Ore di attesa per scaricare un'immagine: quando internet faceva soffrire
Fine anni '90, inizio 2000. Ti sedevi davanti al computer di casa, accendevi il modem 56k con quel suono stridente che annunciava la connessione a Internet, e iniziava una delle prove di pazienza più epiche della storia moderna: scaricare qualcosa dalla rete. Un'immagine di 500 KB poteva richiede...
Fine anni '90, inizio 2000. Ti sedevi davanti al computer di casa, accendevi il modem 56k con quel suono stridente che annunciava la connessione a Internet, e iniziava una delle prove di pazienza più epiche della storia moderna: scaricare qualcosa dalla rete.
Un'immagine di 500 KB poteva richiedere anche quindici minuti, e durante quel tempo il computer era praticamente inutilizzabile per altro. La progressione era ipnotizzante e frustrante allo stesso tempo: guardavi la barra di download che si riempiva lentamente, pixel dopo pixel, mentre l'immagine si formava dal nulla sullo schermo.
Prima appariva una striscia sfocata in alto, poi gradualmente si definivano i colori e i contorni, fino alla rivelazione finale che spesso non valeva l'attesa. Il download di un singolo brano MP3 era un'impresa che richiedeva programmazione strategica.
Dovevi avviare il download prima di andare a dormire, sperando che durante la notte non ci fossero interruzioni di corrente o che qualcuno non alzasse la cornetta del telefono interrompendo la connessione. Al mattino, se eri fortunato, trovavi il file completato.
I siti web erano essenziali e spartani: principalmente testo, qualche immagine piccola, niente video. I webmaster più accorti mettevano versioni "light" delle loro pagine per chi aveva connessioni lente.
Esistevano anche siti specializzati nel comprimere le immagini per renderle scaricabili in tempi ragionevoli. C'erano trucchi e strategie che solo gli utenti esperti conoscevano: utilizzare programmi di download che permettevano di mettere in pausa e riprendere, organizzare i download nelle ore notturne quando le linee erano meno congestionate, oppure utilizzare servizi come "Napster" per scambiare file con altri utenti, anche se ogni singolo brano richiedeva ore di attesa.
La frustrazione era immensa quando, dopo ore di download, scoprivi che il file era corrotto o non era quello che pensavi. Non esistevano anteprime o streaming: era sempre una scommessa.
Molti ragazzi sviluppavano una pazienza zen forzata, imparando a fare altre cose mentre il computer "lavorava" in background. L'arrivo dell'ADSL fu una rivoluzione paragonabile all'invenzione della ruota: improvvisamente quello che prima richiedeva ore ora si scaricava in minuti.
Ma chi ha vissuto l'epoca del 56k ha sviluppato un rispetto particolare per la velocità di internet e una capacità di attesa che le nuove generazioni non possono nemmeno immaginare.
Quello che non tutti sanno
I modem 56k in realtà raramente raggiungevano la velocità teorica di 56 kilobit al secondo. A causa delle limitazioni delle linee telefoniche italiane, la velocità effettiva oscillava solitamente tra i 33 e i 48 kbps.
Inoltre, esistevano due standard concorrenti per i modem 56k (K56flex e X2) che non erano compatibili tra loro fino all'arrivo dello standard unificato V.90 nel 1998. Molti utenti scoprirono che il loro modem era del tipo "sbagliato" solo dopo aver tentato di connettersi al provider Internet.