importanti attraverso le vicende quotidiane dei Bradford.

Episodi dedicati all'alcolismo giovanile, alle difficoltà economiche, ai primi amori e alle scelte universitarie trasformavano ogni puntata in una lezione di vita familiare. La capacità di trattare argomenti seri mantenendo un tono ottimistico rappresentava il marchio distintivo della produzione.

Gli anni di trasmissione coincisero con profondi cambiamenti sociali americani. La famiglia Bradford rappresentava l'evoluzione del nucleo familiare tradizionale: numerosa ma moderna, affettuosa ma non sdolcinata, problematica ma sempre unita nei momenti difficili.

Questa rappresentazione influenzò profondamente l'immaginario familiare di un'intera generazione televisiva. La sigla italiana, con la sua melodia allegra e le parole che celebravano l'unione familiare, accompagnava l'inizio di ogni episodio creando immediata empatia con il pubblico. "Otto bastano" diventò rapidamente un appuntamento fisso per famiglie italiane che si riconoscevano nelle dinamiche quotidiane dei Bradford, nonostante le differenze culturali.

Quello che non tutti sanno

La serie era basata sul libro autobiografico "Eight Is Enough" di Tom Braden, giornalista e ex agente CIA che aveva realmente cresciuto otto figli. Durante le riprese, Dick Van Patten sviluppò un rapporto così stretto con i giovani attori che interpretavano i suoi figli da continuare a considerarli famiglia anche dopo la fine della serie.

Inoltre, l'attrice Diana Hyland, che interpretava la prima moglie Joan Bradford, morì realmente di cancro al seno durante la prima stagione, costringendo gli sceneggiatori a scrivere la morte del personaggio nella trama della serie.