O.R.O.: gli artefici della canzone più bella degli anni '90
Nel panorama musicale italiano degli anni '90, poche storie sono tanto affascinanti quanto quella degli O.R.O., gli "Onde Radio Ovest" che regalarono al mondo una delle canzoni d'amore più emozionanti di sempre. Una band nata dal talento di musicisti esperti che, dopo anni di lavoro dietro le qui...
Nel panorama musicale italiano degli anni '90, poche storie sono tanto affascinanti quanto quella degli O.R.O., gli "Onde Radio Ovest" che regalarono al mondo una delle canzoni d'amore più emozionanti di sempre. Una band nata dal talento di musicisti esperti che, dopo anni di lavoro dietro le quinte, decisero di uscire dall'ombra per creare qualcosa di proprio e di indimenticabile.
La storia inizia nel 1993 a Firenze, negli studi di registrazione più prestigiosi d'Italia, dove tre musicisti tra i più richiesti del momento decisero di unire le forze. Alfredo Golino alla batteria, Cesare Chiodo al basso e Mario Manzani alla chitarra costituivano dal 1990 il nucleo del gruppo di accompagnamento di Marco Masini, all'epoca all'apice della notorietà.
Avevano collaborato con giganti della musica italiana come Giancarlo Bigazzi, Raf, Umberto Tozzi e Aleandro Baldi, venendo accostati alla prestigiosa "Scuola Fiorentina". Ispirandosi al modello degli Stadio - la band di supporto di Lucio Dalla che aveva trovato il successo autonomo - i tre musicisti ebbero l'idea di costituire un proprio organico.
Nel 1993 iniziarono a preparare un repertorio originale e a selezionare gli altri membri della formazione. Il nome "O.R.O." nasceva come acronimo di "Onde Radio Ovest", ma richiamava anche la preziosità del metallo che avrebbe caratterizzato la loro musica.
Il quintetto si completò con l'arrivo di due voci straordinarie: Valerio Zelli, giovane ma promettente cantante, e Mauro Mengali, tastierista e voce con una lunga esperienza alle spalle. L'alchimia tra questi cinque musicisti fu immediata: il sound rock californiano si sposava perfettamente con la melodia italiana, creando un suono originale e accattivante che all'epoca funzionò alla perfezione.
Nel 1994 gli O.R.O. ottennero un contratto con la Sugar Music di Caterina Caselli, che pubblicò il loro primo singolo "L'amore è".
Il brano ottenne riscontri incoraggianti e da esso venne tratto un video diretto da Armando Gallo, già fotografo dei Genesis. Ma il vero capolavoro stava per arrivare.
Nel gennaio 1995 uscì l'album di debutto "Vivo per...", contenente l'omonimo brano che avrebbe cambiato per sempre la loro vita. La canzone, scritta da Anna Maria Alibani su musiche di Mario Manzani, Valerio Zelli e Mauro Mengali, era una dichiarazione d'amore appassionata e struggente dedicata a una donna.
Il sound era potente ma raffinato, con arrangiamenti curati nei minimi dettagli che mettevano in risalto le due voci complementari di Zelli e Mengali. Nella primavera del 1995 parteciparono alla manifestazione "Un disco per l'estate" senza ottenere un particolare successo, ma il destino aveva in serbo qualcosa di straordinario.
Nell'autunno dello stesso anno, con "Vivo per..." si presentarono a Sanremo Giovani 1995 e conquistarono il primo posto, ottenendo di diritto la partecipazione al Festival di Sanremo dell'anno successivo. Ma la vera svolta arrivò grazie a una serie di coincidenze fortunate.
Andrea Bocelli stava registrando il suo secondo album e il produttore Michele Torpedine propose di fare una cover del brano degli O.R.O. Per adattarlo al duetto, il paroliere Gatto Panceri riscrisse completamente il testo, trasformando la dedica d'amore a una donna in un omaggio alla Musica stessa.
Nacque così "Vivo per lei", interpretata da Bocelli insieme a Giorgia. La versione di Bocelli e Giorgia, uscita il 25 agosto 1995, divenne un successo planetario.
Il brano entrò nell'album "Bocelli" insieme a "Con te partirò" e conquistò le classifiche di tutto il mondo, venendo poi interpretato in diverse lingue con partner internazionali. Paradossalmente, mentre la loro creazione trionfava ovunque, gli O.R.O. rimanevano nell'ombra, conosciuti solo agli addetti ai lavori come i veri autori di quella meraviglia musicale.
Nel 1996 parteciparono al Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte con "Quando ti senti sola", classificandosi al quarto posto. Nel frattempo la band si era ampliata con l'ingresso del tastierista Bruno Zucchetti e pubblicarono il secondo album "Con tutto il cuore".
L'anno successivo tornarono all'Ariston con "Padre nostro", scritto in collaborazione con Enrico Ruggeri, piazzandosi al sesto posto nella sezione Campioni. Negli anni seguenti la formazione subì diversi cambiamenti.
Golino, Chiodo e Zucchetti lasciarono il gruppo, che proseguì come trio. Nel 2000 anche Mario Manzani si allontanò per dedicarsi alla produzione musicale, lasciando Mengali e Zelli a portare avanti il progetto con musicisti di supporto.
Nel 2004 pubblicarono "Liberi", il loro quarto e ultimo album in studio, in una formazione riunita che vedeva il ritorno di alcuni membri storici. Tuttavia, il sodalizio non riuscì più a trovare la stabilità degli esordi.
I due cantanti Zelli e Mengali, unici reduci della formazione originaria, proseguirono l'attività fino al 2019 proponendo il repertorio della formazione storica e collaborando con musicisti esterni per gli spettacoli dal vivo. La carriera degli O.R.O. si caratterizzò per la ricerca costante di un equilibrio tra il rock californiano e la tradizione melodica italiana.
Le loro canzoni, costruite su testi profondi e arrangiamenti sofisticati, rappresentavano un'alternativa intelligente al panorama musicale dell'epoca. Brani come "L'amore è", "Amici" (che fu per alcuni mesi del 1995 la sigla del programma di Maria De Filippi) e naturalmente "Vivo per..." dimostravano la loro capacità di coniugare accessibilità commerciale e qualità artistica.
Nonostante il successo limitato rispetto alla portata del loro capolavoro, gli O.R.O. rappresentano un esempio emblematico di come il talento non sempre corrisponda al riconoscimento mediatico. La loro "Vivo per..." rimane una delle canzoni italiane più amate e conosciute al mondo, un patrimonio musicale che continua a emozionare a distanza di trent'anni.
Quello che non tutti sanno
La sigla O.R.O. non stava solo per "Onde Radio Ovest", ma era anche un riferimento ironico al fatto che i tre musicisti fondatori erano tra i turnisti più "preziosi" e costosi degli studi fiorentini.
Il brano "Amici", oltre a essere la sigla del programma di Maria De Filippi, fu utilizzato anche come sottofondo musicale in diverse pubblicità dell'epoca. Armando Gallo, che diresse il video de "L'amore è", era famoso per essere stato il fotografo ufficiale dei Genesis e aveva documentato la carriera di Phil Collins.
La versione originale di "Vivo per..." conteneva versi molto più espliciti sull'amore fisico, che furono poi addolciti nella versione definitiva per renderla più radiofonica. Quando Gatto Panceri riscrisse il testo per Bocelli, completò il lavoro durante un viaggio in auto da Bologna a Milano, registrando le idee su un registratore portatile mentre guidava nella nebbia.
Andrea Bocelli inizialmente non era convinto del brano e fu Giorgia, presente casualmente in studio durante le registrazioni, a convincerlo delle potenzialità della canzone. Il successo internazionale di "Vivo per lei" portò Bocelli a interpretarla in duetti con artiste di diversi paesi: con Judy Weiss in tedesco, Hélène Ségara in francese, Marta Sánchez in spagnolo e Sandy Leah Lima in portoghese.