Noi di SAVE A PRAYER (ep. 5)

Vecchia musica, cuori giovani, eppure le note sono le stesse, le stesse che ci hanno fatto battere il cuore, le stesse che abbiamo sussurrato ad occhi chiusi quando la musica era rifugio, verità, passione, promessa. Oggi voglio mostrarvi un momento che mi ha toccato l'anima, mia figlia che canta ...

Noi di SAVE A PRAYER (ep. 5)

Vecchia musica, cuori giovani, eppure le note sono le stesse, le stesse che ci hanno fatto battere il cuore, le stesse che abbiamo sussurrato ad occhi chiusi quando la musica era rifugio, verità, passione, promessa.

Oggi voglio mostrarvi un momento che mi ha toccato l'anima, mia figlia che canta Save a Prayer al concerto di Bari, una scena che vale più di mille parole.

È un filo invisibile che collega padri, madri, figli, generazioni legate da un unico battito, la musica.

C'eravamo noi, allora, con le mani al cielo e la speranza negli occhi, noi che non abbiamo mai smesso di credere che la musica potesse educare, unire, innalzare, noi che abbiamo scelto i sentimenti sempre.

Save a Prayer non è solo una canzone, è un ponte tra generazioni, è la prova che la leggerezza può essere sacra, che la gioia è una forma di resistenza.

Hai voglia di dire non fate la guerra, il rispetto parte da qui, il rispetto dei gusti, il rispetto dei sogni, il rispetto dei sentimenti.

I Duran Duran non generano emozioni, quelle le lasciamo agli altri, loro generano sentimenti e noi fin qui li abbiamo custoditi e ora li stiamo tramandando.

Noi siamo la generazione che ha resistito agli odiatori senza diventare come loro, la generazione che ha sofferto forte ma che ha perdonato perché soltanto perdonando combatti le tue debolezze.

Noi siamo la generazione che ha amato sulla fiducia, a volte senza neanche capire le parole, ora prima dei concerti ci guardiamo, ci scrutiamo e anche senza conoscerci sappiamo molto l'uno dell'altro perché noi siamo quelli di Save a Prayer e sapete che c'è, la storia non è ancora finita, la storia continua.